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Fornero: "Che sberla il declassamento di S&P"

Fini: "Bocciata tutta l'eurozona, non il governo Monti"

Il ministro del Welfare: "Il baratro non è ancora stato evitato. Dall'euro non si torna indietro, ma bisogna fare un passo in più dal punta di visto politico e fiscale"

Lavoro:incontro Fornero-Marcegaglia l'11
Lavoro:incontro Fornero-Marcegaglia l'11

Torino, 14 gennaio 2012 - Il declassamento del rating italiano deciso ieri da Standard & Poor’s è stato “una vera sberla”. Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero. “Noi quest’estate - ha aggiunto intervenendo alla presentazione di un libro di Emma Bonino - siamo stati in prossimità di una crisi finanziaria che poteva vere conseguenze gravissime”. “E’ stato evitato il baratro? Non ancora - ha proseguito il ministro - c’è un tira e molla: con la manovra abbiamo fatto un passo indietro dal baratro, ma non dipende solo dal Paese, ogni tanto qualche spinta arriva e ci butta di nuovo in avanti. Quella di ieri è stata una vera sberla, una sberla che rende più difficile il rapporto tra i diversi Paesi europei nel risolvere la crisi”.

Dall’Euro non si torna indietro”, dice Fornero. Ora però serve uno scatto in più. “Bisogna fare un passo in più anche dal punto di vista politico e fiscale” ha spiegato il ministro. “Non abbiamo ancora una capacità europea di organizzare la spese e le entrate. Cedere l’autorità fiscale dei singoli paesi è difficile ma è un percorso da fare”, ha spiegato il ministro del Lavoro intervenendo alla presentazione del libro ‘I doveri della liberta’ di Emma Bonino.
“Magari la prima tappa potrebbe essere l’euro bond, ma non si può pensare di stare sempre in mezzo al guado. Ci si dovrà riflettere” ha concluso Fornero.
 

 


FINI - “Da S&P non è venuta nessuna bocciatura al governo Monti”. E’ questa la convinzione del presidente della Camera Gianfranco Fini intervenuto ai ‘Dialoghi asolani’. “E’ una bocciatura relativa a tutta l’eurozona di cui fa parte anche l’Italia, che ne soffre anch’essa ma, se si va a leggere quanto scritto da S&P, si riconosce al governo Monti la capacità e il coraggio di avere aggredito alcune criticità. Invece l’incertezza sta nelle resistenze della politica agli interventi del governo. Ma è tutta l’eurozona che è sotto attacco”.
 

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