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Maroni: "Contro di me una fatwa incomprensibile"

"Nella Lega centralismo come nel partito comunista"

L'ex ministro ospite a Che tempo che fa: "Bossi mi ha detto che non sapeva nulla dello 'stop' ai comizi. Spero che la cosa sia chiarita definitivamente". Messaggio ai vertici del partito: "Ha ragione la base, ci vuole un congresso"

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Ansa)
Umberto Bossi e Roberto Maroni (Ansa)

Roma, 14 gennaio 2012 - Dal divieto di comizio al comizio a due, Bossi e Maroni insieme come una volta: sembra essersi consumata - almeno per ora -  la lite tra il Senatùr e l'ex ministro dell'Interno cominciata ieri con la notizia dello stop a tutte le apparizioni pubbliche di Maroni.

Sarà stata la rivolta della base, che da giorni furoreggia sul web, saranno stati gli echi ormai lontani del motivo del contendere - ovvero il voto sul caso-Cosentino - fatto sta che tra i due ormai sembra essere tornata la pace. "Sì, Umberto Bossi mi ha chiamato al telefono e ci siamo parlati - dice Roberto Maroni - Ora spero che la cosa sia chiarita definitivamente". Poi però Maroni si presenta Che tempo che fa su Raitre. E per il partito (nessun collega in particolare), non sono esattamente 'carezze'.
 

BOBO PUNGE DA FAZIO - “E’ successa una cosa strana: ho ricevuto una telefonata che mi annunciava che non avrei più potuto incontrare i militanti della Lega. Non so cosa c’è di peggio per un dirigente di partito di non potere incontrare il suo popolo”. Così Maroni sintetizza la vienda, ospite da Fazio.

“Mi sono sentito duramente colpito - ha aggiunto - da una sanzione che non comprendevo, ho scritto tutto il mio rammarico per quella che considero una specie di fatwa non prevista dallo Statuto della Lega quindi contro la quale era impossibile fare ricorso. Forse c’è nella Lega qualcuno cui non sono molto simpatico”. Nella telefonata poi “Bossi mi ha detto che lui non sapeva di questa cosa, so che prima c’è stata questa decisione che poi è stata revocata”.

Poi le prove di disgelo: “Tutto è bene quel che finisce bene: da domani ricomincerò a fare quello che ho fatto sempre, spiegare ai militanti il nostro progetto”. Con alcune precisazioni: nella Lega c’è una struttura centralista “come ai tempi del partito comunista”.

Ma la Lega resta comunque la sua casa, e Maroni "certamente" parteciperà alla manifestazione del Carroccio di domenica prossima. Fazio gli chiede se Renzo Bossi sarà il successore del padre alla guida del partito. “La questione non si pone, e soprattutto non si pone in questa sede”, taglia corto Maroni.

Infine, un meassaggio chiaro ai vertici di via Bellerio: "Condivido la richiesta di fare il congresso arrivata con forza dalla base e dai militanti che mi esprimevano affetto. Il congresso è una via importante e giusta perché è la via della democrazia interna".

 

LE TAPPE DELLA VICENDA

DIETROFRONT DI BOSSI - Dopo il silenzio stampa sull'argomento, la Padania parla dello scontro Maroni-Bossi per dire in pratica che non esiste: "Non vi sono veti alla partecipazione di Maroni ai comizi sul territorio e presto Bossi e Maroni ne terranno uno insieme", dice l'organo di stampa della Lega Nord rivelando che i due si sono sentiti. Dalle colonne del quotidiano Umberto Bossi afferma: "Chi spera in una Lega divisa e da’ ascolto a intermediari confusionali rimarrà deluso".

 

LA SFIDA DI MARONI CORRE SU FACEBOOK - Dopo la rabbia per i divieto di fare comizi pubblici e la solidarietà di molti leghisti, Roberto Maroni sembrava a metà pomeriggio voler passare alla controffensiva. L’ex ministro dell’Interno, infatti, ha deciso di partecipare mercoledì prossimo a un incontro pubblico a Varese organizzato dai militanti leghisti. E intanto già che c'è, visto che in questo Bossi non può mettere becco, Maroni sarà ospite domani sera alla trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’.

Intanto Roberto Maroni ha tenuto a far sapere che:  “Oggi è il compleanno di mia moglie. Una giornata con la famiglia....”, scriveva stamattin l’ex ministro dell’Interno su Facebook. Uno 'satato aggiornato in serata: "Dopo una giornata di passione voglio ringraziarvi tutti, militanti e amici (tantissimi) per la commovente dimostrazione di affetto che mi avete dato", commenta l'epilogo della vicenda del veto nei suoi confronti. "L'amarezza che mi ha preso ieri sera è stata (almeno in parte) compensata dalla passione che avete messo nei vostri post e dalla discussione che ne è nata, che ha reso ormai questa bacheca uno spazio importante di impegno politico. Grazie grazie grazie e... Avanti Tutta !!! Viva la Lega, Padania libera", conclude.

 

CENSURA PADANA - La notizia dell'annullamento delle manifestazioni pubbliche di Roberto Maroni organizzate in tutto il territorio nazionale campeggia con una qualche evidenza su tutti i quotidiani di oggi, che raccontano la decisione maturata da Umberto Bossi per ‘silenziarè l’avversario interno.

Ma non sulla Padania: il quotidiano leghista apre sul declassamento del rating italiano da parte di Standard & Poor’s (“Titoli italiani declassati 3B+ spazzatura...”), dedica un articolo di prima pagina alle “liberalizzazioni, un trappolone”, un altro alle “trame oscure di Pd e Pdl” sulla legge elettorale, ma non si occupa degli affari interni che stanno scuotendo il Carroccio in questo periodo. Niente, nemmeno nelle pagine interne.

 

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