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Riportiamo l'intervista, apparsa su La Stampa a Luciano Dussin. L'ex parlamentare resta sindaco di Conegliano Veneto (Treviso), ma grazie all'addio lampo evita la norma taglia vitalizio in vigore dal 1 gennaio prossimo
Roma, 19 dicembre 2011 - Intervista a Luciano Dussin, tratta da La Stampa di oggi:
La rudezza padana lo spinge sulla difensiva e a liquidare il discorso con un polemico "vogliono tutti strumentalizzare il mio caso". Ma la cortesia ha la meglio, e lo induce, nonostante tutto, ad accettare il contradditorio. Luciano Dussin, sindaco leghista di Castelfranco Veneto (provincia di Treviso), ha 52 anni e una propensione per le dimissioni lampo che lo salvano dalla norma taglia vitalizio in vigore dal 1 gennaio prossimo.
Abbandonando ora la camera dei deputati, lei mantiene il diritto alla pensione: è per questo che si è dimesso?
"Eh no eh, tutti a darmi addosso con questa storia del vitalizio. Ma che cosa volete da me? Se mi fossi dimesso da sindaco sarei stato accusato di non volermi interessare all'interesse della mia città e dei miei cittadini. Mi sono dimesso da deputato, incarico comunque più redditizio, e lo stesso creo disappunto. Il problema non sono io, ma chi è a caccia di sterili strumentalizzazioni".
Saranno sterili, ma certo la sua tempestività è una singolare coincidenza. Da tutta l'impressione che lei abbia accelerato i tempi per non perdere il vitalizio. Non è cosi?
"E no che non lo è. Solo che non vedo proprio perchè io avrei dovuto perdere un diritto e altri no".
Altri chi?
"Napolitano, tanto per cominciare. Perchè non andate a fare i conti in tasca a lui, invece che a me. A lui, piuttosto che a uno come Veltroni o come Amato? Tutti preoccuparsi che io abbia cercato di difendere un mio interesse".
Scusi, ma non era lei quello che andava in tv per gridare allo scandalo delle baby pensioni?
"Si, è allora?"
Si è dimesso in tempo per poter usufruire della pensione, altrimenti avrebbe dovuto aspettare altri sette anni...
"Ancora! Dunque lei insiste".
E non è sempre lei a militare in un partito che fa della lotta ai privilegi della Casta uno dei suoi fiori all'occhiello?
"Infatti: nonostante il doppio incarico io ho sempre rinunciato allo stipendio da sindaco, incassando solo quello da deputato. In altri Paesi, come la Francia, non funziona così e nessuno si scandalizza. Praticamento io da un anno e mezzo faccio il sindaco gratis. Dovevo rinunciare anche al vitalizio?
Quindi ha lasciato apposta prima del 1 gennaio 2012?
"No, mi sono dimesso perché così mi andava di fare. E non mi pare giusto che si entri a gamba tesa su questa scelta. E con questo la saluto. Buona domenica".