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Uno spirito polemico e maligno potrebbe liquidare la manovra "Salva Italia" di Mario Monti con poche parole: il rigore si vede, l’equità è da discutere, la crescita è un’idea....
LA CRESCITA
CHE NON C’È
UNO SPIRITO polemico e maligno potrebbe liquidare la manovra "Salva Italia" di Mario Monti con poche parole: il rigore si vede, l’equità è da discutere, la crescita è un’idea. In realtà, le cose sono più complesse. Intanto, l’alternativa di partenza era drastica: o si fa una manovra pesante o l’Italia fa default, trascinandosi dietro l’euro e tutta la costruzione europea. Per ritrovarsi il giorno dopo veramente nei guai.
QUINDI non c’erano margini per andare tanto per il sottile. A gente abituata al cinismo della politica le lacrime del ministro del lavoro Fornero, quando ha dovuto annunciare il blocco della scala mobile per le pensioni, possono essere sembrate esagerate e spettacolari. Invece dà un’idea dei limiti ristrettissimi nei quali Monti ha dovuto muoversi: tirare fuori un’altra trentina di miliardi di euro da questo paese (il più tartassato ormai fra quelli europei) non era facile. E richiedeva un po’ di crudeltà, che è stata usata.
NON C’È la grande bastonata ai ricchi, come avrebbero voluto i sindacati e il Pd (la patrimoniale). Ma qualcosa è stato fatto: barche, aerei, case e auto potenti pagheranno un po’ di più. E non c’è stata nemmeno la grande bastonata ai costi della politica. Però una botta robusta alle province è stata data: via la giunta, solo 10 consiglieri e correre. E tutti quelli nominati nelle altre cariche (suppongo le società locali) senza stipendio e gettoni di presenza. Non è la rivoluzione che molti avrebbero (giustamente) voluto. Ma è un inizio. Mai nessuno aveva osato sfoltire così le province. Magari fra qualche mese Monti troverà anche il coraggio di cancellarne un po’.
IL PUNTO DEBOLE di tutta la complessa costruzione della manovra "Salva Italia" resta la crescita. D’altra parte, quando da un paese si prelevano decine e decine di miliardi di euro, chiedergli poi anche di crescere è un controsenso. Ma gli uomini di Monti hanno lavorato sul bilancio dello Stato e hanno messo insieme qualcosa: lavori pubblici, aiuti alle imprese, ecc.
BASTERÀ tutto questo? L’Italia non cresce da dieci anni. L’idea di farla crescere proprio adesso è una sfida contro le leggi di natura. Diciamo allora che tutto il resto c’è (anche se sulle liberalizzazioni si poteva osare di più), sulla crescita invece il decreto "Salva Italia" è una scommessa. Ma è una scommessa sulla quale si gioca tutto.
di Giuseppe Turani
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