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Il leader del Pdl ricorda i motivi delle sue dimissioni e ribadisce: "La causa della crisi non era il nostro governo ma l’euro. Per questo l’Unione deve cambiare strategia"
Roma, 31 dicembre 2011 - "Nonostante la manovra del governo dei professori lo spread rimane a livelli elevati e la crisi economica continua a mordere. Risulta sempre più evidente la vergogna di chi ha indicato il mio governo come l’unica causa di questa situazione". Lo ha affermato l’ex premier Silvio Berlusconi in un messaggio nel corso dell’edizione del Tg5 di questa mattina.
"Quando un mese e mezzo fa ho lasciato la guida del governo senza mai essere sfiduciato in parlamento - ha detto l’ex presidente del Consiglio - l’ho fatto proprio per senso di responsabilità e senso dello Stato. E’ un sacrificio che ho fatto per tutti. Ma sapevo bene che la causa della crisi non era il nostro governo ma l’euro: una moneta anomala che non ha alle spalle una banca centrale. Per questo l’Unione deve cambiare strategia e puntare non solo al rigore ma anche alla crescita".
Berlusconi ha fatto anche un appello all’ottimismo: "Anche questa volta ce la faremo, siamo un grande Paese e un grande popolo". Ed ha poi sottolineato che "l’Europa è divisa e incapace di decidere e i mercati lo hanno capito. Questa cosa la paghiamo soprattutto noi italiani. Nel nostro Paese sono state fatte delle riforme. Il mio governo - ha aggiunto - ha fatto una manovra per tenere sotto controllo i conti pubblici e ha avviato riforme strutturali importanti".
SMENTITA LA VERSIONE DEL WSJ - Le parole dell'ex premier, insomma, sembrano smentire la ricostruzione pubblicata dal Wall Street Journal, secondo cui la cancelliera tedesca Angela Merkel telefonò al presidente Giorgio Napolitano per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Una versione già disconosciuta dal Quirinale e a cui si aggiunge anche quella di Berlino. "Non abbiamo nulla da aggiungere rispetto a quanto ha scritto venerdi’ pomeriggio nel suo comunicato ufficiale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In merito alla vicenda non confermiamo quello che ha scritto il Wall Street Journal. Non abbiamo altro da aggiungere".