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Monti: "Più incisivi sulle riforme, sintonia con l'Ue"

Barroso: "Ha l'autorità per guidare l'Italia" -

Colloquio anche con il presidente permanente dell'Ue Van Rompuy: "Roma presenterà presto le misure". Giovedì a Strasburgo il presidente del Consiglio vedrà  Merkel e Sarkozy. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann: "Il premier italiano ha bisogno di un costante sostegno del Parlamento"

Il presidente del Consiglio Mario Monti, 68 anni (foto Reuters)

Bruxelles, 22 novembre 2011 - Mario Monti "ha l’autorità per guidare l’Italia". "L’Italia è determinata a superare e a vincere la sfida della crisi". L’Europa e il mondo intero "hanno gli occhi puntati sull’Italia". Questi i passaggi principali del discorso del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, dopo un incontro a Bruxelles con Monti. Barroso si è detto "fiducioso" sul fatto che "l’Italia supererà questo test". Uscire dalla fase di tensioni dipenderà, secondo Barroso dalla "determinazione" dell’Italia ad attuare pienamente le misure di risanamento del bilancio, assieme alla sua abilità di "mantenere un surplus" di bilancio e intanto anche dalla "determinazione ad aumentare il potenziale di crescita del paese". E "l’ampio supporto" ottenuto dal governo Monti "dimostra che in questi tempi di crisi l’Italia è determinata a superare una volta per tutte" le difficoltà. La sfida che ha di fronte Mario Monti "è immensa" e il suo governo "ha una responsabilità storica". "La situazione dell’Italia resta difficile, ma non mi aspettavo miracoli", ha detto facendo riferimento alla reazione dei mercati.
 

MARIO MONTI - "Rispetto al governo che mi ha preceduto, grazie al consenso più ampio, che mi sforzerò di mantenere, il governo che presiedo potrà andare più decisamente fino in fondo, in modo incisivo, nell’adozione delle riforme strutturali". Così il presidente del consiglio nella conferenza stampa a Bruxelles. "Credo che sia importante, e questa è una convinzione anche di Barroso, che tra l’Eurozona e il resto dell’Ue non si creino divisioni perché ci sono forti interessi comuni". E aggiunge: "Lo sforzo del mio governo e mio sarà di mettere l’Europa al centro dell’attività del governo". Sui conti pubblici dice: "Non ho trattato la questione del pareggio di bilancio nel 2013 con il presidente Barroso, se non in termini generali".

POI L'INCONTRO CON VAN ROMPUY - "L’Italia presenterà molto, molto presto le misure", per risolvere la crisi. Lo ha detto il presidente permanente della Ue Herman Van Rompuy dopo l’incontro con il premier Monti durato circa un’ora. Un programma di risanamento "ambizioso" - ha detto Van Rompuy - che assieme al risanamento dei conti punta a rafforzare nel paese crescita "economica e equità sociale". "Sono felice - ha aggiunto Van Rompuy - che Monti presenterà parte di queste misure molto presto, e ho piena fiducia" sull’abilità del paese di attuarle pienamente. Monti dal cantuo suo dice che "non c’è contraddizione tra rigore della finanza pubblica e crescita". E sottolinea che c'è "piena sintonia con quello che l'Europa ci chiede". "Le cose che l’Europa ci chiede - ha aggiunto Monti - è un peccato che ce le siamo lasciate chiedere dall’Europa percheé sono le cose che servono all’Italia, ai nostri figli e nipoti" e, ha aggiunto, "una forma di vincolo e monitoraggio aiuta ma sono cose che servono".

MISSIONE EUROPEA - Dopo la più che cordiale telefonata con Obama di ieri, per il premier Mario Monti è cominciata dunque la ‘Missione Europa'. Il presidente del Consiglio a Bruxelles per una serie di incontri tesi a rassicurare le autorità Ue sulla volontà e la determinazione del suo governo a procedere con le riforme necessarie. La stessa volontà e la stessa determinazione le ribadirà poi giovedì a Strasburgo alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Nicolas Sarkozy, che, aveva detto Monti nei giorni scorsi, “mi hanno chiesto un contributo di idee per la soluzione dei problemi dell’euro”.

OLLI REHN - La Commissione europea apprezza le prime indicazioni del presidente del Consiglio Mario Monti sulla volontà di andare avanti nella direzione del risanamento e delle riforme, e continuerà a monitorare la situazione in Italia nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Olli Rehn in un discorso a Berlino. "La Ue proseguirà lo stretto monitoraggio dell’Italia nelle prossime settimane e nei prossimi mesi", ha aggiunto, spiegando che "il lavoro con il nuovo governo è avviato e le sfide che deve affrontare sono difficili".

 "Come il premier Monti ha sottolineato nel suo discorso al parlamento, il governo deve affrontare sfide difficili, l’Italia ha bisogno di applicarsi sul consolidamento dei conti e su misure per rilanciare la crescita a breve e medio termine", ha detto Rehn. Per il commissario il Paese è "consapevole della necessità di cambiare passo", considerati la "velocità del cambiamento politico e l’ampio sostegno ottenuto dal governo in Parlamento". "La Commissione - ha poi spiegato - ha ricevuto mandato dal summit dell’Euro area di monitorare l’applicazione degli impegni contenuti nella lettera inviata da Berlusconi il 26 ottobre, e martedì prossimo presenterà il suo primo rapporto". Rehn venerdì sarà a Roma, vedrà Monti e altri ministri.

IL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK - "Sulla risolutezza dell’Italia non devono esserci nuovi dubbi": lo ha detto a Berlino il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, membro del consiglio direttivo della Bce. Su Spagna e Italia ha aggiunto: "Sono fiducioso del fatto che i nuovi governi prenderanno le misure necessarie". "Il governo Monti in Italia ha bisogno di un sostegno del Parlamento affidabile e costante", dice ancora. "L’Italia ha una struttura economica solida - ha detto - ma molta fiducia nella politica è andata perduta".

"Confido che per l’Italia e per la Spagna non siano necessari aiuti finanziari esterni", afferma. Parlando della crisi, Weidmann ha poi sottolineato che la Bce "andrebbe oltre il suo mandato e metterebbe in discussione la sua indipendenza se assumesse il ruolo di finanziatore di ultima istanza per i Paesi ad altro indebitamento". Per Wiedmann, "la classe politica europea non ha ovviamente avuto successo nel presentare una strategia abbastanza convincente per il superamento della crisi".

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