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Appello di Frattini a Montecitorio: "Serve l' unità di tutte le forze politiche"

Il ministro degli Esteri contro il no dell’Ue allo ‘smistamento’ degli immigrati: la posizione fatta filtrare da fonte anonima. Il Pd in aula: "Condanna tardiva"

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Roma, 23 febbraio 2011 - Davanti alla crisi libica serve "la consultazione e il coinvolgimento permamente di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione che si renderanno disponibili": è il messaggio del ministro degli Esteri, Franco Frattini, in Aula alla Camera.

"Nelle grandi democrazie - continua Frattini- quando vi è un momento delicato per l’interesse del Paese, l’informazione, la consultazione permanente del Parlamento e delle forze politiche sono la chiave per fare andare il Paese avanti insieme". Il ministro ha rimesso al Parlamento la decisione di valutare e decidere le modalità di questa consultazione permanente, ma ha spiegato che: "Se, ad esempio, si prevedesse una convocazione permanente degli uffici di presidenza delle commissioni Esteri e Diritti Umani, per essere informate e consultate costantemente, il governo non si tirerebbe certamente indietro".

Frattini ha poi aggiunto: "Vi sono anche organi istituzionali del Parlamento che hanno alla loro guida autorevoli esponenti dell’opposizione, che potrebbero certamente essere utilmente consultati e coinvolti per una reciproca informazione su come affrontare insieme i molteplici aspetti di questa vicenda".

Tra i rivoltosi in Libia, continua Frattini, "c'è un islamismo radicale che ci preoccupa in quanto collocato in un’area alle coste dell’Unione Europea. Ma niente può giustificare la reazione che si è concretizzata nella reazione violenta con la morte di centinaia e centinaia di civili innocenti". La situazione, spiega il ministro, è "gravissima, ed è resa ancora più grave dai propositi che ieri sera Gheddafi ha espresso nel suo discorso televisivo in cui ha espresso la volontà di colpire il suo stesso popolo, oltre a determinare una situazione ormai di guerra civile".

"L’Italia sarà unita all’Europa nella valutazione di ulteriori appropriate misure nei confronti della Libia. Ma le conseguenze migratorie di tali misure - avverte Frattini - non potranno essere accollate solamente all’Italia. Su questo punto siamo chiari, fermi e puntuali".

Una delle conseguenze più gravi della crisi libica è che una grande massa di migranti, dalle 200mila alle 350mila persone tentino "di raggiungere per mare i porti dell’Unione europea", ha ripetuto il ministro aggiungendo:  "Questa è un’eventualità di fronte alla quale tutta l’Europa deve prepararsi per il prossimo futuro".
Insomma, "Noi chiediamo che l’Europa faccia il suo dovere. Noi vogliamo più Europa nella gestione dei flussi migratori perchè i Paesi non possono essere lasciati soli".

 Le conseguenze della crisi libica sugli approvigionamenti energetici dell’Italia sono sostenibili, ha spiegato il ministro riferendosi alle ricavute economiche della crisi. Conseguenze più gravi, ha poi detto Frattini, si avranno per il settore delle infrastrutture: "L’impatto sarà certamenente piu duro per il settore nazionale delle infrastrutture - ha spiegato - ieri il ministro Matteoli ci ha detto che ci sono imprese italiane impegnate in Libia per lavori che possono ammontare fino a 4 miliardi di euro". Il ministro ha poi concluso: "Ci sarà una ricaduta negativa per le imprese, vedremo come si evolverà la situazione, ma è un elemento sui cui dovremo riflettere".
 

Quanto alle accuse di Gheddafi al nostro governo, Frattini le ritiene “accuse piene di una retorica che avevamo pensato di vedere abbandonato, una retorica anti-italiana condita da indicazioni palesemente false come quella di avere fornito razzi ai rivoltosi della Cirenaica”. Poi, accusa il rais per le "frasi completamente false, dalla prima all’ultima parola”.

In ogni caso "L’Italia ribadisce la ferma condanna delle violenze inaccettabili" a cui stiamo assistendo in Libia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenuto alla comunità di Sant Egidio ad un convegno sulla convivenza tra cristiani e musulmani. "Ribadiamo la richiesta di immediata cessazione delle violenze da parte del governo libico contro i manifestanti", ha aggiunto poi Frattini.
"Ribadiamo l’appello per scongiurare la guerra civile", ha poi continuato il ministro Frattini che all’inizio del convegno aveva parlato dell’«orribile spargimento di sangue che sta avvenendo in Libia», condannato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di fronte al quale «il mondo è sgomento".

 

 

IL PD: CONDANNA TARDIVA - "Abbiamo dovuto aspettare lunedì, dopo che tutti avevano già condannato duramente il Colonnello e le imprese dei suoi sgherri, perchè anche il presidente dei consiglio italiano dichiarasse, finalmente, di considerare inaccettabile l’uso della violenza", attacca Alessandro Maran, vicepresidente del gruppo Pd.

"Lei -ha proseguito Maran rivolgendosi a Frattini - ha affermato che, a suo avviso, l’Ue ‘non deve interferirè nei processi di transizione in corso nel mondo arabo cercando di esportare il proprio modello di democrazia. Bisognerebbe, invece, ripensare le politiche europee disegnate per portare stabilità e democrazia in queste aree. Sempre che non sia già troppo tardi".

Maran è tornato poi sul nostro Paese criticando una concezione dei rapporti internazionali in cui la chiave è il grado di intimità che Berlusconi riesce a stabilire con i leader stranieri: "Una strategia che con Gheddafi - ha detto - ha prodotto risultati grotteschi e indecorosi". E la gestione del trattato di Amicizia tra Italia e Libia definita "di natura propagandistica, disposta a concedere a Gheddafi una credibilità che non meritava e ad esaltarne i tratti più incivili, pur di ottenere risultati di immagine".

CASINI: IL PREMIER VADA ALLA UE - "Il ministro Frattini ha utilizzato il Parlamento per inviare un messaggio esplicito all’Unione Europea. Vorrei dare un suggerimento: se noi esistiamo in Ue il presidente del Consiglio prenda il cappello e vada dalla Merkel, da Sarkozy, da Cameron a fare quello che deve fare. Se abbiamo un ruolo nella politica europea lo dobbiamo dimostrare e questo è il momento", ha detto Pier Ferdinando Casini intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni del ministro Franco Frattini sulla Libia.

FRANCESCHINI: SCHIERATI COL POPOLO - "Sono inaccettabili le esitazioni e le incertezze del governo" Berlusconi dinanzi alla crisi in Libia, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa, chiedendo all’esecutivo di "schierarsi con il popolo che chiede democrazia".

VENDOLA: TELEFONATA SCANDALO -  "Vorrei dire che in questo momento è un governo anche scandaloso sul piano del rispetto dei dritti umani e della cultura democratica. La telefonata di Berlusconi a Gheddafi è uno scandalo",  ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Venddola, secondo cui c’è una "incapacità nostra di dire una parola di fronte a un popolo che lotta per la libertà, e di indicare in Gheddafi un criminale e un tiranno. Uno che ha fatto bombardare le piazze libiche non è più un interlocutore del mondo civile, spero - ha concluso Vendola - che l’Italia non smarrisca del tutto il senso della civiltà"

LETTA: TENSIONI ALLE PORTE -  “Quelli di oggi sono tempi difficili in cui stiamo uscendo a fatica da una crisi mondiale, ci sono tensioni dappertutto e anche alle porte di casa nostra: tensioni forse piu’ forti e pericolose di quanto la crisi economica non abbia fatto capire”, dice il sottosegretario Gianni Letta, parlando agli stati generali di Roma. “Io mi auguro- aggiunge- che da Roma e dalla candidatura olimpica possa arrivare un messaggio di cambiamento”.
 

LA POLEMICA CON LA UE -  "Penso che la posizione dell’Europa sia stata fatta filtrare da uno sconosciuto che non ha detto chi era, quindi una fonte anonima. Questo è il modo codardo di dire le cose senza metterci la firma sotto. Non è il modo di far filtrare così la posizione dell’Europa”: con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, si scaglia contro il no dell’Ue allo ‘smistamento’ degli immigrati in arrivo dai paesi del Nord-Africa.

“La posizione- spiega il titolare della Farnesina- si prende nei luoghi formali, nei Consigli. Domani c’e’ il Consiglio dei ministri dell’Interno e ognuno si assumerà pubblicamente la propria responsabilità. Non accetto che la posizione dell’Europa esca attraverso un’agenzia che riporta un’anonima fonte dell’Unione Europea. Sono stato tre anni e mezzo vicepresidente all’Unione Europea e queste cose sono il modo peggiore per presentare l’Europa. E’ una non posizione. E io la rifiuto finché non ci sarà qualcuno che con la sua faccia e la sua responsabilità dirà le stesse cose”.

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