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Manovra, al Senato show leghista con i fischietti

Schifani furioso: "Vergogna, non è uno stadio"

Posta la fiducia. Il vice ministro dell'Economia Vittorio Grilli: "Nessuna modifica". Calderoli: "Monti lasci o lo prendono a casa". Accordo Governo-Regioni sul trasporto locale. I Comuni bocciano il provvedimento, manifestazione a febbraio

Manovra, protesta della Lega al Senato (foto Ansa)
Manovra, protesta della Lega al Senato (foto Ansa)

Roma, 21 dicembre 2011 - La manovra è approdata nell’Aula del Senato. Ieri, in tarda serata, le commissioni Bilancio e Finanze hanno dato il via libera al testo arrivato dalla Camera senza introdurre modifiche e accogliendo solo una ventina di ordini del giorno. Sul provvedimento il governo ha posto la fiducia, dopo averla già incassata alla Camera, per un via libera definitivo forse già domani.

Il presidente del Consiglio Mario Monti interverrà in Aula al Senato domani alle 12,30 in sede di replica al termine della discussione generale sulla fiducia posta dal Governo sul Dl manovra. La discussione generale sulla fiducia inizierà in Aula alle 9, mentre alle 13 inizieranno le dichiarazioni di voto e intorno alle 14,10 la chiama nominale dei senatori per il voto di fiducia. L’esito del voto di fiducia è atteso intorno alle 15.

I FISCHIETTI DELLA LEGA - Quando il ministro dei Rapporti con il Parlamento Giarda cerca di prendere la parola in Aula i 25 senatori della Lega muniti di fischietto rendono assordante il rumore nell’aula del Senato e impediscono a Giarda di parlare. Schifani cerca di richiamarli all’ordine ma inutilmente ma dice: "E’ una vergogna". E sospende la seduta del Senato. "Questa non è un’arena. E’ l’aula del Senato. E’ uno scempio al Parlamento" è stato il commento del Presidente del Senato. "La volete smettere? - ha proseguito - dovreste vergognarvi. Togliete quei cartelli, questo non è uno stadio".

L'INTERVENTO DI CALDEROLI - "Presidente Monti si ritiri, dia le dimissioni, perché diversamente ci sara’ tanta gente, operai, pensionati, piccoli imprenditori, che la verranno a prendere a casa". Lo ha detto Roberto Calderoli in Senato illustrando la pregiudiziale della Lega alla manovra.

Calderoli ha definito il presidente del Consiglio ogni volta che lo ha nominato "ragionier Monti", contestandone la legittimità ed anche le capacità nello scrivere questo decreto. "Definiscono questo il governo dei professori. Ma - ha domandato - in cosa si sono laureati? Forse in agraria a giudicare da quello che hanno scritto sulle province. Anzi, neanche in agraria perche’ hanno tagliato fondi anche all’agricoltura italiana. Chi viene dalle banche ha più a cuore i frutti che vengono dalla Francia e dalla Germania, i datteri della Goldman Sachs che non i frutti della terra italiana".

L’Aula del Senato intanto ha respinto a larghissima maggioranza la pregiudiziale di costituzionalità presentata  proprio dalla Lega. Al termine del voto, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha comunicato che la convocazione pomeridiana dell’Aula è stata anticipata alle 14, per permettere la discussione. La seduta dovrebbe concludersi alle 19. Se però verrà posta la questione di fiducia questa sera, durante le repliche del governo, ha chiarito Schifani, verrà immediatamente convocata la riunione die capigruppo per permettere domani mattina il dibattito sulla fiducia stessa.

LE PAROLE DI GRILLI - "No, vedremo più avanti". Così il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha risposto a chi gli chiedeva se saranno apportate eventuali modifiche alla manovra, a margine dei lavori delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Grilli ha lasciato intendere che non ci sono margini di modifica al testo approvato dalla Camera e che se ci saranno correzioni eventualmente arriveranno in futuro con ulteriori provvedimenti.

La ratio della manovra "è stata quella di dare attuazione ai tre pilastri che hanno animato l’azione del governo: rigore, equità e crescita". Lo ha sottolineato il viceministro dell’Economia nel corso della replica del governo nell’aula del Senato. "Il governo ribadisce - ha aggiunto Grilli - che questo triplice obiettivo non si esaurirà con questo provvedimento ma continuerà a essere perseguito con costanza e metodicità anche nei successivi provvedimenti che verranno adottati".

Grilli sottolinea che "è negli obiettivi strategici del governo dare corso a una nuova e incisiva fase di liberalizzazioni che garantisca condizioni di libera concorrenza".Il vice ministro dell'Economia ha precisato che "pur consapevole della lunga strada da percorrere per compiere il processo di liberalizzazione il governo manifesta la volontà di adottare proficue misure".

"L’azione di contenimento della spesa non finisce qua", dice ancora. E afferma che "la criticita’ della situazione e dei mercati finanziari e l’indebolimento delle prospettive macro ha indotto il governo ad adottare la manovra per salvaguardare l’obiettivo del raggiungimento del pareggio bilancio nel 2013 e mantenere tale pareggio come caratteristica permanente e strutturale dei nostri conti pubblici".

ACCORDO TRASPORTO PUBBLICO LOCALE - Si aggirerà attorno a 1,5 miliardi il fondo per il trasporto pubblico locale da inserire nella manovra con un decreto che l’esecutivo dovrà varare entro il 31 dicembre. E’ questo l’accordo raggiunto oggi da Governo e Regioni, durante un incontro durato oltre tre ore e al quale hanno partecipato il vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, e il ministro per gli Affari Regionali, Piero Gnudi, e i presidenti di Regione, Roberto Formigoni, Renata Polverini, Roberto Cota, Catiuscia Marini, oltre al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.

“Siamo sulla strada di un accordo, si tratta di verificare alcuni numeri e fare un documento che colleghi razionalizzazione forte e risorse”, ha spiegato Roberto Formigoni. “Abbiamo lavorato sulla base di un recupero di risorse dagli anni passati, accettando sacrifici: siamo passati da i due miliardi circa previsti a 1,5-1,6 miliardi per quest’anno”. Ci sono, dunque, “314 milioni in più che saranno stanziati da un apposito decreto entro il 31 dicembre, ai quali si aggiungeranno 86 milioni che il Governo si impegna a reperire. Noi - ha aggiunto Formigoni - avevamo chiesto una fiscalizzazione. Anche su questo c’è un impegno che parte dal 2013”.

LA PROTESTA DEI COMUNI - I Comuni ‘bocciano’ la manovra e annunciano una manifestazione a Roma a febbraio per fare il punto sull’applicazione delle misure, sulle loro richieste e sulle risposte dell’esecutivo.

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