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Visitando il salone ‘Festivity’ di FieraMilano City, l’ex ministro dell’Interno non ha voluto rivelare i retroscena della sua 'pace' con Bossi. Salvini: "Servono facce nuove". Firme false mozione contro Passera, Pini: "Reguzzoni deve lasciare"
Varese, 19 gennaio 2012 - Roberto Maroni si è detto “molto soddisfatto” del comizio tenuto ieri sera a Varese, al quale si è presentato, a sorpresa, Umberto Bossi. Visitando il salone ‘Festivity’ di FieraMilano City, l’ex ministro dell’Interno non ha voluto rivelare cosa si è detto con il leader della Lega al termine del comizio. “Voi volete sempre sapere i retroscena”, ha affermato, rivolto ai giornalisti.
Al comizio di ieri a Varese “Bossi è voluto venire a mostrare il legame indissolubile che ci lega”.
SALVINI: "E' ORA DI FACCE NUOVE" - “E’ sano che ci siano cambiamenti a tutti i livelli. Facce nuove, aria nuova, idee nuove”. Risponde così l’europarlamentare della Lega Nord Matteo Salvini, ospite ad Agorà su Rai Tre, alla domanda di Andrea Vianello su un probabile cambio dei capigruppo della Lega in Parlamento, dopo la riconciliazione di Bossi e Maroni a un comizio ieri sera a Varese.
“Quella di ieri sera è stata una bellissima serata, c’erano Bossi e Maroni ed è questo che interessa alla nostra gente. Non so chi abbia avuto la folle idea di cacciare Maroni,- ha aggiunto Salvini- probabilmente c’e’ chi passa troppo tempo a Roma e poco ai gazebo. Non ho questioni personali, ma i militanti lo sanno.
So soltanto che ieri sera abbiamo avuto la manifestazione plastica del consenso che Maroni incontra nella nostra base”.
IL CARROCCIO OSTILE AL CAPOGRUPPO REGUZZONI
E' bufera su Marco Reguzzoni, capogruppo Lega alla Camera. “Annuncio che da oggi non firmerò nulla di collettivo, salvo proposte di Bossi o di Maroni o dei tanti colleghi di cui ho stima, se prima Reguzzoni non si toglie di mezzo”. E’ la dura presa di posizione di Gianluca Pini, contro il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, dopo il caso della mozione di sfiducia al ministro Corrado Passera che, secondo i maroniani, è stata depositata in Aula alla Camera con firme che non erano regolari.
“Lo dico a scanso di equivoci - aggiunge il deputato - e affinchè l’ufficio di presidenza della Camera faccia le opportune verifiche e ne tragga le dovute conseguenze: il mio nome risulta tra i firmatari della mozione di sfiducia a Passera annunciata da Reguzzoni. Io però- ribadisce - non ho mai firmato la mozione, non perche’ non condivida il fatto che il governo Monti debba essere consegnato all’archivio delle vergogne della storia italiana, ma perche’ nessuno mi ha avvisato preventivamente”. Pini non fa sconti all’attuale capogruppo del Carroccio. “Oltre ad aver creato frizioni e spaccature, per fortuna ricomposte dopo la serata di ieri a Varese (dove insieme sul palco hanno parlato Maroni e Bossi, ndr.) il suo comportamento in Aula è stato estremamente lesivo della dignita’ e delle prerogative di ogni singolo parlamentare”. Per il deputato si tratta di “una vergogna che non puo’ essere taciuta”.
La permanenza di Marco Reguzzoni alla presidenza del gruppo Lega della Camera contestata dai deputati vicini a Roberto Maroni “non è più un problema” perchè “ieri sera le cose mi sembrano essere state chiarite”. Ovvero “il confronto nella Lega non può essere sull’ equilibrio fra persone” ma “sul progetto”. Posto che “stiamo vivendo un momento fondamentale della nostra storia: finita la lunga alleanza, almeno a Roma, si deve scegliere se devono esserci ancora alleanze e quali”. Lo ha detto l’ex ministro della Lega Roberto Castelli a Sky Tg 24, convinto che il comizio Bossi-Maroni-Calderoli a Varese di ieri sera “ha fatto chiarezza sulla situazione interna”.
“Io - ha sottolineato Castelli, rispetto alla propria posizione geografia interna al Carroccio - politicamente sono nato e morirò solo bossiano: è solo lui che ha fondato e fatto crescere la Lega e i suoi ideali. Nel partito ho buoni rapporti con tutti: potrei definirmi anche un maroniano o un calderoliano. Ma per me, politicamente, quello che fa la differenze e conta non sono le persone ma il progetto. E il progetto è stato sempre ed è ancora quello di Bossi”. Quanto al ‘cerchio magico’ intorno al Senatur, “per quanto il richiamo celtico è suggestivo, io non ho mai visto corrispondere alla realtà un gruppo ristretto di persone vicine a Bossi che impedisca di avvicinarlo e freni ogni cambiamento”.