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Il presidente della Provincia attacca: "Dopo la sconfitta di Milano, che per tanti versi ci siamo voluti e meritati, il partito non è più esistito": E fra i temi rilancia la legalità
Milano, 7 febbraio 2012 - Come il Berlusconi del 1994 che annuncia la ‘discesa in campo’, con parole anche simili, Guido Podestà lancia con un video - in cui parla seduto alla scrivania - la sua candidatura alla guida del Pdl provinciale in vista del congresso di domenica prossima.
“La grande Milano è il territorio che amo e che conosco”, esordisce il presidente della Provincia che sostiene la necessità per il territorio di una “conduzione esperta, capace, piena di energie in grado di far ripartire il partito che in questi mesi ha mostrato un encefalogramma piatto”. “Dopo la sconfitta di Milano che per tanti aspetti ci siamo voluti e meritati - sono le parole di Podestà - non è più esistito il partito. L’unica azione che ricordo in questi mesi - dice il presidente della Provincia - è l’azione dei giovani che hanno attivato la rabbia dei cittadini contro l’Area C”. Quindi il richiamo alla necessità per il partito di “esperienza, impegno, amore”.
Tra i temi che Podestà solleva vi è poi la legalità (“l’asticella deve essere alzata”), la “capacità e qualità di ascolto rispetto ai bisogni del territorio”, il “riconoscere il valore della militanza”, l’uso delle nuove tecnologie per coinvolgere i giovani. Podestà quindi parla di un “atto d’amore nei confronti del nostro partito, perché i congressi non siano finti ma veri, laddove si confrontano idee e programmi”.