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Legge elettorale, intesa Pdl-Pd: "Va cambiata"

La Lega vuole solo modifiche, i democratici un nuovo testo

Nota congiunta dei due principali partiti: "Restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti". L'idea è quella di mantenere un "impianto bipolare". Ancora distanze fra Carroccio e Pd. Calderoli: "Prima si dimezzino i parlamentari"

Camera (Ansa)
Camera (Ansa)

Roma, 7 febbraio 2012 - La legge elettorale potrebbe presto cambiare. Pdl e Pd concordano sull’esigenza di “cambiare l’attuale sistema elettorale restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti”. Si legge in una nota congiunta Pdl-Pd al termine dell’incontro alla Camera. "Il nuovo sistema bipolare dovrà mantenere un impianto tendenzialmente bipolare".

I pdiellini La Russa e Quagliarello sottolineano come l'accordo si sia trovato anche sul principio che “il 2 e il 4% di sbarramento è una quota troppo esigua”, ma anche sul fatto che “tutt’ora sono possibili maggioranze diverse alla Camera e al Senato, e questo è un problema che andrà affrontato”. Quanto alle riforme, si è discusso tra l’altro di “bicameralismo”, accenna Quagliariello. La Russa, infine, garantisce che le intenzioni del Pdl sulle riforme sono serie: "Non facciamo 'ammuina'"

La parola passa al deputato Pd Luciano Violante, che ribadisce come i democratici siano "assolutamente contrari alle preferenze che aumentano i costi della politica e premiano chi è più abile nelle clientele”.

“Con il Pdl abbiamo un accordo di fondo - continua Violante - su una legge che riduca la frammentazione parlamentare. Abbiamo parlato anche di riforme costituzionali, in particolare della riduzione del numero dei parlamentari e del superamento del bicameralismo paritario”.

Violante risponde poi a Di Pietro, che ha accusato Pd e Pdl di fare incontri “poco chiari” e da “sottoscala”, per l’ex presidente della Camera si tratta di “incontri normalissimi” e annuncia che il Pd vuole incontrare anche le delegazioni di Idv e Sel, perché “su temi di tale importanza non vogliamo lasciare fuori nessuno”.

Di Pietro, dal canto suo, dichiara davanti ai cronisti alla Camera che l'Italia dei Valori non parteciperà agli incontri su riforme e legge elettorale organizzati dal Pdl.

LEGA: OK CON RISERVA - D'accordo anche la Lega, che nei giorni scorsi aveva minacciato proteste plateali(Calderoli: "Se toccano la legge elettorale per farci fuori c'è anche Piazzale Loreto"). Il Carroccio, stando a quanto riferito da La Russa e Quagliarello, avrebbe dato il suo consenso a eventuali modifiche dei difetti dell'attuale Porcellum. La Lega, come gli altri, "non considera positivamente" il ritorno alle preferenze. Restano distanze fra Lega e Pd, come sintetizzato chiaramente da La Russa: "La Lega è per modificare l’attuale legge elettorale, mentre il Pd ne vuole una nuova”.

La Russa sottolinea poi che "se proprio non si dovesse arrivare ad una soluzione condivisa, personalmente ritengo che si dovrebbe mantenere il Porcellum, ma corretto nel senso di garantire agli elettori di scegliersi i propri candidati".

CALDEROLI: "PRIMA SI RIDUCANO I PARLAMENTARI" - “Si sentono troppe chiacchiere in libertà sulla legge elettorale, per cui è bene fare chiarezza: la Lega è categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari (e noi vorremmo dimezzarli) e poi si affronta la materia elettorale”.
Lo dice il coordinatore delle segreterie della Lega , senatore Roberto Calderoli.

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