Napolitano, appello al governo: "Ora una seria politica industriale"
Il capo dello Stato insiste sulla crisi: "I giovani che oggi sono per noi il motivo principale di preoccupazione". E ironizza sul ministro per lo Sviluppo: "Pensate che serva? Passo la voce..."
VENEZIA, 2 settembre 2010 - Dopo l'intervento dal festival del cinema di Venezia, Napolitano torna a parlare anche oggi delle priorità che dovrebbe darsi il governo. Ovvero l'economia e la crisi.
"È venuto il momento che l’Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo secondo le grandi coordinate dell’integrazione europea”, è il messaggio del presidente della Repubblica, che ha partecipato all’inaugurazione della piazzetta a Mestre intitolata all’amico Gianni Pellicani, segretario regionale del Pci e nella segreteria nazionale nel 1989.
Il presidente ha sottolineato poi un altro tema importante per il Paese e la necessità della politica industriale, “abbiamo bisogno di questo - ha aggiunto - per l’occupazione e per i giovani che sono per noi il motivo principale di preoccupazione, dobbiamo riuscire a dare risposte su tutti questi terreni”.
Attorno alla questione dell’occupazione giovanile, per il Capo dello Stato “si stringono i nodi dell’economia”. Sempre a proposito dei giovani il presidente Napolitano ha puntualizzato: “C’è una nuova categoria di giovani che, secondo gli esperti di statistica, non sono impegnati né in processi formativi, né in processi lavorativi, né in processi di addestramento al lavoro. Dobbiamo dare delle risposte su tutti questi terreni, tenendo conto dei limiti stretti in cui si muove l’azione pubblica, tenendo conto dell’impiego delle risorse del bilancio dello Stato punto ineludibile per Governo e opposizione”.
IL MINISTERO VACANTE - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano glissa con ironia sulla necessità di nominare il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Al termine del suo intervento a Mestre, un cronista lo raggiunge e gli chiede se per attuare una politica industriale efficace ci sia bisogno del nuovo ministro dello Sviluppo economico. E il presidente della Repubblica risponde: "Lei crede?". Il cronista ribatte: "Lei ha avuto notizie in merito?", e Napolitano di rimando risponde: "Va bene allora passo la voce".
AUTONOMIA E FEDERALISMO - Autonomia e federalismo sono “garanzie della rinnovata unità nazionale”, ha sottolineato il presidente. “Il profilo di amministratore locale - ha spiegato il presidente - non è minore a quello del parlamentare e del politico e anche a quello dei governatori delle Regioni che sono investiti di un forte ruolo di carattere amministrativo e politico che si integra a quello del Parlamento nazionale”.
Il capo dello Stato ha poi affrontato un’analisi sull’evoluzione che sta interessando il Paese dal punto di vista dell’autonomia e del federalismo. “Si tratta di una visione evolutiva - ha detto Napolitano - dello Stato democratico italiano che nacque ferocemente accentrato e che sta sempre più assumendo carattere di Stato delle autonomie che lega strettamente unità e indivisibilità della Repubblica al profilo autonomistico. Questa è l’evoluzione in senso autonomistico e federalistico della nostra Repubblica come garanzia della rinnovata unità nazionale.
L’Italia - ha concluso il presidente della Repubblica - faccia la sua parte in Europa, dia prova di coesione”.
CICCHITTO: GIA' FATTO MOLTO - “Ribadiamo come sull’economia ci sia stata una attenzione particolare di governo e maggioranza, come dimostrano dati e fatti concreti posti in essere. Su questo non ci sono dubbi”, dichiara Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che risponde alle parole del presidente della Repubblica .
DONADI: GOVERNO INCAPACE - “Il vuoto allo sviluppo economico è la fotografia di questo governo capace solo di spot e annunci. La realtà, invece, è fatta di menzogne e ordinaria incapacità”, dichiara Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera.
"Anche oggi Napolitano invita il governo ad agire per una seria politica industriale. Come sempre Berlusconi, o chi per lui, affermerà di apprezzare le parole del Capo dello Stato e risponderà che il governo ha operato bene e fara’ ancora meglio. E che a breve sara’ nominato il nuovo ministro allo Sviluppo Economico. Ci vuole davvero la faccia di bronzo. Berlusconi - conclude - ha mentito più volte sul nuovo ministro, l’ultima volta a luglio, proprio in risposta a Napolitano. Da quattro mesi l’Italia non ha un ministro per le politiche industriali e siamo in piena crisi. Solo un governo irresponsabile e incapace puo’ aver portato l’Italia in questa situazione”.
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