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Quattro nodi ancora da sciogliere nelle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro: la platea degli interessati, le deroghe per posizioni apicali, la concreta efficacia dell'applicazione della norma e anche l'ammontare del "tetto"
Roma, 22 febbraio 2012 - Un tetto agli stipendi dei manager della P.A. : è la norma prevista nella manovra del governo Monti, norma che però ha suscitato non poche perplessità, a partire dalla definizione della platea degli interessati. Alla Camera, dovrebbero essere presentati giovedì in Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro i dati su quanti siano i manager pubblici a cui applicare un tetto. Sulla norma è stato lo stesso governo a sollecitare un parere sul decreto legislativo di applicazione. Due i relatori al provvedimento: sono gli stessi presidenti della prima e dell'undicesima commissione di Montecitorio, Donato Bruno e Silvano Moffa.
Sono sostanzialmente ancora quattro i nodi da sciogliere: la platea degli interessati, le deroghe per posizioni apicali, la concreta efficacia dell'applicazione della norma e anche l'ammontare del "tetto''. E dovranno essere superati per una ripresa dell'iter del provvedimento.
- La platea degli interessati: nel precedente decreto 'salva-Italia', si faceva riferimento alle 'amministrazioni centrali dello Stato', ma questa definizione, lascerebbe esclusi settori come enti locali, università, camere di commercio e alcune Authority.
- Le deroghe: sempre nel decreto 'salva-Italia', si prevedevano delle deroghe al tetto degli stipendi dei supermanager per salvare qualche "illustre intoccabile''. Ma di questo 'salvacondotto' non c'è traccia nel Dpcm che le commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera stanno esaminando.
- L'applicazione: I punti sui quali si sta discutendo in Commissione riguardano anche l'efficacia dell'applicazione della norma: se questa cioé debba essere immediata o graduata
- L'entità del tetto: Nel provvedimento del governo sottoposto al parere parlamentare, presentato il 30 gennaio scorso, all'art.3 si parla, a proposito del trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione che viene usato come punto di riferimento, di 304.951,95. In Commissione invece il ministro Patroni Griffi ha detto che il tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti della Pubblica Amministrazione non può sforare i 294 mila euro. Tetto, questo, che al momento (riferiscono alcuni esponenti della commissione) secondo il responsabile del Ministero della Pubblica Amministrazione, sarebbe superato alla Consob, all'Antitrust e all'Agcom. Per non parlare dei capi di gabinetto di alcuni Ministeri e di qualche segretario generale.
L'AGCOM - Il presidente e i componenti dell'Agcom hanno già chiesto di applicare il tetto agli stipendi dei manager pubblici. E' quanto si apprende in ambienti dell'Autorità. Sarà applicata ai loro emolumenti la riduzione prevista dallo schema di Dpcm. Le retribuzioni dei componenti sono pubblicate da anni sul sito web dell'Autorità, anche se il relativo obbligo era venuto meno.