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Generazione Italia: "Squadristi Pdl pronti a contestare Fini" Processo breve, è lite

Accusa nel sito di Generazione Italia, dove c'è una stella rossa sul simbolo del Pdl. La Brambilla, tirata in ballo, querela. Tensione sul processo breve. Granata (Fli): "No ad amnistie mascherate"

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Logo Pdl con falce e martello sul sito di Generazione Italia
Logo Pdl con falce e martello sul sito di Generazione Italia

Roma, 1 settembre 2010 - "Gli squadristi della libertà sono pronti a organizzarsi per contestare Fini a Mirabello". È quanto scrive Generazione Italia sul suo sito web, dove campeggia una enorme stella rossa che copre il simbolo del Pdl.

 

"Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl - scrive il sito dei finiani - ecco a voi l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. Choc, aggiungiamo noi. 'Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlera' a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? È tutto a spese del partito'".

 

"Gli daranno anche il panino, in puro stile Cgi - scrive ancora Generazione Italia - E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo. Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il Ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà (?!?) per contestare la terza carica dello Stato. D’altronde, cosa potevamo attenderci da un Ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia? Siamo alle comiche finali - conclude Generazione Italia riprendendo la celebre frase che Gianfranco Fini pronunciò nei confronti di Silvio Berlusconi - e questa volta per davvero".

 

Del resto la distanza tra Pdl e finiani oggi è tornata ad allargarsi. "Non siamo molto preoccupati della riunione dei probiviri perché non riteniamo possibile che un grande partito possa mettere sotto processo qualcuno perché ha espresso delle opinioni. La questione vera è legata innanzitutto alla espulsione sostanziale di Gianfranco Fini dal partito che ha cofondato, quella è una questione dirimente, e poi c'è la nostra questione". Queste le parole del deuptato di Futuro e libertà Fabio Granata nel corso di un filo diretto a Radio Radicale.

 

"I nodi politici sono molto più complessi del deferimento di Granata, Bocchino e Briguglio. Però se ci fosse il rinvio e se ci fosse una valutazione negativa su ciò che si è posto in essere contro Gianfranco Fini potrebbe essere un primo segnale. Ciò che conta - prosegue - è capire che non sarebbe un segnale di compromesso al ribasso, non è che per questo noi cambiamo idea sulla norma transitoria del processo breve, ad esempio. Se qualcuno ritiene che con una sorta di spada di Damocle dei provvedimenti disciplinari possa condizionare la nostra azione politica si illude".

 

E dai microfoni di Cnrmedia incalza: "Sul processo breve non accetteremo mai una norma retroattiva che sarebbe un’amnistia mascherata che cancellerebbe migliaia e migliaia di procedimenti in corso. Il testo uscito dal Senato aveva suscitato fortissime perplessità nel Presidente Fini e in tutti noi e siamo fermi su queste posizioni".

 

Anche Bocchino torna sull'argomentio. "La Camera non è il notaio del Senato, c’è la norma transitoria che dà lo scudo a Berlusconi: noi siamo d’accordo a garantire lo scudo a Berlusconi", ma non "annullando decine di migliaia di processi". Insomma, bisogna ragionare, "il testo così com’è è da modificare. Non può essere votato a scatola chiusa, per il merito e perché non possiamo accettare aut-aut di questo tipo".

 

CAPEZZONE FURIOSO - "Sono gravi, inaccettabili e surreali le insinuazioni contro il ministro Brambilla, a cui esprimo solidarietà, contro i Promotori della Libertà, e contro il Pdl. È, ovviamente, fuori della realtà che, da parte del Pdl o dei Promotori o del ministro Brambilla, via sia stata, vi sia o vi possa essere alcuna diretta o indiretta partecipazione a qualunque attività di contestazione nei confronti di chicchessia. È fuori dal codice genetico, prim’ancora che dalla prassi politica del Pdl, l’idea di interferire o disturbare le manifestazioni o le iniziative di chiunque". Questa la prima reazione del portavoce del Pdl.

 

"Semmai, addolora dover constatare che, ancora una volta, si cerca di gettare sospetti o di mettere in cattiva luce il nostro partito da parte di chi, evidentemente, non si sente affatto sicuro del proprio rapporto con l’opinione pubblica e teme il dissenso. Ma forse il problema è proprio questo, e certe accuse sono un modo maldestro per mettere le mani avanti", conclude.

 

LA BRAMBILLA QUERELA - "Simili meschini attacchi testimoniano solo la pochezza e la scarsità di contenuti politici di chi li compie". Lo scrive in una nota Maria Vittoria Brambilla replicando a Generazione Italia, facendo sapere che querelerà "chi ha formulato tali contenuti diffamatori e di chi eventualmente ne darà diffusione"

 

"Apprendo dalle agenzie di stampa - dice Brambilla - di evidenti tentativi di diffamazione nei miei confronti, volti a screditare il mio operato istituzionale, da parte di anonimi esponenti di Generazione Italia. Quanto apparso in data odierna sul sito dell’associazione ricondurrebbe alla mia persona azioni che mi sono totalmente estranee, dimostrando una volta di più come vi siano esponenti politici senza scrupoli che, pur militando nel Popolo della Libertà, non esitano a cercare di screditare l’operato del Presidente del Consiglio e dei suoi Ministri. Pertanto, ho già dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti di chi ha formulato tali contenuti diffamatori e di chi eventualmente ne darà diffusione. Invito gli esponenti finiani a voler finalmente abbandonare la logica del contrasto e del boicottaggio nei confronti di questo Governo e di una maggioranza della quale loro stessi fanno parte".

 

"Tutti noi eletti nel Popolo della Libertà - continua - abbiamo stretto un patto con gli elettori che è imprescindibile e che deve essere rispettato. E non fa certo parte del programma sottoscritto il continuare con simili meschini attacchi che testimoniano solo la pochezza e la scarsità di contenuti politici di chi li compie. Quanto accaduto oggi mi pare, semmai, un palese tentativo di mettere le mani avanti, creando un alibi con il quale giustificare le contestazioni che, evidentemente, gli esponenti finiani si aspettano di ricevere a Mirabello da parte dei tanti militanti dell’ex An che ben si sono guardati dal seguire le loro posizioni. Per quanto mi riguarda mi sento di rassicurarli - conclude - l’appuntamento di Mirabello non è nella mia agenda".

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