Gheddafi lascia l'Italia tra polemiche e critiche
Il colonnello è ripartito dopo i due giorni a Roma per il secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libico. Lo show e le sue lezioni sull'Islam non sono piaciute nè al Pdl, nè ai vescovi, nè alla stampa araba
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Roma, 31 agosto 2010 - Muammar Gheddafi ha lasciato l’Italia dopo una visita di 48 ore carica di polemiche. L’aereo del leader libico, che indossava una camicia sahariana marrone, è ripartito da Ciampino poco prima delle 13.
Ieri sera l'apice dei festeggiamenti con il galà alla caserma Salvo D’Acquisto di Tor di Quinto. Il colonnello è rientrato nella residenza dell’ambasciatore libico sulla Cassia verso le 2 del mattino, mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è rimasto ancora per un’ora, cantando per gli ospiti una canzone in francese.
Durante la cena, a base di insalata caprese, pennette tricolore e filetto di chianina, Gheddafi ha equiparato i metodi con cui venivano tenuti prigionieri i libici durante l’occupazione italiana a quelli dei nazisti.
"Alcuni storici sostengono che Rodolfo Graziani sia stato maestro di Hitler nella costruzione dei campi di concentramento usati per gli ebrei durante l’Olocausto - ha ricordato il colonnello - i libici furono rinchiusi in posti ristretti, terribili". Di qui la proposta che l’anno prossimo, in occasione del centenario dell’invasione italiana della Libia, si ricordi il campo di concentramento di el Agheila dove "morivano 50 libici al giorno per fame, malattie o stenti".
RABBIA NEL PDL - E sebbene alle celebrazioni del secondo anniversario del Trattato di amicizia italo-libico abbiano preso parte ministri e gotha della finanza e dell'economia italiana, non mancano oggi le polemiche sui giornali per la visita di Gheddafi in Italia, definita "incresciosa messa in scena o forse solo un boomerang" dal quotidiano cattolico Avvenire.
Ma la rabbia monta anche in seno al Pdl: con un articolo congiunto, una 'Lettera al Direttore' pubblicata oggi su La Stampa, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e il capogruppo del Pdl all’Europarlamento Mario Mauro protestano in particolare per la propaganda dell’islam fatta dal leader libico di fronte alle 500 ragazze convocate domenica nella residenza dell’ambasciatore di Tripoli. Il titolo della lettera al direttore è eloquente: "Basta offrire il palcoscenico al dittatore". Scrivono i due esponenti della maggioranza: forse la tenda, lo spettacolo beduino, le hostess a pagamento offuscano la vista "ma le parole pronunciate da Gheddafi davanti alle 500 adepte non possono lasciarci indifferenti. Quel richiamo alla necessità che l’islam diventi la religione dell’Europa ha una portata dirompente".
E aggiungono: "Per questo ci permettiamo di sollevare una questione: è ancora opportuno offrire il nostro paese come palconoscenico per gli spettacoli del Rais? Certo è fondamentale per noi sviluppare relazioni diplomatiche privilegiate con la Libia, ma come mai scene e appelli come quello di domenica non si vedono mai in Germania o nel resto d’Europa?".
Velata critica, sempre dalle pagine della Stampa, arriva anche dal ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, a cui ha dato "un certo fastidio" l'appello all’islamizzazione dell’Europa. Sensazione derivata - precisa - dal fatto che il colonnello si è rivolto solo a ragazze italiane "e non a tutti, come sarebbe normale". Resta fermo, però, secondo il ministro, il concetto per il quale l’Europa come l’Italia restano caratterizzate dalla religione cristiana.
"UN ERRORE LE LEZIONI DI ISLAM" - Plaude ovviamente il quotidiano libico Quryna, secondo cui il leader libico Muammar Gheddafi e il premier italiano Silvio Berlusconi "hanno dato il via a una nuova era nei rapporti tra Libia e Italia", mentre il quotidiano arabo al-Quds al-Arabi critica le lezioni tenute nei giorni scorsi dal leader libico a centinaia di ragazze italiane, durante la sua visita a Roma. "Pur facendole con le migliori delle intenzioni, temiamo che queste lezioni di Islam tenute dal colonnello Muammar Gheddafi siano controproducenti perchè le belle ragazze che escono da questi incontri, una volta che parlano con i giornalisti, rilasciano dichiarazioni che vanno contro gli interessi degli arabi e dei musulmani, oltre che dello stesso leader libico".
Il quotidiano arabo critica inoltre la decisione di invitare a questi incontri solo ragazze. "Non capiamo perchè il leader libico, quando vuole parlare di Islam, invita solo le ragazze durante le sue visite all’estero - conclude l’editoriale - escludendo i ragazzi. Perchè le ragazze devono essere considerate più importanti? - si chiede - Se l’obiettivo è quello di diffondere la religione islamica e contrastare l’islamofobia che serpeggia in Occidente, è necessario parlare anche ai ragazzi, agli anziani e alle donne mature. Il dialogo va fatto con coloro che criticano l’Islam prima che con quelli che simpatizzano con questa religione".
"L’appello all’Islam, è dovere di ogni musulmano e musulmana nella misura delle sue possibilità", ma ugualmente risulta "inquietante" che per consentire a Gheddafi di lanciarlo si sia scelta "una tanto folta pletora di figuranti femminili", sottolinea Hamza Piccardo, direttore di Islam online e dirigente centrale dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. Per Piccardo si tratta "di un approccio bollywoodiano, di cui noi, musulmani in Italia e musulmani italiani avremo fatto volentieri a meno", che ricorda inevitabilmente "il nostro presidente del Consiglio" mostrando "come la predisposizione al gallismo mediterraneo sia loro caratteristica condivisa e volgare".
"Il colonnello golpista, vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare la sua visita di una coreografia che lascia sinceramente perplessi", rileva Piccardo in un’intervista a ildialogo.org per il quale il Corano descrive invece "l’approccio umile e delicato con il quale un’anima cerca di trasmettere ad un’altra anima quanto di più prezioso serba nel suo cuore: la sua fede".
"Non sappiamo - aggiunge l’esponente dell’Ucoii - quante delle signorine scritturate per l’occasione abbiano tratto dall’esternazioni del colonnello benefici spirituali e mementi morali, quello avverrà secondo l’imperscrutabile divina, ma è certo che non è stato un bello spettacolo per i musulmani in Italia".
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