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Svuota-carceri, il governo pone la fiducia

Scatta la bagarre in aula, la Lega: "Vergogna"

Le parole del ministro Giarda sono state accolte con una salva di fischi, grida di disapprovazione e cori ‘vergogna vergogna’. Seduta sospesa. Il ministro Severino: "Problema di tempi, fiducia inevitabile". Idv: "Ci costringete a votare contro"

Il ministro per i Rapporti col Parlamento Piero Giarda in aula della Camera (Ansa)
Il ministro per i Rapporti col Parlamento Piero Giarda in aula della Camera (Ansa)

Roma, 8 febbraio 2012 - Il governo ha posto in Aula la questione di fiducia sul decreto svuota-carceri.  Immediata scoppia la bagarre: le parole con le quali il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha formalizzato in Aula la questione di fiducia chiesta dal governo sono state accolte con una salva di fischi, grida di disapprovazione e cori ‘vergogna vergogna’. Particolarmente attivi, nella contestazione scattata in Aula, i deputati della Lega.

SEDUTA SOSPESA - Dopo l’annuncio del governo la seduta d’aula è stata sospesa. Il presidente di turno dell’assemblea Rocco Buttiglione ha quindi comunicato che è stata convocata la capigruppo, per definire il timing del voto che dovrebbe tenersi domani.

 

SEVERINO - La fiducia al dl svuotacarceri “è assolutamente necessaria, non ci si poteva sottrarre”, dice il ministro della giustizia Paola Severino alla Camera, chiarendo che “si tratta esclusivamente di un problema di tempi” e non di un problema politico. “Capisco le proteste della Lega dal loro punto di vista politico- aggiunge il ministro- ma i termini per la conversione scadono lunedi’ 20 e coi tempi dei lavori parlamentari significava anticipare a giovedi’”. A fronte di questo “la Lega ha presentato 600 emendamenti, prannunciando peraltro l’ostruzionismo. Non potevamo fare diversamente”.

"Nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di circolare per le strade italiane e ci tengo molto a rassicurare di questo l’opinione pubblica", sottolinea Severino con ribadendo che il provvedimento svuota carceri "offre al magistrato la possibilità di agire su tre diverse alternative nell’utilizzo della misura cautelare: la detenzione domiciliare, quella nelle strutture idonee in utilizzo alle forze dell’ordine e, in ultima ipotesi, il carcere". Il ministro ha anche sottolineato che il decreto ha ridotto da 96 a 48 ore il tempo che deve intercorrere dal momento del fermo a quello della convalida della detenzione.

IDV: COSTRETTI A VOTARE CONTRO - "Non è questa la strada'' per avere la fiducia dell'Italia dei valori. Fabio Evangelisti prende la parola in aula e si rivolge ai banchi del governo e rimarca come ''Berlusconi abbia messo 50 fiducie in 3 anni e voi in tre mesi mantenete la stessa media''.

Sul provvedimento, l'Idv non voterà la fiducia al governo. "Innanzitutto -dice Evangelisti- vorrei che i ministri Giarda e Severino non si allontanassero dall’aula dopo aver posto la fiducia e ascoltassero quello che abbiamo da dire. Sia ben chiaro, noi non abbiamo un atteggiamento pregiudiziale nei confronti del governo. Ma ci costringete a votare contro la richiesta di fiducia".

"Abbiamo più volte espresso apprezzamento per l’operato del ministro Severino ma non siamo convinti di questo provvedimento. Avremmo voluto contribuire a migliorarlo con correzione ed emendamenti".

 

LA PROTESTA LEGHISTA - Protesta della Lega Nord contro la fiducia: prima con un coro di “vergogna, vergogna” che si è sovrapposto all’annuncio del Ministro Piero Giarda, poi con l’intervento di Gianluca Buonanno.
“Se avete paura della Lega - ha detto Buonanno - fate bene perché siamo l’unico movimento che fa l’opposizione vera, gli altri sono d’accordo su tutto. Se Monti mette la tassa sui gatti, voi votate la tassa sui gatti. Il decreto svuotacarceri è un provvedimento simile all’indulto del 2006, ne escono 3500. La fiducia è una vergogna, state a sentire gli ordini dei banchieri. Vergognatevi”.

“Invece di fare uscire gente dalle carceri - ha detto ancora il leghista rivolgendosi a Paola Severino - mandi qualcuno a pulire qua fuori la sporcizia che c’è qui davanti, a spalare la neve” perché “qua a Roma non hanno ancora capito che il sale si mette prima che nevichi, non dopo”.


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