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Nel centrodestra aria pesante. "Non si può stare con il piede in due scarpe" proclama il leader padano. E invita Berlusconi ad agire. Sennò, addio Formigoni e Lega da sola alle amministrative. "E le vinceremo noi" sbuffa il gran capo
Roma, 25 gennaio 2012 - Il Silvio, l'Umberto, il Roberto. Singolari maschili. Sull'asse Roma-Milano ormai ognuno parla per sé. E quando uscendo dal processo Mills l'ex premier Silvio Berlusconi tenta di tranquillizzare il suo elettorato, rispondendo ''sì, sì'' a chi gli chiede se la situazione nel centrodestra in Lombardia è tranquilla - salvo aggiungere di essere tenuto al riserbo sull'esito della cena con Umberto Bossi -, lui, il Senatur, entra a gamba tesa sull'ex premier con parole ben ruminate sugli scranni di Montecitorio: "Quello con Berlusconi non è un gioco delle parti ma un aut-aut" si arrabbia il leader del Carroccio, che volendo essere ancora più esplicito, recapita un doppio messaggio. A Roberto Formigoni e all'attuale premier Mario Monti: "E' difficile sostenere la regione Lombardia, che è piena di inquisiti. Se proprio dobbiamo sostenerla, almeno facciano saltare Monti". Plurale che mette in mora Berlusconi e gli altri membri dello stato maggiore Pdl.
NUOVO AVVISO - ''Non si può avere il piede in due scarpe - tuona il leader padano -. Provveda (ndr, Berlusconi) a chiarire la sua posizione''. Quella della Lega, secondo il Senatur, è chiara. Ed "è ancora quella espressa in piazza Duomo". Ovvero: governo Monti a casa, e con modalità poco gentili. Nessun timore in casa padana di far cadere il governo della Lombardia per ritorsione ad un eventuale diniego.
FIUTO PADANO - "Alle amministrative non abbiamo paura di andare da soli al voto, si vince comunque. Io non guardo i sondaggi, vado a fiuto". E quindi - ripete Bossi - "il mio è un aut aut". Solo Formigoni - un marziano al PIrellone - sembra non prendere la Lega sul serio. ''Prosegue la collaborazione in Regione - è la sua dichiarazione quasi provocatoria -. Un'azione apprezzata da tutti. E' chiaro che ci sono delle differenze per quanto riguarda l'atteggiamento di fronte al governo, ma questo riguarda un altro livello di discussione".
PIANO INCLINATO - Non si direbbe, a sentir Bossi. "Di solito, io dopo un po' mi rompo le scatole", dice lapidario il leader del Carroccio lasciando la Camera. Formigoni, con coraggio estremo, prova a raffreddare la temperatura: "Credo che dobbiamo lavorare per rafforzare l'alleanza anche in vista delle amministrative. Il sentiero è stretto ma credo che sia quello da percorrere''. E in quel credo al singolare sta tutta la crisi del centro-destra. Un avvitamento di rapporti e di pretese difficile da rallentare. A Roma il premier Monti osserva con compostezza. Le esibizioni muscolari che arrivano dalla sua Lombardia un po' lo infastidiscono. Ma guai a mostrarsi preoccupato.
di GIOVANNI ROSSI