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Barzelletta blasfema Monsignor Fisichella: "Da contestualizzare" Ma Rosy Bindi s'infuria

Mentre l'Avvenire chiede al premier "sobrietà e rispetto", il presule sdrammatizza, ma la 'protagonista' della gag non ci sta: "Fin da piccola mi hanno insegnato a non pronunciare il nome del Signore invano"

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Rosy Bindi, 58 anni (foto ansa)

Roma, 2 ottobre 2010 - Sul presidente del Consiglio grava un dovere "di sobrietà e di rispetto",  sottolinea il direttore di ‘Avvenire' Marco Tarquinio, in un editoriale con il quale commenta le ultime battute del premier Silvio Berlusconi. "Ci mancava solo la bestemmia - si legge sul quotidiano dei Vescovi italiani- dentro la barzelletta del premier, mentre un altro video ci ha proposto un Silvio Berlusconi che giochicchia con consunti stereotipi sugli Ebrei".

"Si potrebbe ragionare all’infinito sullo strano timer che governa il ‘rilascio' mediatico - come se si trattasse di mangime per pesci o polli- di battute o gaffe ‘private' (o semi-pubbliche) del premier. E non sarebbe un ragionare strano o inutile. Ma il problema principale stavolta non è il timer. Il problema è il deposito di battute e gaffe (vere o presunte). Il problema è che dal deposito sia affiorata anche un’insopportabile bestemmia (anche se vecchia di mesi e mesi non è, purtroppo, meno tale)".


"C’è una cultura della battuta a ogni costo
che ha preso piede e fa brutta la nostra politica. E su questo tanti dovrebbero tornare a riflettere. E farebbero bene a pansarci su davvero anche coloro che bestemmie di vario tipo e barzellette mediocri (tristemente dilaganti tra pseudo-satira e pseudo cultura) non le sopportano solo quando spuntano sulla bocca di un avversario, meglio se Silvio Berlusconi. Ma su ogni uomo delle Istituzioni, su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e - conclude ‘Avvenire' - per Colui che non va nominato invano".


SCINTILLE FISICHELLA-BINDI -  Ad ogni modo non tutti, nella Chiesa cattolica, sono ostili a Berlusconi per la barzelletta con bestemmia. Per monsignor Rino Fisichella, presidente del neonato Pontificio consiglio per la rievangelizzazione dell’Occidente (è ormai prossima la pubblicazione del ‘motu proprio’ del Papa che ne definisce i contorni) è necessario evitare di strumentalizzare le situazioni politiche: "Bisogna sempre in
questi momenti saper contestualizzare le cose", afferma il presule, avvicinato dai giornalisti durante un convegno a Pisa.

E la 'protagonista' della barzelletta con bestemmia, Rosy Bindi, si mostra amareggiata: "Fin da piccola mi hanno insegnato a non pronunciare il nome del Signore invano. È una profonda, intima convinzione della mia fede, un segno di rispetto verso me stessa e gli altri e una regola di buona educazione. Sarò all’antica, ma mi amareggia profondamente e mi turba constatare che per un pastore della mia Chiesa ci sarebbero occasioni e circostanze nelle quali è possibile derogare anche dal secondo comandamento", spiega Bindi in una nota.


"Basta solo valutare il contesto per giustificare espressioni sguaiate, irriverenti e persino blasfeme - aggiunge - anch’io penso che contestualizzare fatti e parole sia importante: aiuta a interpretare meglio gli eventi, a capire le responsabilità, a distinguere tra azioni volontarie e involontarie, tra reato e peccato. La contestualizzazione è in fondo un esercizio di laicità ma potrebbe diventare relativismo. Se è così, c’è qualcosa di contraddittorio e profondamente diseducativo nel minimizzare la blasfemia del premier".

 

IDV ALL'ATTACCO - “Dove sono i cattolici del centrodestra? Dal loro grave e imbarazzante silenzio emerge la considerazione che il loro dante causa può bestemmiare, offendere le donne e la memoria di milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento senza che si alzi una sola voce di protesta”, sottolinea il portavoce dell`Italia dei Valori, Leoluca Orlando.
“Adesso i vari luogotenenti di Berlusconi - aggiunge l`esponente dipietrista - diranno che l`Avvenire e l`Osservatore romano sono pericolosi organi di informazione comunista. A questo si è arrivati. Ed è l`ennesima prova che questa legge elettorale è da cambiare. E che i nominati dal premier gli perdonano tutto pur di riottenere il seggio in Parlamento”.

IL SECOLO: C'E' POCO DA RIDERE - ‘Il Secolo’, giornale vicino a Gianfranco Fini, dedica alle “barzellette-choc” di Silvio Berlusconi la sua apertura. Sotto il titolo ‘C’è poco da ridere’, il quotidiano diretto da Flavia Perina scrive: “Un’altra barzelletta sugli ebrei, offese ai magistrati, barzellette contro Rosy Bindi condite da bestemmie. Nel giorno in cui il Cavaliere sale al Quirinale per rassicurare il Capo dello Stato sull`esistenza di una maggioranza solida, due video pubblicati sul web svelano il pensiero ‘privato’ di Berlusconi. E - secondo il ‘Secolo’ - c`è poco da ridere, nonostante il clima goliardico che fa da sfondo alle immagini del premier, sotto Palazzo Grazioli, nella serata della sua festa di compleanno. Frasi, come le accuse alla magistratura ‘di aver dato vita a un`associazione a delinquere’, che suscitano reazioni indignate da più fronti, anche su quello politico, dove i finiani censurano l`atteggiamento del presidente del Consiglio e lo invitano a una maggiore sobrietà, mentre l`opposizione attacca: ‘L`Italia ormai si vergogna di lui’”.

 

 

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