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Si alza il livello di scontro tra Idv e governo. All'interrogazione di Donadi sull'ipotesi di imitare gli accordi bilaterali di Londra e Berlino con Berna per la tassazione speciale dei capitali espatriati, il premier risponde no. Senza convincere
Roma, 8 dicembre 2011 -"Ieri il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, ha rivolto un'interrogazione al governo per sapere se, oltre a mandare in pensione i lavoratori cinque o sei anni più tardi e a tagliare i servizi sociali essenziali, pensava di recuperare, grazie a un accordo con la Svizzera, le tasse dei ladroni che portano lì i loro capitali. Come hanno già fatto Germania e Gran Bretagna". Lo scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Quello firmato da Merkel e Cameron "è un accordo semplice" - prosegue Di Pietro -: entro maggio del 2013 chi ha nascosto i soldi nelle banche svizzere dovrà pagare una tassa tra il 19 e il 35% della cifra media tenuta in quelle banche tra il 2003 e il 2010 e in più un'aliquota del 25% su tutte le rendite procurate da quei capitali. Soldi che la Svizzera riconsegnerà poi ai due Paesi con cui ha firmato l'accordo. Il medesimo trattato potrebbe sottoscriverlo anche l'Italia. Ci porterebbe in cassa 14 o 15 miliardi di euro, grazie ai quali si potrebbero modificare tante delle misure inique di cui la manovra purtroppo è strapiena".
RISPOSTA INCOMPRENSIBILE - "Ci ha risposto il ministro per i Rapporti col parlamento Giarda, leggendo una dichiarazione non sua ma del presidente del Consiglio Mario Monti, nelle vesti di ministro dell'Economia", scrive ancora Di Pietro. "Papale papale, il professore ci ha detto che di fare come la Germania e la Gran Bretagna non se ne parla nemmeno, perché questi accordi starebbero 'sollevando le critiche e le perplessità della Ue per incompatibilità con la direttiva sul risparmio'. Ma che risposta è? Primo: una cosa sono le perplessità e un'altra un divieto ufficiale. Per ora non solo la Ue non ha aperto nessuna procedura d'infrazione ma Germania e Gran Bretagna hanno incassato miliardi di euro utili a non far pesare sui cittadini le loro manovre economiche. Quindi, critiche o non critiche, quegli accordi sono del tutto validi e leciti".
"A QUANDO IL CONDONO?" - "Secondo - prosegue Di Petro - è ovvio che più sono i Paesi della Ue che chiedono di risolvere questo scandalo, più è facile che l'Unione capisca che quella direttiva non può diventare una licenza di furto e quindi, se non le piace la strada individuata, ne deve trovare subito un'altra che raggiunga lo stesso obiettivo. E' assurdo che proprio l'Italia, cioè il Paese che più di tutti è flagellato dall'evasione fiscale e dalla fuga dei capitali all'estero, invece di essere il primo a firmare quegli accordi guardi da un'altra parte proprio come faceva Berlusconi. Di questo passo, caro professor Monti, di soluzione ne resta una sola: evasione impunita e ogni tanto un bel condono. Grazie tante - conclude Di Pietro - questa soluzione la conosciamo già".
DONADI ALLA ZANZARA - "Quella di Monti è una manovra classista che tutela evasori fiscali e banche. E piace di più a Berlusconi che a Bersani". Questo è quanto afferma l'onorevole Massimo Donadi dell'Idv alla Zanzara su Radio 24. "Sulla questione delle Province - continua alla Zanzara l'onorevole dell'Idv - questo Governo è stato abbastanza incompetente nel merito. Era chiaro che la norma fosse incostituzionale e Napolitano, come a scuola, l'ha evidenziato in rosso rimandandoli a settembre". Invitato a commentare le parole di Di Pietro su un 'accordo sottobanco tra Pdl e Pdl, Donadi prosegue: "Bisogna evitare di usare parole fuori luogo come 'inciucio'. Noi e il Pd dobbiamo avere più rispetto per le posizioni reciproche. Nel Pd c'è qualcuno che non ci vuole ma devono imparare a tollerarci di più". E la foto di Vasto? " E' il punto di partenza per le prossime alleanze" conclude a Radio
24.