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Sui tagli: "Molto può essere fatto utilizzando meglio i fondi disponibili. Puntiamo su sicurezza, formazione dei docenti, apprendimento". Col miliardo di fondi europei per il Sud prolungare l'obbligo scolastico fino a 17 anni
Roma, 3 gennaio 2012 - Secondo il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, “pur nelle difficoltà il periodo dei tagli alla scuola è chiuso. Anche in mancanza di risorse aggiuntive - afferma - molto può essere fatto utilizzando meglio i fondi disponibili”.
“Stiamo cercando di ragionare su tre elementi: la sicurezza e l’edilizia scolastica, la formazione dei docenti e l’apprendimento per gli studenti, con una visione nuova della scuola con l’uso delle nuove tecnologie”. Il punto di partenza, spiega il ministro in un’intervista al Mattino, è un miliardo di fondi europei destinati al Sud, che piotrebbe diventare “vero traino dell’Italia”.
“L’obiettivo è evitare che i ragazzi lascino la scuola in età precoce - aggiunge il ministro - un traguardo che si può raggiungere prolungando il percorso dell’obbligo scolastico con le qualifiche professionali”. Sul fronte dell’insegnamento, il ministro intende intervenire proseguendo “con lo svuotamento delle graduatorie: immagino due canali, uno più grande che attinge alle graduatorie e un altro più piccolo che fa riferimento ai nuovi concorsi”.
Il Sud inoltre sarà l'area di un progetto pilota per la scuola italiana: “Il Mezzogiorno può diventare il vero elemento di traino per lo sviluppo del Paese - spiega il ministro - prolungamento dell’obbligo scolastico fino a 17 anni attraverso un più stretto rapporto con gli istituti professionali regionali, formazione degli studenti, concorsi per giovani docenti e scuole come centri di aggregazione: è anche da qui che passa una scuola piu’ ‘visionaria’, perche’ capace di intuire il futuro”.
Il sistema scuola, argomenta il ministro, “ha un ritardo naturale che intercorre dal momento in cui lo studente inizia il suo ciclo di studi al momento in cui lo termina. La vera sfida è far sì che il percorso formativo conservi la sua validità e attualità anche nel momento di ingresso dello studente nel mondo del lavoro”.
Profumo poi spiega che vorrebbe che la “scuola diventasse ciò che in alcuni Paesi si definisce ‘civic center’, il centro civico della città”.