Pdl, con i finiani è guerra aperta Bossi: "Bastiamo io e Berlusconi"
Il premier: "Sì ai congressi proviinciali e comunali, ma no a contrapposizioni correntiste". La Russa contro Granata: "O chiedi scusa o lasci". Il Senatùr: "Siamo autosufficienti per il federalismo"
Orvieto (Terni), 25 luglio 2010 - Sì ai congressi comunali e provinciali, no alle correnti e tantomeno alle contrapposizioni di correnti. Il premier Silvio Berlusconi, dà il via libera alla richiesta di Gianni Alemanno per tenere i congressi locali nel 2011. In una lettera inviata ad Orvieto, dove si tiene l’annuale appuntamenti dei circoli Nuova Italia, il premier ha sottolineato che non bisogna inoltre lasciare spazio a "contrapposizioni correntiste che ne paralizzerebbero la vita".
Nel dettaglio, ha detto il premier, "è mia convinzione che abbiamo creato il più grande protagonista della politica italiana, un grande partito popolare e nazionale animato dal principio della libertà, che la maggioranza degli italiani attendeva da tempo. Proprio per questo - sottolinea Silvio Berlusconi - dobbiamo far crescere il partito, organizzarlo sempre meglio sul territorio, garantendo la piena partecipazione democratica a tutti gli iscritti e a tutti gli elettori secondo quanto previsto dallo statuto per lo svolgimento dei congressi, senza lasciare spazio a contrapposizioni correntiste che ne paralizzerebbero la vita".
Oggi nel Pdl hanno tenuto banco anche le parole di Ignazio La Russa, uno dei coordinatori del partito. "La guerriglia non si governa - rimarca ancora una volta - ma sono disponibile a spendermi perché si trovi un accordo tra Fini e Berlusconi. Può, forse, esistere un corridoio molto stretto perché ritorni il clima che fece nascere il Pdl».
La Russa fa un’ipotesi, da lui stesso definita ‘fantascientifica': "Potrebbero trovarsi d’accordo sul fatto che Fini lasci la presidenza della Camera ed entri nel governo, magari al Ministero delle Attività produttive, e poi con un ruolo anche nel partito. La situazione cambierebbe radicalmente. So che è molto difficile - ha concluso La Russa - ma se si chiudesse anche questo spiraglio avrebbero ragione i pessimisti".
La Russa è stata pure protagonista di uno scontro con Fabio Granata. "O dici nomi, cognomi o almeno dai indizi forti sui pezzi del governo che starebbero ostacolando la lotta alla mafia - ha detto rivolgendosi al finaiano -, e in quel caso io non potrei stare un minuto di più nel governo se una cosa del genere fosse vera, oppure tu chiedi scusa o lascia il partito".
E la reazione di Granata non si fa attendere: "Non ho nulla di cui scusarmi. Ho difeso e difendo - spiega - posizioni imprescindibili di legalità repubblicana". "Si scusino invece coloro - incalza - che hanno strumentalizzato le mie parole, distorcendone il senso agli occhi di Berlusconi per alimentare un clima di scontro, tra cui spiccano i miei ex amici di An quando non sono impegnati a esprimere solidarietà a Cosentino e Verdini”.
L'INTERVENTO DI BOSSI - Il leader delle Lega, Umberto Bossi, ritiene che il Carroccio e la componente del Pdl fedele a Silvio Berlusconi siano autosifficienti, almeno per quanto riguarda l’approvazione del federalismo. “La Lega e Berlusconi - ha detto a margine dell’inaugurazione di una nuova sede del proprio partito - sono quasi tutti i voti del Parlamento”.
“Io - ha aggiunto riferendosi alle liti all’interno del Pdl - posso mettere una buona parola, ma quando due litigano è difficile ed è meglio non mettersi troppo in mezzo”.
“Io penso che comunque - ha concluso - lo portiamo a casa il federalismo, perché sono tanti partiti che vogliono dare il federalismo e partecipare alla partita. Poi Berlusconi non farà mancare i voti necessari”.
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