Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
L'ex premier a Marsiglia per il Congresso del Ppe. "La Bce deve avere più potere e diventare garante dei debiti sovrani". Sulla manovra: "Si può migliorare, il nostro Paese con queste scelte dolorose sta facendo la sua parte".
Marsiglia, 8 dicembre 2011 - Gli italiani? Indebitati (come Paese), ma benestanti (come cittadini). Morale: non c'è da preoccuparsi. E' l'idea dell'ex premier Silvio Berlusconi, espressa al suo arrivo al XX Congresso del Ppe a Marsiglia. "Non ho mai avuto dubbi - ha sentenziato il premier -. Noi siamo, sommando il debito pubblico alla finanza privata, il secondo Paese più solido d’Europa dopo la Germania e prima di Svezia, Francia e Gran Bretagna’’. Lo dice Silvio Berlusconi. "L’ Italia è indebitata, ma ha cittadini benestanti. Non dobbiamo quindi essere preoccupati".
LA CRISI SI AGGRAVA - La “rigidità” della Germania, in particolare nella gestione della questione greca “ha causato situazioni negative”, dice l'ex premier, sottolineando che Berlino porta “la responsabilità” dell’aggravarsi della crisi. "La posizione tedesca è stata molto rigida - ha detto l'ex premier -. E queste rigidità hanno causato anche situazione negative come per esempio la gestione del debito greco e gli interventi dell’Europa sulla Grecia, che sono stati interamente responsabili di quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito”.
BCE DEVE AVERE PIU' POTERE - Il premier, sulla crisi del debito, ha sentenziato: “Se non si arriverà a dare alla Bce un ruolo di ulteriore garanzia che garantisca i debiti sovrani non si risolverà nulla”. “L’Italia sta facendo la sua parte, ha aggiunto il leader del Pdl, con questo provvedimento che una sola coalizione politica non poteva approvare, non poteva fare quello che abbiamo deciso dolorosamente di fare".La manovra economica si può migliorare, gli chiedono: “Tutto è migliorabile in Parlamento” e “per la nostra architettura istituzionale il governo suggerisce e il Parlamento discute, decida e vota”.
DEPUTATI E FANS - I giornalisti stranieri osservano stupiti, qualcuno sorride malizioso. Quando Silvio Berlusconi arriva al Palacongressi di Marsiglia, per l’assise del Ppe, va in scena un fuori programma. Le auto si fermano, il Cavaliere scende e non ha il tempo di infilare il cappotto che si sente un squillante ‘Presidenteeeeeee’. E’ Laura Ravetto, deputata del Pdl ed ex sottosegretaria in trasferta marsigliese, una delle decine di parlamentari accorse per l’appuntamento più importante del popolarismo Ue. Lei, insieme ad altri quattro o cinque parlamentari italiani, ha rotto il protocollo, posizionandosi al lato opposto del corridoio riservato alla stampa. Ravetto, Nunzia De Girolamo, Mario Valducci, Ignazio Abrignani, Rocco Crimi - insieme ad altri due o tre dirigenti - attendono dunque ‘Silvio’ davanti al palacongressi, al freddo, perché il maestrale spazza via Marsiglia anche oggi. Si sbracciano e sorridono molto. ‘Presidenteee’, urlano, ‘grande Silvio’.
CAV SORRIDENTE - Berlusconi, educatamente, va verso i parlamentari Pdl, stringe mani come se si trattasse di fan in attesa davanti Palazzo Grazioli. I cronisti stranieri si chiedono chi siano questi supporter, notano che nessun altro leader è atteso dai propri parlamentari (anche perché potrebbero salutarlo al chiuso della sala of limits per le telecamere che non fanno parte del circuito ufficiale) e domandano spiegazioni ai giornalisti italiani. Poi, dopo qualche secondo e molti sorrisi, Berlusconi si dirige verso la stampa che lo attende e inizia un ragionamento sull’Europa e la crisi che termina con un duro attacco alla Germania.
REPLICA POMERIDIANA - Anche nel pomeriggio Berlusconi ha voluto parlare. E lo ha fatto inviando un segnale preciso a Monti e ai mercati sull'ipotesi di un'asta per le frequenze tv, caldeggiata da Idv e parte del Pd, così da recuperare entrate per la manovra.
ASTA FREQUENZE - "Temo che se ci fosse da fare una gara per le frequenze, potrebbe andare veramente disertata da molti". Lo dice Silvio Berlusconi, a margine del congresso Ppe di Marsiglia, rispondendo alla domanda dei giornalisti che chiedono il suo commento sull'ipotesi che la manovra preveda una gara per l'assegnazione delle frequenze televisive. "Non ho un'opinione - ha premesso Berlusconi -: non ho affrontato il problema. Ho visto che un protagonista del mondo televisivo ha rinunciato" a correre per le frequenze. Ma "per quello che ne so io c'è ancora molta incertezza anche nell'azienda che fa capo a me di cui però non mi occupo. Su questo c'è molta freddezza". Comunque, ha aggiunto, "temo che se ci fosse da fare una gara per le frequenze la gara potrebbe andare veramente disertata da molti". Secondo Berlusconi "il problema temo siano più i contenuti che i costi delle frequenze, visto che si è sviluppata così tanta concorrenza. Per esempio - ha proseguito - Sky ha rinunciato alla gara. Credo sia molto oneroso tenere in vita i loro canali per la frammentazione del pubblico".
AGENDA DI GOVERNO - Poi l'ex premier torna su tutti i temi caldi. Come lo stop - richiesto da più parti - sulle esenzioni Ici per la Chiesa? "Tutte le risorse che la Chiesa risparmia vanno in opere e in aiuto a chi ha bisogno", considera il premier. Che aggiunge: "Su questa questione, ho lasciato ai membri del mio partito libertà di coscienza". E sulla manovra ha le idee chiare: "Credo che sia necessario porre la fiducia perché ci
sono tante cose su cui non ci troviamo d'accordo. Siamo consapevoli che sia necessario votare la manovra. Ma per rendere possibile votare una manovra come questa che comporta un forte aumento della pressione fiscale, serve la fiducia. E' chiaro che tutte le forze politiche hanno forti resistenze su singoli punti della manovra, ma tutti voteranno per fare in modo che si possa far presto e si voti rapidamente, prima di Natale. Senza fiducia - ha concluso - sarebbe tutto molto più difficile".