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Monti: "Ora il lavoro. E l'art. 18 non è un tabù"

"Non siamo servi delle banche". Ed è in arrivo un'altra settimana di fuoco

Nel programma di Lucia Annunziata il presidente del Consiglio risponde alle critiche, spiega le priorità dell'azione di governo, rintuzza le accuse. "Non siamo servi delle banche". E spera che l'Europa conceda gli Eurobond

Mario Monti, presidente del Consiglio dei ministri (Ansa)
Mario Monti, presidente del Consiglio dei ministri (Ansa)

Roma, 22 gennaio 2012 - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, affronta di nuovo il grande pubblico della tivù. Lo fa nella trasmissione di Lucia Annunziata in "1/2 ora" versione extralarge (è durata più del doppio). Un confronto serrato, non privo di momenti di palpabile tensione, come quando il premier deve rintuzzare le accuse dell'esperto di diritto bancario Roberto Vassalle che attraverso un video di bruciante nettezza lo accusa di essere il rappresentante di una "dittatura finanziaria", colpevole di aver costretto milioni di italiani ad aprire un conto corrente senza neppure garantirne "la gratuità", a fronte dei ben maggiori introiti che rimpingueranno le cassaforti delle banche, e senza alcuna preoccupazione per le "centinaia di migliaia di cittadini" che un conto corrente non possono neppure  aprirlo "perché già segnalati alla centrale rischi".

BOTTA PESANTE - Monti non se l'aspettava. Accusa il colpo, non risponde sui punti specifici ma sceglie il piano generale. "Non siamo servi delle banche" è la frase-chiave. "Avremo infinite debolezze, ma non questa". Sventola il curriculum. Soprattutto promette rinnovata energia ed azione. Dopo la lenzuolata sulle liberalizzazioni (criticate dalle categorie, dall'opposizione, ma anche da settori non irrilevanti della composita maggioranza di governo), ricorda che da domani partirà il confronto sul mercato del lavoro. "E senza tabù", contrattacca il premier quando l'Annunziata fa tintinnare l'art. 18. Poi le semplificazioni (venerdì in Cdm). In attesa che l'Europa si svegli.  Domani e dopodomani Monti  sarà a Bruxelles per Ecofin ed Eurogruppo. Convinto, che prima o poi l'Europa varerà gli Eurobond, unificando la battaglia per la sostenibilità dell'Eurozona e del debito dei Paesi sovrani. Poi venerdì Cdm sulle semplificazioni, per "abbattere la burocrazia" a vantaggio delle "nuove generazioni". Ecco il Monti pensiero. Nella versione Annunziata.

LEGA - ''Ho visto che mi stanno contestando. Fa parte dell'attività che temporaneamente svolgo - il premier  minimizza così le bordate di Bossi -. Nel caso della Lega c'è stata un'evoluzione recente. Prendo atto, rispetto e non mi pronuncio''. Poi però lo fa, con pluralis maiestatis: ''Abbiamo seguito con interesse i passi iniziali della Lega. Abbiamo fatto molti sforzi che sono in linea con l'aspirazione originaria della Lega: quella di rendere l'Italia meno imbrigliata dall'eccesso di regolamentazioni. Sono sicuro che se la Lega resta fedele ai suoi propri principi fondanti" e - rimarca - al netto del "populismo" sarà "meno opposta a quello che facciamo''. Pio desiderio, visto quel che Bossi grida dal palco di Milano, in piazza Duomo.


FORCONI E DINTORNI - Lucia Annunziata richiama le tensioni meridionali. Monti la prende alla larga:  ''C'e' una caratteristica importante e pericolosa di questo paese: per anni si sono rispettati gli interessi delle singole categorie che quelli generali. Interessi che sono legittimi, ma l'insieme degli interessi delle varie categorie dà luogo ad una gabbia che fa danno al proprio Paese, che sprofonda''.

MERCATO DEL LAVORO - "Dobbiamo riformare il mercato del lavoro a favore dei giovani. Tutto si lega. Più agiamo su altre cose, meno dobbiamo agire sul lavoro che però è quota molto grande dei costi delle imprese.  L'idea di un contratto di ingresso che permette per i primi tre anni di licenziare è un possibile punto di arrivo, ma dipenderà dal confronto che si svolgerà con le parti sociali, che deve avvenire senza tabù. Domattina inizieremo un negoziato serio con i sindacati e i datori di lavoro, le forze sociali. Questi possono essere punti di arrivo, a seconda di come andrà la discussione, ma come rispettiamo in misura eminente il Parlamento, rispettiamo il dialogo con le forze sociali e non mi sento di dire in anticipo dove arriveremo". Di sicuro, si andrà nella direzione di una "riduzione del mercato del lavoro con riduzione segmentazione e attenzione ai giovani, al miglioramento qualitativo".

LIBERALIZZAZIONI -  "Troppe", "troppo timide", "sbilanciate sulle categorie più deboli, a dispetto dei poteri forti". Il campo degli scontenti è assai frastagliato. "Il governo non ha affatto assunto un atteggiamento dilatorio sulle liberalizzazioni - spiega il premier -. Laddove non si è agito immediatamente è stato per evitare conseguenze negative e, comunque, si è seguito lo stesso schema usato da Pier Luigi Bersani quando, da ministro fece le liberalizzazioni nel mercato dell'energia elettrica". Una citazione anche per l'ex ministro Maria Stella Gelmini sul fronte universitario. Come dire: Pd-Pdl 1-1, mi muovo su binari già esistenti. 

SCHEMA BERSANI - Parlando in particolare della rete ferroviaria, Monti fa notare alla Annunziata: "Se ricorda il caso dell'energia elettrica, si è fatta a suo tempo la delegificazione: uno dei provvedimenti di Bersani ha introdotto in linea di principio la possibilità di separare, poi la decisione applicativa non aveva bisogno di una legge e così è nata Terna. Per le ferrovie abbiamo applicato questo meccanismo".

BINARIO GIUSTO - E allora perché tanti timori ad aprire il mercato delle ferrovie? insinua l'Annunziata (da "figlia di ferroviere"):  ''Sulle Ferrovie - spiega il premier - abbiamo resistito ad impulso sfrenato di liberalizzazione perché vogliamo una concorrenza a beneficio degli utenti nel rispetto delle norme Ue''. Più in dettaglio: ''Ove l'Italia ha posizioni avanzate, facendoci prendere da un astratto senso di perfezionismo liberalizzatore europeistico favoriremmo società straniere che chiedono licenze per operare sulle vie più ricche. E le locali e più povere? Meglio prima un'Autorità (ndr, dei trasporti), per stabilire oneri di carattere generale''.

CONCORRENZA UE - "Perché abbiamo resistito a impulso liberalizzatore immediato? - sta al gioco il premier -. Perché preferiamo non  creare situazione con insufficienti benefici per i consumatori e vantaggi solo per le imprese straniere. Quando si fa una battaglia è meglio vincerla, il colbertismo de' noantri, espressione che ho coniato ai tempi del caso Parmalat, è la cosa peggiore per un Paese che dà agli altri Paesi la sensazione di non volerli, salvo poi non reggere la sfida". Alimentando così la spirale negativa.

SNAM RETE GAS -  E a proposito dello scorporo tra Snam Rete Gas e Eni (ovvero tra operatore e gestore di rete) Monti motiva la parziale "posticipazione" degli effetti del decreto, "perché si tratta di società che hanno i loro azionisti, ma le volontà del governo sono chiare e vanno nella direzione dello scorporo».

FRONTE PROTESTE - Lucia Annunziata sfruculia il premier dando voce al fronte del farmaco con un altro contributo video. Quello delle farmacie ''è un settore molto specifico, tutti i settori chiedono di essere considerati così. Ma questo ha oggettive specificità - conviene Monti -. Per questo siamo andati meno a fondo nell'apertura e nello scompaginare difese preesistenti. Nel decreto di dicembre ci siamo mossi male, ora  abbiamo recuperato in modo incisivo ed equilibrato".


TASSE - ''Non deve esserci un clima da caccia alle streghe basato sui sospetti, ma un serio contrasto alla evasione. Nel contrasto andati alcuni gradini in su, ci aspettiamo un gettito rilevante, anche se non abbiamo contabilizzato su questo neppure un euro'', spiega Monti.
 

RATING - Il presidente del Consiglio  rivendica di esser stato l'unico premier europeo a non alzare il dito contro le agenzie di rating per il recente downgrade dell'italia e di altri Paesi fondamentali della zona euro. "Come responsabile pro tempore del governo sarebbe stato facile ma non costruttivo dare addosso alle agenzie - sottolinea Monti - Ho preferito mettere in luce aspetti positivi che queste agenzie hanno rilevato. Sono convinto - continua Monti - che le aggressioni, i complotti esistono, sono convinto ci sia tendenza in ogni individuo, impresa, nazione a pensare di essere oggetto di un complotto. E' saggio vigilare come se esistessero davvero ma è anche doveroso agire per migliorare se stessi''. Le agenzie - prosegue - ''hanno fatto una quantità di errori, non deve essere un mestiere facile. Sono d'accordo con le parole di Prodi e Draghi ma certo entrambi sanno che sono già in corso in iniziative per creare un'agenzia europea di rating". 

TRACCIABILITA' - Con la decisione presa dal Governo sulla tracciabilità dei pagamenti oltre i 1.000 euro qualcuno ''ci accusa di essere servi delle banche e di contribuire ad aumentare i loro profitti, ma se non lo avessimo fatto qualcuno ci avrebbe detto che eravamo servi della criminalità organizzata e della mafia perché avremmo facilitato la loro vita''. "Le banche  - ricorda ancora Monti- così come le compagnie assicurative sono state molto turbate dal provvedimento che abbiamo fatto nei mesi scorsi e che ha eliminato la possibilità di una presenza incrociata nei rispettivi cda. Era un sistema che favoriva la collusione e la non concorrenza''.

CONFLITTO DI INTERESSI - In Italia sulla questione del conflitto di interessi, secondo il premier ci sono ''nebulose visceralfantasistiche, lontane anni luce da ogni visione internazionale". Il premier aggiunge: "Qualora un mio ministro si trovasse in una posizione di conflitto di interessi, sarei io il primo a chiedergli di dimettersi. Non siamo servi dei poteri forti e della banche''.

EUROBOND - E' molto probabile che l'Europa arriverà a dotarsi di Eurobond,  seppur "non subito". Ma le speranze sono "molto alte", confessa Monti. Quando? "Entro la primavera del 2013".

FIDUCIA? - Intanto, sui primi provvedimenti presi dal suo governo, Monti confessa la preoccupazione per i veti incrociati dei partiti: "Non so ancora se dovremo porre la fiducia". E in Parlamento si manifestano i primi malumori. Trasversali e incontrollabili.

 

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