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Il leader Pd apre una sottoscrizione in piazza San Giovanni per gli alluvionati. Fischiato il sindaco di Firenze che replica. "Normale avere opinioni diverse"
Roma, 5 novembre 2011 - L’Inno nazionale risuona in piazza San Giovanni a Roma tra uno sventolare di bandiere del Pd.L’Inno di Mameli ha introdotto il discorso del segretario Pier Luigi Bersani che ha cantato insieme alla gente.
Piazza San Giovanni è piena, molto piu’ del 5 dicembre dello scorso anno. Decine di migliaia di persone sono arrivate a Roma anche sfidando il maltempo. Dal Piemonte, dopo otto ore di viaggio, sono arrivati anche 2mila moderati guidati da Giacomo Portas. Ci sono anche le attiviste ucraine Femen, venute apposta a protestare contro il sessismo e Berlusconi. (VIDEO)
Il primo pensiero di Pierluigi Bersani, nel comizio a piazza San Giovanni, e’ stato per le popolazioni colpite dall’alluvione in Liguria e Toscana. “Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione - ha spiegato - che ci lascia in ansia anche in queste ore”. Si tratta, ha aggiunto, di “una tragedia. Noi ci stringiamo attorno alle famiglie delle vittime e delle popolazioni colpite. Noi ci saremo, in ogni sede utile e per tutto il tempo necessario perche’ vengano le risposte dell’emergenza e del soccorso, del ripristino e della ricostruzione. Cominciamo oggi da San Giovanni lanciando una sottoscrizione per un aiuto concreto”.
“Noi abbiamo convocato questa piazza per dire una parola importante, e questa parola e’ ‘fiducia’! Anche questa e’ una promessa, che nasce, che parte da qui, da San Giovanni. L’Italia ce la fara’. Gli italiani ce la faranno”. Lo dice Pier Luigi Bersani alla manifestazione del Pd.
“Prima di tutto c’e’ una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi, in Parlamento o alle elezioni”, aggiunge Bersani. “Ma deve andare a casa. Lo abbiamo detto da tempo. All’inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po’ di ritardo, com’e’ nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita. Ma va bene lo stesso. L’importante e’ che lo dicano”, aggiunge.
FISCHI A RENZI - "Sei un populista, vai ad Arcore sei come Berlusconi”. Cosi’ viene accolto l’arrivo di Matteo Renzi alla manifestazione del Pd a Roma. Il sindaco di Firenze arriva alla manifestazione del Pd in macchina. Appena scende, dai manifestanti una selva di fischi. Ma anche molti applausi.
“Sei come Berlusconi- gli dice in faccia una persona- tu devi stare dall’altra parte”. E un altro manifestante: “Di’ una parola di sinistra”. Il sindaco di Firenze prova a spiegare: “Ma io voglio solo discutere...”.
“Non e’ il momento, ora dobbiamo stare uniti”, gli dice un militante mentre gli stringe la mano. Dalle seconde file continuano ad arrivare fischi e applausi. “Io non sono il Berlusconi di sinistra- risponde Renzi ai cronisti- l’ho gia’ dimostrato con quello che ho fatto”. Ma una signora dell’organizzazione, con tanto di pettorina rossa e simbolo del Pd lo interrompe. “Perche’ sei venuto in macchina? Non potevi venire a piedi come gli altri?”. Renzi non sa rispondere.
Poi ai giornalisti il sindaco di Firenze ha ripetutto quello che aveva detto alla Leopolda: “Non faro’ mai dell’antiberlusconismo l’elemento centrale della mia politica. Chi continua a vivere di antiberlusconismo deve capire che tra poche ore lui andra’ in pensione e ci andranno anche loro”. “Berlusconi è il passato, io parlo del futuro”, dice Renzi.
PISAPIA - “Credo che il successo di manifestazioni come questa dimostri che il tempo di cambiamento e’ vicino per tutta l’Italia”. E’ il messaggio che Giuliano Pisapia ha inviato oggi alla manifestazione del Pd a Roma. “Questa piazza rappresenta un’Italia che non vuole sottrarsi alle responsabilita’, che non vuole cedere all’egoismo e non ha paura di rimboccarsi le maniche e di lavorare per il proprio futuro e per il futuro del nostro Paese, per il bene quindi non di pochi ma di tutti - ha insistito il sindaco di Milano - questa piazza vuole, come vogliamo tutti noi, un’Italia migliore”.
DI PIETRO - "L’Idv è convinta che mandare a casa Berlusconi e’ già di per sé un fattore di stabilita’, credibilita’ e fiducia per l’Italia e i mercati", ha detto il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, arrivando alla manifestazione. Per Di Pietro è "essenziale ridare al piu’ presto un governo in Parlamento".
D'ALEMA - “Spero che le persone abbiano il coraggio e la coerenza di esprimersi in Parlamento secondo le loro convinzioni. Ormai la grande maggioranza del Parlamento condivide l’opinione della maggioranza degli italiani, cioè che Berlusconi se ne deve andare”, ha detto Massimo D’Alema a margine della manifestazione del Pd a piazza San Giovanni.
Quanto alla via d’uscita dalla crisi della maggioranza il presidente del Copasir spiega: “Non esistono governi tecnici ma solo politici e noi siamo disponibili a sostenere un governo di responsabilità nazionale se ce ne sono le condizioni, altrimenti si andrà a votare, tutte e due le cose sono meglio che continuare così” e comunque “un nuovo governo di centrodestra non ci interessa e dubito risolva i problemi”.
CASINI - “E’ una grande manifestazione democratica di testimonianza politica, di un grande partito come il Pd. E come tale va rispettata e guardata con attenzione”, commenta il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. “Oltretutto devo dire che i contenuti che il Pd in quest’ultimo periodo ha posto all’attenzione, anche nella vita parlamentare, sono di grande ragionevolezza”.
CAMUSSO - “Quel che ho sentito dire al presidente del Consiglio a Cannes e’ l’opposto di quello che servirebbe al paese. E’ sbagliato reiterare l’idea che l’Italia sia un paese non in crisi. Capisco che stando tra Palazzo Grazioli e Arcore Berlusconi veda poco, se andasse a farsi due passi...”, commenta invece il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine della manifestazione del Pd.
MIGLIAIA IN PIAZZA - Alle 10 del mattino erano già in migliaia i manifestanti del Pd giunti, con pullman e treni, nella Capitale per partecipare alla manifestazione che si terrà dal primo pomeriggio in piazza San Giovanni.
Da stamattina alle 8 in questura è stato attivato il centro per la gestione della sicurezza dell’evento, che sta monitorando gli arrivi in raccordo con la polizia ferroviaria e la stradale. I treni straordinari in partenza da Genova e Ventimiglia sono stati soppressi.
E dalle 12 la stazione San Giovanni metro A di Roma è chiusa, come disposto dalla questura in previsione dell’afflusso alla manifestazione del Pd. I treni transitano senza fermare, sono utilizzabili le stazioni Manzoni o Re di Roma. Già dalle 10.30 erano scattate le previste deviazioni e limitazioni dei mezzi di trasporto pubblico.
LE PAROLE D'ORDINE - Pier Luigi Bersani porterà le sue ‘truppe’ in piazza oggi, una manifestazione per la “Ricostruzione”, fatta “In nome del popolo italiano”, come recitano gli slogan scelti per l’iniziativa. Un appuntamento fissato tempo fa, per il quale sono state mobilitate tutte le energie del partito, organizzati treni, pullman, chiamati artisti ad esibirsi sul palco: quasi un’apertura di campagna elettorale, anche se le sorti della legislatura si decideranno solo nelle prossime settimane.
Bersani, comunque, illustrerà la sua ‘piattaforma’ alternativa, le sue idee “per ridare un po’ di fiducia”. Idee che saranno l’ossatura del programma elettorale, in caso di elezioni.
Bersani, non da oggi, è convinto che Silvio Berlusconi non lascerà mai il Governo in favore di un Mario Monti, l’esecutivo ‘modello Ciampi’ per il segretario Pd è di difficile realizzazione per il no del Cavaliere. Una tesi finora confermata anche dalla linea che il segretario Pdl Angelino Alfano ha esposto anche al capo dello Stato: “O Berlusconi o elezioni”.
E Bersani, come ha ripetuto anche ieri sera, è disponibile solo ad un Governo con dentro anche il Pdl: il Pd darà il suo sostegno a “un governo di emergenza o di transizione a condizione che sia composto da persone autorevoli, che non sia un ribaltone, e che non viva sul cabotaggio di un voto che arriva o no”. Tradotto, appunto, come spiegato al capo dello Stato, ci vuole un Governo con una larghissima base parlamentare, oppure non se ne fa niente. Concetti che oggi Bersani ripeterà dal palco di piazza San Giovanni.
E stando alle posizioni attuali di Berlusconi, appunto, mettere su un Governo Monti appare impresa ardua. Il fatto è che la maggioranza continua a perdere pezzi, Pier Ferdinando Casini ha assicurato che altri esponenti Pdl lasceranno Berlusconi e, dunque, la crisi di Governo appare dietro l’angolo. Il problema sarà capire quale sarà a quel punto la mossa di Berlusconi: secondo alcuni, di fronte allo sfaldamento della maggioranza Berlusconi potrebbe decidere di gestire la situazione e proporre un Governo Letta.
Scenario di fronte al quale il Pd si tirerebbe indietro e, in teoria, anche il ‘terzo polo’. Casini, in realtà, sarebbe anche disposto a prendere in considerazione l’ipotesi, ma il leader Udc ha stretto un patto con Bersani su questo: nessuna stampella al centrodestra.