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Ordinanza 'impossibile' del Campidoglio. Nella Capitale le scorte sono praticamente esaurite e sugli scaffali non esistono le decine di migliaia di pezzi necessari. Tanto meno a "prezzi calmierati". Come invocato dal primo cittadino (in auto-corrosione)
Roma, 8 febbraio 2012 - No, non è un bello spettacolo. Vedere il sindaco di una delle capitali più importanti del mondo che da venerdì scorso è in preda a una masochistica dissoluzione fa male persino ai suoi nemici. Perché il sindaco di Roma non è un sindaco qualsiasi. E' e resta il sindaco della Città Eterna. E se per una settimana di seguito accumula errori e gaffes, trasformandosi in macchietta - e nella controfigura di se stesso - la damnatio mediatica arriva in diretta.
FURIA CIECA - Criticato da tutti per l'inefficienza e l'impreparazione con cui ha gestito la più copiosa nevicata degli ultimi venticinque anni, Alemanno non ha trovato di meglio che farsi assalire da una furia cieca e ossessiva. A dirlo sono persino suoi amici, anche ex fascisti duri e puri, che non gli risparmiano documentate critiche. Principale accusa: invece di chiedere scusa ai romani, aver continuamente alzato la posta a forza di polemici rilanci. Con effetto distruttivo della propria immagine. E con l'ipotetico bis al Campidoglio irrimediabilmente bruciato.
PROVVEDIMENTO RITORSIVO - Oggi la nuova puntata. Non bastandogli il match perso, sui media e a Palazzo, con il capo dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli (subito confermato in ruolo da Monti), il primo cittadino della Capitale ha preannunciato un'ordinanza delle sue: "Dalle 6 di venerdì 10 febbraio alle 24 di sabato 11 febbraio nella Capitale sarà obbligatorio circolare con le catene a bordo". Il che ai romani che nelle ultime ore hanno visto sui giornali e in tivù decine di pale spazzaneve inutilizzate nei depositi Atac e invece - venerdì e sabato scorso - quasi nessun mezzo a pulire le strade, potrebbe suonare a dir poco ritorsivo. Come se il sindaco intendesse far pagare ai cittadini-automobilisti le drammatiche code di venerdì scorso che hanno macchiato irrimediabilmente il suo mandato.
BENZINAI BENEFATTORI - Non è tutto. L'ordinanza di Alemanno rientra a pieno titolo nella categoria dei provvedimenti 'impossibili'. Perché nella Capitale le scorte di catene sono praticamente esaurite e sugli scaffali dei benzinai non esistono le decine di migliaia di pezzi necessari. Tanto meno a "prezzi calmierati". Come invece invocato dal primo cittadino in plateale auto-corrosione, ormai inevitabile bersaglio satirico (vedi sketch di Maurizio Crozza).
SCONTI O ASTE? - Alemanno, che è un alpinista dilettante quanto ambizioso, finge infatti di non sapere che le aziende produttrici di catene sono solitamente localizzate non ad Anagni o Zagarolo bensì in Austria o in Germania - ad esser fortunati in Lombardia. Sicché la sua ordinanza sulle catene, che poteva benissimo essere firmata lunedì, lascerà un tempo tecnico infinitesimale persino a chi intendesse prenderla sul serio tra i produttori o tra i consumatori. Oppure tra i benzinai, grandi arrabbiati del momento, che invece - secondo il sindaco - dovrebbero partecipare giulivi al suo piano anti-gelo con lauti sconti agli automobilisti. Anziché aste al miglior offerente, come la ventata liberista del Paese potrebbe emulativamente suggerire.
IN CASA DEL NEMICO - Per fortuna il senso di Gianni per la neve è stato imbrigliato in queste ore in una ciclopica seduta di prevenzione andata in scena nella tana del nemico: ovvero la sede della Protezione civile, che con 48 ore di anticipo (e a scanso di alibi anche via agenzie) lo ha tempestivamente informato che "nella prima parte di venerdi, specialmente nelle ore centrali, è attesa neve nella capitale ma anche neve mista a pioggia", cui seguiranno ''diffuse nevicate dal pomeriggio-sera, con accumuli al suolo anche di un certo rilievo''.
UOMINI E MEZZI - In attesa di valutare (domattina) se venerdì uffici pubblici e scuole resteranno chiusi, nel corso del summit odierno molte e importanti decisioni sono state prese. A Roma tra venerdì e sabato saranno sparse mille tonnellate di sale, mentre ai venti municipi in cui è suddivisa la Capitale saranno distribuiti 6.000 operatori antineve e 4.000 pale. I mezzi dedicati alla rimozione della neve e del ghiaccio saranno 250: 87 spalaneve, 40 bobcat spalaneve, 29 spargisale e 94 altri mezzi; 900 gli agenti della Polizia in campo e mille le strade presidiate (compreso il nodo di Termini e altri punti sensibili). Gli operatori di pronto intervento del Verde pubblico saranno 550, 100 le squadre del Dipartimento lavori pubblici; 45 i nuclei di pronto intervento Acea e 900 i volontari della Protezione Civile. Sul versante sanitario, 300 a turno gli operatori in servizio al 118, mentre sul fronte dell'accoglienza ci sarà spazio per 2.500 senzatetto anziché 1300. Sessantanove le linee di trasporto pubblico operative con 800 mezzi. Chissà se basteranno per soddisfare i romani appiedati. Quelli rimasti senza le introvabili catene.
di GIOVANNI ROSSI