Berlusconi frena Bossi "No alle elezioni, andiamo avanti" Il senatùr: elezioni
Il premier: non voglio venir meno ai miei impegni presi con il Paese. Il senatùr: sfiducia o dimissioni, pronti a portare 10 milioni di persone al Colle. Il capo dello Stato: non mi pronuncio. E Fini lascia il Pdl per Fli
- Fini, presidente della Camera per far fuori Berlusconi
FINI "Dimissioni? Chiederle è da analfabeti istituzionali"
L'EDITORIALE DI MINZOLINI "Senza maggioranza meglio il voto" BOOM SU LA7 Il tg di Mentana fa il 9,3% di share - Fini da Mentana 1 / 2 Il discorso a Mirabello
- IPOTESI VOTO Chi vorresti come candidato premier del centrodestra? Andare alle urne? Fini si deve dimettere?
Roma, 9 settembre 2010 - Il premier frena, cambia strategia e sceglie, piuttosto che lo scontro frontale con Fini e la battaglia per il voto anticipato, la via della 'guerriglia'. "Si va in Parlamento e vediamo se c'è qualcuno che gioca a farci saltare i nervi. Io voglio governare, non voglio venir meno ai miei impegni presi con il Paese" ha detto il premier al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl. E sull'accelerazione imposta da Umberto Bossi: "Cercherò di convincerlo - ha sottolineato Berlusconi - ora non servono le elezioni ma governare". In attesa di sviluppi del quadro , l'ufficio di presidenza del Pdl ha intanto anche 'congelato' la questione delle incompatibilità dei parlamentari Fli con incarichi di punta nel partito, che avrebbe dovuto essere affrontata questa sera stessa. Si è deciso, ''per un atto di cortesia'', di convocare singolarmente i singoli finiani, per sottolineare a ciascuno di loro che i due incarichi sono incompatibili, pur senza alcun atto formale. ''Noi andiamo avanti a governare'' dice in chiaro a sera il premier confermando la linea. E a chi gli chiede se sia possibile l'intesa con Fini risponde sibillino:''Ho detto che dobbiamo andare avanti e dobbiamo governare''.
FINI - Gianfranco Fini lascia il gruppo parlamentare del Popolo delle Libertà alla Camera e aderisce a quello di Futuro e Libertà. La decisione è stata comunicata all’Aula nella breve seduta di oggi, ma era stata presa e comunicata agli uffici di Montecitorio già prima della pausa estiva. La comunicazione all’Aula è arrivata alla prima data utile e dunque solo oggi.
LA LEGA - Il leader della Lega Umberto Bossi, dal canto suo, ritiene impossibile un governo tecnico senza la Lega e Berlusconi: "Non riescono a fare un governo tecnico contro me e Berlusconi, e i milioni di persone che sono con noi. Non hanno il coraggio di fare un governo tecnico contro il Paese”, dice interpellato alla Camera.
Come non bastasse, ribadisce che la Lega e Silvio Berlusconi potrebbero "portare 10 milioni di persone a Roma”. Per il senatùr "le elezioni sarebbero inevitabili in caso di dimissioni del premier o di un voto di sfiducia al Governo in Parlamento".
Quindi torna a parlare di elezioni anticipate che sono l’unica "via d’uscita" dalla situazione politica attuale e che "dipendono da Berlusconi: se le vuole si fanno". Sollecitato dai giornalisti su come sia possibile determinare le condizioni per il voto anticipato infatti spiega: "Sono possibili le dimissioni di Berlusconi, o un voto di sfiducia da parte della Lega. Ci sono anche queste due possibilità".
Ai cronisti che gli chiedono come sia possibile giustificare con l’elettorato un voto di sfiducia del Carroccio, Bossi replica: "I nostri elettori, a differenza di quello che dice Fini, sono padani e vogliono la Padania libera. Del resto non si preoccupano".
Infine, quando gli fanno notare che, nonostante il pressing della Lega e del Pdl, "Fini ieri ha detto che non si dimetterà dalla presidenza della Camera", Bossi risponde con una piccola ‘pernacchia', che spiazza i cronisti.
SILVIO IN AULA A FINE MESE - Il premier, Silvio Berlusconi, sarà presente in Aula a Montecitorio nell’ultima settimana di settembre. Lo ha annunciato il Pdl nel corso della conferenza dei capigruppo alla Camera. La presenza di Berlusconi è con ogni probabilità legata alla discussione sui cinque punti sui quali il governo intende avere la riconferma della fiducia per l’ultima parte della legislatura.
Nel corso della riunione il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha attaccato Fini, sostenendo che la sovrapposizione di ruoli tra Futuro e libertà e presidenza della Camera, priva "Fini dei requisiti per una collocazione super partes". Secca la replica di Fini: "Ne prendo atto, ma non è una questione relativa a compiti e funzioni della capigruppo, per questo non considero necessario dare alcuna risposta in questa sede".
Il capogruppo del Carroccio alla Camera, Marco Reguzzoni, dice: "Piuttosto che la palude è meglio una soluzione netta. Non ci interessano governi più o meno tecnici, se ci saranno le condizioni per un governo forte e incisivo che faccia le riforme, allora si va avanti. Noi non è che vogliamo le elezioni. Siamo costretti alle elezioni, ma il nostro obiettivo era e rimane il federalismo fiscale".
Per il vicecapogruppo vicario Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova: "Bossi sembrerebbe pronto a sacrificare il federalismo fiscale per una cinquantina di parlamentari in più". Sulla stessa lunghezza d’onda Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd: "La Lega vuole il voto per nascondere naufragio del federalismo. L’ansia di Bossi di andare alle urne nasce dalla paura del fallimento delle promesse fatte: sa benissimo che la riforma federale non sarà mai attuata dal governo Berlusconi e ha rinunciato a questo obiettivo tradendo le aspettative".
Il presidente Idv, Antonio Di Pietro, rileva: "Abbiamo depositato una mozione di sfiducia al governo di Berlusconi, ma per poterla discutere in aula ci vogliono 63 parlamentari e noi ne abbiamo 24. E a oggi non siamo riusciti a trovare una firma in più, non dico dei finiani o dei casiniani, ma neppure del Pd. Si abbia il coraggio di mandare a casa Berlusconi".
NAPOLITANO - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha voluto commentare le dichiarazioni di Umberto Bossi su una possibile sfiducia al governo per arrivare a elezioni anticipate. "È un problema puramente politico su cui non mi pronuncio", ha detto il capo dello Stato a margine di un appuntamento a Villa Lante con la presidente finlandese Tarja Halonen."È un annuncio, una scelta, non so come definirlo, di cui posso solo prendere atto", ha sottolineato.
CONFINDUSTRIA - Intanto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, invita alla calma. "Non si deve andare a votare", dice a margine dell’inaugurazione del Salone italiano del tessile. "Questo - ha proseguito Marcegaglia - è un governo che per tre volte ha avuto la maggioranza da parte degli italiani, nel 2008, nel 2009 e nel 2010, quindi non è accettabile che per motivi interni di leadership ed attacchi personali non si governi". "Il governo si prenda le sue responsabilità - ha concluso il presidente di Confindustria - superi le beghe interne e agisca per il bene del paese".
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