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Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare perché il deputato Pdl aveva "piena consapevolezza" di agevolare gli interessi dei Casalesi
Roma, 9 gennaio 2012 - La Lega voterà a favore della richiesta di arresto nei confronti del deputato Pdl Nicola Cosentino. Lo ha detto ai giornalisti l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al termine della riunione della segreteria politica del Carroccio.
"C'è stata la relazione dei nostri due membri della giunta che hanno espresso la convinzione che non esista alcun 'fumus persecutionis' nei confronti del parlamentare - ha spiegato l’ex ministro dell’Interno - Quindi esprimeranno un voto favorevole in giunta alla richiesta di arresto".
Con i 2 esponenti della Lega Nord, i sì' all'arresto raggiungerebbero quota 11, insieme a 4 membri del Pd, ai 2 del Fli, ai 2 dell'Udc e all'unico esponente dell'Idv. I no sarebbero invece 9, vale a dire i 7 membri del
Pdl, il rappresentante di Popolo e territorio e il deputato del Misto Mario Pepe. Da verificare la scelta di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd. Equilibri che potrebbero poi mutare in Aula, soprattutto alla luce dell'attuale fase politica che non vede, in particolare su materie come questa, una rigida divisione tra maggioranza e opposizione e in generale tra e negli schieramenti.
PDL - "La nostra posizione è diversa da quella della Lega e mi auguro che nei prossimi giorni ci siano riflessioni e approfondimenti che li portino a risultati diversi", ha invece detto il presidente dei Senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, commentando le parole di Roberto Maroni.
IL TRIBUNALE DEL RIESAME - Intanto il tribunale del Riesame ha reso note le motivazioni della decisione presa nelle scorse settimane di respingere la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Egle Pilla a carico del coordinatore campano del Pdl. Secondo quanto scrive il tribunale, infatti, Nicola Cosentino aveva "piena consapevolezza" che la costruzione mai attuata del centro commerciale 'Il principe' a Casal di Principe fosse finalizzata ad agevolare gli interessi dei Casalesi. Il Riesame definisce il progetto del centro commerciale "un esempio da manuale di riciclaggio".
Cosentino è coinvolto nell’indagine con altre 84 persone. In particolare, gli si contesta un intervento ‘pesante’ su funzionari dell’Unicredit affinché una ditta non in regola con la normativa antimafia ricevesse un elevato finanziamento per la realizzazione dell’opera edile. Quel progetto di centro commerciale altro non era che "un tentativo di costruire un contenitore apparentemente ‘pulito’ dove poter impiegare capitali mafiosi" del clan dei Casalesi. Infine, secondo i giudici, emerge "il consolidamento e la continuita’ dei rapporti criminali che hanno agevolato Cosentino nella sua carriera politica".