Bersani durissimo: "Il berlusconismo ha fatto regredire la politica alla fogna"
Queste le parole del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando a Firenze nel corso della cerimonia di inaugurazione di una sede del Pd. Su Napolitano: "E' sempre più chiaro"
Firenze, 2 settembre 2010 - "Aldilà delle denunce di un governo che si denuncia da solo abbiamo visto in questo agosto terrificante come il secondo tempo del berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando a Firenze nel corso della cerimonia di inaugurazione della sede dell’unione regionale toscana del Pd.
"Questo - ha proseguito Bersani - è il rischio che abbiamo davanti: un deterioramento ulteriore della politica, del tessuto sociale, del senso civico, della fiducia e della speranza. Mentre - ha concluso Bersani - il Paese sta scivolando da anni".
"Noi - ha detto ancora il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - credibilmente con un quadro di alleanze con proposte politiche, dobbiamo dare una risposta con progetti, idee e proposte. Lavoreremo nelle prossime settimane. Per l’autunno prepareremo una mobilitazione straordinaria per presentare le nostre proposte".
"Mi pare che il Presidente stia illuminando la situazione con delle affermazioni sempre più chiare. È uno scandalo che non ci si stia occupando dei problemi reali del paese". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
"Io mi riferisco intanto a quello di stamattina, che è un richiamo a prendere ulteriormente atto dei problemi di questo paese. Siamo in una situazione incredibile, paradossale, che ha anche dello scandaloso. Si stanno riaprendo le scuole e noi abbiamo 25/30mila giovani precari, chiamando così gente che ha dieci anni di lavoro alle spalle, che èstata lasciata a casa senza una parola, senza un ammortizzatore, senza niente. Io non so in che modo rivolgermi. Forse - ha detto ancora Bersani - devo implorare. Volesse, per favore, il Ministro Tremonti o Sacconi o qualcuno, aprire un tavolo di crisi. La crisi l’hanno creata loro, ma aprano un tavolo sulla situazione dei precari della scuola. Abbiamo una crisi industriale rilevantissima, con piccole imprese che saltano, un lavoro giovanile che non c’è e non abbiamo un ministro dello sviluppo economico. Mi pare che l’appello sia chiaro. Vogliamo occuparci o no - ha concluso Bersani - dei problemi reali del Paese?".
E rispondendo a Firenze ad una domanda dei giornalisti relativa ad un suo presunto incontro con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Io non ho idea di come siano uscite queste cose. Mi rimetto a quel che dice Fini".
LE REAZIONI - L'inusuale tono usato dal leader del Pd ha provocato un fuoco di fila di reazioni: mentre Maurizio Lupi lo accusa di parlare "con cognizione di causa. Infatti se c’è qualcuno che in questi anni ha trasformato la politica italiana in una fogna, quella è proprio l’opposizione che, incapace di creare un’alternativa credibile al governo di Silvio Berlusconi, si è affidata a insulti e volgarità", il portavoce del Pdl Daniele Capezzone parla di "giornata nera per la democrazia italiana" e spiega: "quando Bersani si abbandona a un simile insulto (‘fogna’) contro il partito votato dalla maggioranza degli elettori, non offende tanto e solo noi, ma proprio gli italiani".
E dello stesso tono la reazione di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: "La politica diventa una fogna quando c’é uno come Bersani che, essendo segretario del partito democratico, parla in questo modo. Evidentemente al peggio non c’e’ mai limite".
A Cicchitto risponde immediatamente il vicepresidente vicario dei deputati del Pd, Michele Ventura: "Il capogruppo del Pdl alla Camera, Cicchitto, si scandalizza per una frase di Bersani e non ha occhi per guardare dentro casa propria dove gli insulti sono il pane quotidiano. Squadrista, traditore, complottista, pazzo, amorale... devo continuare? Il segretario del Partito democratico ha constatato che abbiamo appena trascorso un mese d’agosto durante il quale si è parlato esclusivamente delle guerre interne al Pdl degradando così la politica, il senso civico, il tessuto sociale, la speranza e la fiducia".
"Cicchitto e gli altri non se ne sono accorti? Tutti impegnati, da Capezzone in giù, a dire che il capo ha ragione, non ne hanno avuto il tempo. Nessun giudizio, infine, sugli elettori del Pdl - conclude - che più degli altri si sentono traditi dalle promesse di chi aveva chiesto il loro voto".
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