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Adro, aule griffate Carroccio "A noi genitori piacciono"

Il simbolo celtico del Carroccio spunta ovunque nel nuovo complesso scolastico inaugurato sabato. Dopo le polemiche, si cerca di smorzare i toni. E tu cosa ne pensi? Inviaci un commento

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ADRO (Brescia), 14 settembre 2010 - TIMIDE nubi che velano il sole, il Sole delle Alpi. Simbolo della Lega Nord, lo stemma campeggia ovunque all’interno della scuola intitolata al politologo del Carroccio Gianfranco Miglio. Siamo ad Adro, cuore della frizzante Franciacorta, feudo del sindaco Oscar Lancini, devoto ad Alberto da Giussano.
 

Non nuovo a provocazioni (su tutte, il fossato anti-rom, la ‘taglia’ sugli stranieri e in ultimo il caso della mensa vietata alle famiglie morose), Lancini ha fatto sì che la nuova scuola comunale venisse infarcita di ‘Soli delle Alpi’ ovunque: il posacenere, lo zerbino, i cartelli delle aiuole, le vetrate, perfino in banchi sono griffati. Ce ne sono due enormi anche sul tetto («così possono vederlo anche gli aeroplani e gli elicotteri», ha detto gongolante. Lì sopra passa il corridoio di atterraggio alla vicinissima pista dell’aeroporto di Bergamo: furba idea di marketing).


Una decisione che ha suscitato proteste. Più a parole che a fatti, però: tanti i moti d’indignazione dal mondo politico nazionale e non, ma ieri, giorno di apertura della scuola più verde d’Italia (anche per scelte edilizia e gestione ecocompatibili) tutto è filato liscio. L’opposizione locale ha inviato il segretario del Pd che ben presto è stato schiacciato e scacciato da un coro di «è una scuola bellissima, ce ne fossero così in tutta Italia. Il simbolo? Ma chissenefrega».
 

Comunque qualche genitore che protesta c’è e dice: «Scriverò al presidente della Repubblica, anche tutti i giorni perché deve intervenire. Non si possono strumentalizzare così i bimbi». Sacrosanto, ma la realtà di Adro sembra volare alta sopra tutto. Un altro genitore dà del «dittatore romeno» al sindaco. Ma trovare contestatori è faticoso: anche i genitori di bimbi extracomunitari non fanno un plissè (per loro, comunque, almeno per quelli musulmani, potrebbe scattare la vera protesta sul menu che non comprende alternative quando sarà servito in mensa il vietatissimo maiale. Vedremo).

«IN UN ANNO abbiamo trovato 7 milioni di euro e costruito una scuola all’avanguardia — dice fiero il sindaco — Una cosa così, senza aiuto da parte di nessuno, non esiste in Italia. Quanto al ‘Sole delle Alpi’, questo fa parte della cultura di Adro e perciò l’abbiamo scelto», puntualizza il sindaco. «Ce n’è uno scolpito in un capitello del ’600 nella frazione di Torbiato: non ci credete? Ecco la foto», e tira fuori la macchinetta digitale con una rapida e studiata mossa.
 

Di questi simboli, per la verità, ce ne sono diversi altri in tutto il Comune, ma a contraddire il sindaco in merito all’effettiva appartenenza al territorio ci pensa Fortunato Ferretti, archivista parrocchiale: «Ma quali celti e celti! È una decorazione molto in voga nel ’600, punto. Mi spiace per il sindaco, ma molti di questi simboli ci sono pure a Roma-ladrona...».
 

dall’inviato LUCA DEGL’INNOCENTI

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