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"Italiani vogliono lavoro vicino a mamma e papà"

Bufera sull'uscita della Cancellieri, giovani Cgil in rivolta

 Il ministro: "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà. Dobbiamo fare un salto". I giovani: "Basta cliché su di noi. Il tema da affrontare è la lotta alla precarietà"

Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri (Newpresse)
Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri (Newpresse)

Roma, 6 febbraio 2012  -  Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri fa infuriare i giovani della Cgil per le sue espressioni poco diplomatiche sul posto fisso e la riforma del lavoro, che rievocano in qualche modo la già conosciuta categoria antropologica del bamboccione.

“Posto fisso? E` nata una querelle frutto di una fretta d`interpretazione. Il mondo moderno ha grandi esperienza di mobilità, noi viviamo nella cultura del posto fisso. Il mondo sta cambiando, come avviene nei paesi emergenti. Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà. Dobbiamo fare un salto, ma non demonizziamo. Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno”, ha detto dal ministro dell`Interno in una lunga intervista in diretta a Tgcom24.


LA REPLICA DEI GIOVANI CGIL - “Meno male che il segno principale del nuovo Governo doveva essere il cambiamento di stile. Ora basta con i cliché sui giovani. Il tema da affrontare è la lotta alla precarietà”. Così i giovani della Cgil replicano alle parole del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri.

Dopo le dichiarazioni del presidente Monti sul posto fisso - dicono - è il ministro Cancellieri a deliziarci con una nuova battuta sulla condizioni dei giovani che rivela un approccio decisamente poco tecnico ai problemi”, affermano i giovani della Cgil sottolineando come le parole della Cancellieri siano equiparabili a “una battuta da bar, su cui si potrebbe anche costruire una piacevole conversazione, se non fosse che ha pronunciarla è il ministro dell’Interno, la quale dovrebbe avere a sua disposizione qualche dato”.

Per i giovani della Cgil “è grave il fatto che un esponente del governo riproponga cliché inutili di fronte a una generazione a cui si sta togliendo tutto. La sensazione è che il governo cerchi di spostare il dibattito nei bar perché non è in grado di affrontarlo nelle sedi opportune. La precarietà, la povertà e la disoccupazione giovanile sono l’emergenza di questo Paese. I giovani vorrebbero poter costruire percorsi di vita e di lavoro soddisfacenti, ma non lo possono fare privati dal lavoro e dal welfare. Che il mondo sia cambiato noi ce ne siamo accorti da un pezzo, e stiamo pagando a caro prezzo questo cambiamento perché i nostri governi nel frattempo si sono occupati di altro”.

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