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Non si placa la polemica interna al Pdl sull'appoggio o meno al sempre più probabile governo Monti. Il ministro degli Esteri favorevolissimo a Monti. Quelli che tifano per le urne, invece, sono gli ex An: Matteoli, Meloni, La Russa. Ma anche Brunetta e Sacconi
Roma, 11 novembre 2011 - Non si placa la polemica interna al Pdl sull'appoggio o meno al sempre più probabile governo Monti.
Beppe Pisanu tifa apertamente: "Penso che Mario Monti ce la farà", dice ai cronisti al Senato. E alla domanda su come si comporterà il Pdl risponde: "Credo che il Pdl voterà compatto per Monti, come fa a non votare?’’.risponde, e aggiunge: “A me basta Monti, ai ministri ci pensi lui”, rivendicando infine che lui "questa proposta l’ho fatta un anno fa”.
Interviene anche Gaetano Quagliarello, che dice: "Appoggio esterno non vuol dire appoggio affievolito, se ci sarà il nuovo governo il nostro appoggio deve essere convinto". Il vicecapogruppo del Pdl a Senato precisa: "Chiediamo che nel nuovo governo non ci siano politici, deve essere un governo tecnico e nel Pdl decideremo tutti insieme".
Questa mattina però il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva detto no all’ipotesi di un appoggio esterno del Pdl al nuovo governo, perché "non ci sarebbero le condizioni". "L’impegno a sostenere questo governo deve essere pieno, con una piena assunzione di responsabilità", ha spiegato Frattini a margine di un convegno alla Camera. Su questo punto “ci sono visioni diverse nel partito - ha ammesso - e il nostro compito è ricondurle a unità”.
LO SFOGO DI FRATTINI - E proprio Frattini è stato protagonista di uno sfogo 'captato' dalle agenzie: “E’ bastato che crollasse tutto che questi fascisti sono tornati fuori: già ci hanno fatto rompere con Fini, e adesso provano di nuovo a mandare tutto all’aria...”, ha detto il ministro degli Esteri che in queste ore si sta spendendo tanto per portare il Pdl dentro un governo tecnico che “tiri l’Italia fuori dalla crisi”.
Parole che pesano, che fotografano la situazione dentro al partito, vicino come non vai alla frantumazione. Ieri il drammatico vertice a palazzo Grazioli che ha sancito la spaccatura interna tra chi vuole andare subito al voto e chi, invece, e’ favorevole al governo di Mario Monti. Tra questi ultimi, in prima fila, c’e’ Frattini. Quelli che tifano per le urne, invece, sono gli ex An: Matteoli, Meloni, La Russa. Ma anche Brunetta e Sacconi.
Nelle voce di Frattini c'è molta amarezza, ma certo non sembra disposto a mollare: sono loro, dice, che “non vogliono un governo tecnico, ma io mi opporro’ in ogni modo: che pensano che si puo’ sfasciare l’Italia per il loro comodo?”. Nelle sue parole affiora anche dell’ottimismo: “Poi, hai visto: è bastato che si parlasse di un governo tecnico e subito lo spread e’ diminuito e le borse stanno risalendo”.
LE SCUSE - “Con riferimento ad alcune indiscrezioni riportate da un’agenzia di stampa, preciso che non e’ mio modo quello di rivolgermi ad alcuno chiamandolo con epiteti che possano essere interpretati come offensivi. Mi spiace che mi siano state attribuite frasi certamente travisate, non corrispondenti al mio pensiero e al mio usuale modo di esprimere pubblicamente la mia opinione”, precisa il ministro degli Esteri aggiungendo che "l’unita’ di intenti nel Pdl è l’unico obiettivo che insieme dovremo perseguire, e mi sento impegnato in questa direzione”.
LA REPLICA DEI 'FASCISTI' - “Frate chi? Frate chi? Non lo conosco, chi è, un militante del Manifesto?”: è stata questa la replica a distanca del ministro, Ignazio La Russa, al Senato, risponde ai cronisti che gli chiedono delle parole del collega Frattini sui “fascisti” del Pdl.