Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Il Senatur: "Oggi non succederà niente". Nucara (Pri) non c'è: è ricoverato. Antonione, Destro, Gava, Pittelli e Buonfiglio non voteranno. La 'malpancista' Bertolini incontra il Cavaliere a Palazzo Grazioli. Stracquadanio impreca con i cronisti
Roma, 8 novembre 2011 - Il premier Silvio Berlusconi è arrivato a Montecitorio ed è entrato in aula per il voto sul rendiconto generale dello Stato. Ore convulse per il premier nel giorno del voto sul rendiconto generale dello Stato. Il premier sta valutando il da farsi qualora oggi in Aula dovesse essere sfiduciato di fatto, incassando più astensioni che sì, che al momento si fermano a quota 310-311. Visto che le opposizioni giocheranno la carta dell’astensione, il Cavaliere sta pensando alle contromosse. E Bossi gli chiede di fare un "passo di lato", aprendo all’ipotesi di un governo guidato da Angelino Alfano. Ai giornalisti che gli chiedevano un pronostico sul voto al Rendiconto Generale dello Stato, il Senatur ha comunque risposto: "Oggi non succederà niente".
PRESSING SUI DISSIDENTI - In queste ore frenetiche il premier continua a incontrare e contattare i ‘delusi’ per cercare di riacciuffare qualcuno di loro in extremis, ma il pressing dei suoi per un passo indietro si fa sempre più forte. Allo stato, raccontano, il presidente del Consiglio è sempre determinato ad andare avanti fino in fondo, pur conoscendo i rischi di uno scontro finale. Il premier vuole scongiurare la nascita di un esecutivo tecnico, mai tramontata del tutto. Il nome di Mario Monti circola con insistenza e sarebbe la carta che le opposizioni vorrebbero giocare con il Colle. Ma anche altre personalità avrebbero, raccontano in ambienti parlamentari, le caratteristiche per guidare palazzo Chigi. Tra questi si fanno i nomi di Lamberto Dini (molto ascoltato al Senato tra i ‘malpancisti’) e di Giuliano Amato. In passato entrambi chiamati a gestire una delicata fase economica del Paese.
STRACQUADANIO - "Berlusconi ce la fa perché è un uomo di Stato e gli uomini di Stato ce la fanno", dice il deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio. In precedenza Stracquadanio era stato protagonista di una scena concitata. In un primo tempo aveva optato per il no comment, dichiarando: "Non ho nulla da dire, la giornata e’ lunga, abbiamo esaminato tutti i problemi e andiamo avanti nell’esaminare i problemi".
Alcuni cronisti televisivi hanno quindi incalzato il deputato Pdl, che ha provato a seminare senza successo le troupe che lo seguivano, nei pressi della residenza del premier: è iniziato un inseguimento grottesco, culminato nell’ingresso di Stracquadanio in un blindato dei Carabinieri. Prima di entrare nel mezzo, Stracquadanio ha così inveito contro la carovana che lo incalzava: "Mi avete rotto i co... voglio essere un uomo libero". Non è la prima volta che Stracqyadanio 'litiga' con i giornalisti: la settimana scorsa aveva inveito contro un cronista di La7 e alla fine aveva spaccato la telecamera dell'operatore (Video).
ISABELLA BERTOLINI - Silvio Berlusconi "sta prendendo in considerazione tutte le ipotesi", ma molto dipenderà dall’esito del voto sul Rendiconto. È quanto ha spiegato la deputata Isabella Bertolini, firmataria della lettera dell’Hassler, dopo aver incontrato il premier a palazzo Grazioli. Proprio in merito al voto di questo pomeriggio, l’esponente del Pdl ha sottolineato che "bisogna vedere quali saranno i numeri perché se i numeri sono sotto, rischiamo che lo chiami il Quirinale". La Bertolini ha quindi ribadito che "nel caso in cui vada al Colle, non è detto che Berlusconi chieda solo lo scioglimento" e questo appunto perché sta vagliando "ogni ipotesi". "Conoscendolo - ha però sottolineato - la sua idea è quella di andare avanti, ma questa è una mia opinione". La Bertolini ha comunque il suo sì al Rendiconto: "Come ho già detto e ripetuto voterò a favore del rendiconto".
CINQUE DISSIDENTI NON VOTANO - I deputati Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Antonio Buonfiglio non parteciperanno al voto di oggi alla Camera sul Rendiconto dello Stato. "Abbiamo preso atto con soddisfazione - sottolineano in una nota congiunta - che la Camera dei Deputati, anche per le decisioni preannunciate dalle opposizioni, approverà nel pomeriggio il rendiconto generale dello Stato, come era necessario e doveroso". "A tal proposito ribadiamo - proseguono - la necessità che il Presidente del Consiglio favorisca la nascita di un nuovo Governo con la più ampia base parlamentare, per affrontare la drammatica emergenza economica e finanziaria dell’Italia, e a tal fine non parteciperemo, per scelta politica, alle votazioni di oggi".
SARDELLI - Anche Luciano Sardelli non parteciperà al voto. Sarò alla Camera "ma non partecipo al voto", dice. Poi aggiunge: "Sono in completa sintonia con Antonione, Gava e Destro" e annuncia una riunione stasera per "costruire al più presto un nuovo gruppo" che sia il "seme dell’unità dei moderati".
NUCARA IN CLINICA - Il segretario del Pri Francesco Nucara è ricoverato in clinica da domenica. "Per questo motivo - si legge in una nota dell’ufficio stampa - oggi non potrà essere in Aula alla Camera dove si vota il Rendiconto dello Stato". Ma ha auspicato che "le forze responsabili votino il Rendiconto come atto dovuto".
SCOTTI - "Ritengo necessario, per la trasparenza della mia posizione, di rimettere nelle tue mani il mandato che mi hai affidato", con una lettera a Berlusconi il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti si è dimesso ieri con una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale chiede un governo di responsabilità nazionale: "Se un tale governo potesse realizzarsi, non dovresti neanche esitare, da vero patriota, ad offrire la disponibilita’ per una guida diversa del governo".
OSVALDO NAPOLI PUNTA SU ALFANO - Siccome il vero obiettivo degli avversari della maggioranza è cancellare il bipolarismo, "nel caso Berlusconi decidesse di fermare la macchina, il centrodestra deve salire al Quirinale e chiedere a una sola voce di affidare l’incarico ad Angelino Alfano". E’ questa la strada da seguire secondo il vice presidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli.
GELMINI - "Berlusconi siede a Palazzo Chigi non in base a un golpe ma perché regolarmente eletto dai cittadini, quindi in un paese normale un presidente del Consiglio deve poter completare la legislatura: non chiede altro di poter attuare le misure europee e rispondere al mandato che gli elettori gli hanno affidato" Il ministro per l’Istruzione Mariastella Gelmini intervistata da Radio24 ribadisce il suo sostegno al premier e si dice convinta che nessuno del Pdl sosterrà mai un governo senza Berlusconi ("crediamo che la maggioranza ci sia, al senato come alla Camera" e a chi ha deciso in questi giorni di uscire dal partito chiede "responsabilità" e di "ripensarci".
CROSETTO - "Sono uno di quelli che pensa che il premier non possa permettersi di cadere in Parlamento. Non vorrei che Berlusconi arrivasse in Parlamento e per colpa di due, tre traditori subisse l’umiliazione di vedersi sotto nei numeri", afferma Guido Crosetto, a ‘La telefonata’ di Belpietro su Canale 5, spiegando che secondo lui Berlusconi dovrebbe dimettersi. "Preferirei che andasse al Quirinale e anticipasse l’evoluzione politica", ha detto il sottosegretario alla Difesa. "Lui dovrebbe gestire il futuro, tenere Pdl e Lega con le redini in mano e allargare la maggioranza non fino al Pd ma al Terzo polo proponendo una persona di cui si fida".