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Fornero: "Pensioni, modifiche sull'indicizzazione"

Lega: "Cattivo chi ha fatto la manovra, tocca i vecchietti"

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali annuncia novità. Equitalia, si allenta la stretta sulle rate dei debiti con il Fisco. Giallo sul tetto ai pagamenti 'cash' nella Pubblica amministrazione, per ora fermo a 500 euro

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero (foto Ansa)

Roma, 12 dicembre 2011 - Il dl manovra approderà in aula alla Camera mercoledì e non più martedì come inizialmente previsto. Il voto finale dovrebbe svolgersi comunque entro sabato 17, ma per decidere l’iter e i tempi in aula si dovrà svolgere una conferenza dei capigruppo.

PENSIONI - Le modifiche al decreto legge sulla manovra in materia di indicizzazione delle pensioni all’inflazione "stanno arrivando". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, arrivando a Montecitorio, per un incontro con il ministro dei Rapporti col Parlamento, Piero Giarda, il quale ha aggiunto che "ancora non è stato deciso se le modifiche porteranno la sua firma o quella dei relatori".

BOSSI: CHI HA FATTO LA MANOVRA E' CATTIVO - La manovra varata dal governo "porterà casino e basta" ed è "anche cattivo chi l’ha fatta", basti pensare "alle pensioni dei vecchietti". Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi, ricordando, a margine di un convegno a Milano, che la Lega ha presentato poco meno di seicento emendamenti, "comunque tanti".

I PAGAMENTI CASH - Al momento resta fissato in 500 euro il tetto del 'cash' pagabile dalle pubbliche amministrazione per gli stipendi, la pensione e i compensi. Nell’emendamento dei relatori alla manovra il limite non viene alzato a circa 980 euro come si era ipotizzato, ma i relatori Pierpaolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl) potranno depositare nuove proposte di modifica nella giornata di oggi. In particolare, l’emendamento precisa che stipendi, pensioni e compensi dovranno essere pagati con "carte di pagamento prepagate" e "carte elettroniche istituzionali, inclusa la tessera sanitaria". Viene eliminata la formula generica che diceva che i pagamenti dovevano essere corrisposti con "strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici bancari o postali". Inoltre, i rapporti recanti gli accrediti di queste somme saranno esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo per "le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese".

LIBRETTI AL PORTATORE - L’emendamento dei relatori interviene anche su altri commi dell’articolo 12 sulla tracciabilità dei pagamenti. In particolare, viene prorogato di altri tre mesi al 31 marzo 2012 dal 31 dicembre 2011 il termine entro i quale i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro devono essere estinti. Per le violazioni che riguardano i libretti al portatore con saldo inferiore a 3mila euro "la sanzione è pari al saldo del libretto stesso".

CARTE E BANCOMAT - Un’altra novità riguarda il fatto che viene individuata la Consip come soggetto attraverso il quale il Tesoro promuove la stipula di una o più convenzioni con prestatori di servizio di pagamento affinchè questi soggetti possano dotarsi di Pos a condizioni favorevoli. Inoltre, il ministero dell’Economia, non soltanto con l’Abi, ma anche con la Banca d’Italia, le Poste e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento definiscono con apposita convenzione entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge "le caratteristiche di un contro corrente o di un conto di pagamento di base". Nell’offerta deve essere compresa anche una carta di debito "gratuita".

E ancora, l’Abi insieme ad altri soggetti dovranno definire, entro tre mesi, le regole generali per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. Su questo punto la novità riguarda l’introduzione della specifica "esercenti" rispetto alla misura già prevista nella versione originaria del decreto.

EQUITALIA - Si allenta la stretta per i contribuenti sulle rate dei debiti con il Fisco. Un emendamento dei relatori Pierpaolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl) concede più tempo per pagare le rate inevase. Per mettersi in regola si avrà tempo fino alla rata successiva senza far scattare la decadenza della rateizzazione e l’iscrizione a ruolo. Si prevede anche la possibilità di dilazione nel pagamento delle rate. La dilazione concessa "può essere prorogata una sola volta per un ulteriore periodo e fino a settandue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza. In tal caso il debitore può chiedere che il piano di rateizzazione preveda, in luogo della rata costante, rate variabili di importo crescente per ciascun anno". La dilazione potrà essere effettuata per altri settantadue mesi "a condizione che il debitore comprovi un temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione".
 

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