Bersani respinge l'attacco della sinistra radicale: "Noi siamo alternativi al Carroccio". Il leader di Sel: "Dal punto di vista politico e culturale, il leghismo e il berlusconismo sono connessi". La Bindi frena: "Nessuna richiesta di accordo"
Roma, 18 giugno 2011 - Pier Luigi Bersani respinge al mittente, ovvero Nichi Vendola, l’accusa di avere aperto alla Lega. “C’è chi dice dialogo, apertura, alla Lega? Veramente non capisce”, ha detto il segretario del Pd alla Conferenza nazionale sul lavoro a Genova.
“Questa è la sfida alla Lega, noi siamo alternativi alla Lega”, ha incalzato Bersani. “E’ la nostra sfida - ha insistito - li abbiamo fatti noi i manifesti con la spada di Alberto da Giussano giù o glieli ha fatti Sel?”.
‘’Siamo il solo partito nazionale in questo paese, radicato in ogni luogo, presente in ogni generazione, nelle piazze nelle feste e nella rete’’. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo discorso conclusivo alla Conferenza nazionale per il lavoro del Pd a Genova. "Siamo solo noi - ha aggiunto Bersani -, ci fanno un baffo gli altri, nessuno è sulla rete più di noi e nessuno fa più gazebo di noi e nessuno è in grado di organizzare una conferenza sul lavoro come questa, siamo in grado ospitare tutte le presenze fondamentali del lavoro. Non siamo il partito dei retroscena, siamo il partito della prima fila della scena’’.
L'ATTACCO DI VENDOLA: NON CAPISCO APERTURE PD ALLA LEGA - Le parole di Bersani fanno seguito a ciò che aveva detto Vendola in precedenza. Il leader del Sel aveva infatti criticato la posizione del politico piacentino : "E’ incomprensibile per me il senso di questa mossa”, dice Nichi Vendola commentando l'‘apertura’ alla Lega del segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Penso che il segretario del Pd avrà modo di spiegarsi meglio”, afferma il leader di Sinistra, ecologia e libertà (Sel) in un’intervista a ‘Repubblica’. “Ma non vedo alcuno spazio per una interlocuzione con Bossi, che è uno dei baricentri del governo. Dal punto di vista politico e culturale, il leghismo e il berlusconismo sono connessi. Con i nostri avversari l’unico terreno su cui è legittimo un confronto e la ricerca di un’intesa è quello delle regole del gioco".
"Ma è abbastanza paradossale - continua - trovare punti di vicinanza con chi sta chiedendo a Berlusconi un riposizionamento sui temi classici leghisti, come la repressione del fenomeno dei migranti. Il Carroccio - afferma Vendola - su temi esplicitamente razzisti non solo ha tenuto il punto - con le campagna securitarie, le fantomatiche pronde padane e la caccia ai rom - ma ha anche contagiato un campo più largo di culture di destra”.
Viste “le crepe aperte in questo regime ormai al capolinea”, aggiunge il governatore della Puglia, “eviterei operazioni di Palazzo e mi concentrerei molto sul senso di ciò che è avvenuto in Italia tra le amministrative e il referendum”.
ROSY BINDI FRENA - L’appello lanciato ieri dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani al Carroccio "non è una richiesta di accordo con la Lega, rispetto alla quale noi restiamo alternativi, ma se loro staccano la spina c’è qualche possibilità in più di aprire una fase nuova nella vita del nostro paese". Lo dice la presidente del Pd Rosy Bindi in occasione della Conferenza del lavoro di Genova.
"Penso che Bersani ieri abbia insistito sul fare esplodere le contraddizioni della Lega e le motivazioni per le quali questa forza politica è nata, raccogliendo consenso al nord che tuttavia ora sta clamorosamente perdendo. Noi - prosegue Bindi - continuiamo a dimostrare all’elettorato leghista che la Lega, stando con Berlusconi ha tradito tutte le attese che c’erano attorno a quella forza politica". Se la Lega stacca la spina, insomma, si può aprire una nuova fase politica nel paese "con le forze politiche del nuovo Ulivo e dialogando, come abbiamo fatto alle amministrative e come hanno fatto i nostri elettori con il terzo polo".