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Taxi, sulle licenze decideranno i Comuni

L'ira dei consumatori: "Il governo ha ceduto alla lobby"

Ok dell'esecutivo a un emendamento bipartisan sui taxi. Accordo anche sulla norma che consente a chi riceve meno di 1500 euro di pensione l'apertura gratuita del conto corrente. Nuovi vincoli per banche e assicurazioni

Taxi, sulle licenze decideranno i Comuni e le Regioni (Ansa)
Taxi, sulle licenze decideranno i Comuni e le Regioni (Ansa)

Roma, 23 febbraio 2012 - Il governo cede sui taxi, i consumatori insorgono.  Saranno Comuni e Regioni (e non l'Authority) a fissare, se necessario, l’incremento delle licenze delle ‘auto bianche’. L’esecutivo ha dato infatti il via libera all’emendamento bipartisan (Pd-Pdl) dei relatori in Commissione Industria del Senato che attribuisce ai sindaci la decisione sull’aumento delle licenze. Previsti anche i taxi collettivi come servizio integrativo.

L’emendamento, che accoglie le richieste di Pd e Pdl, attribuisce all’Authorithy dei trasporti solo un parere non vincolante. Il parere dell’ Autorità sarà comunque obbligatorio e se disatteso potrà essere impugnato al Tar. La modifica al testo non è stata ancora votata in Commissione, ma ha suscitato le reazione e le proteste di consumatori e parte dei sindacati, secondo cui il goveno ‘ha ceduto alla lobby dei taxisti’.

CONTI CORRENTI GRATIS PER I PENSIONATI SOTTO 1.500 EURO - Gli emendamenti non finiscono qui: apertura dei conti correnti, accreditamento della pensione e prelievi con il bancomat saranno gratuiti per i pensionati che percepiscono una pensione inferiore a 1.500 euro. La norma era stata annunciata dal governo dopo la decisione prevista dal decreto ‘Salva Italia’ che limita a 1000 euro il tetto per i pagamenti in contanti.

La commissione ha accolto un altro emendamento dei relatori che riguarda il costo di gestione delle carte di credito: fino a quando non sarà concluso il tavolo sui costi di gestione delle carte che vedrà impegnate le banche e le Poste, chi acquisterà benzina fino a 100 euro con carta di credito non sarà tenuto a pagare la commissione.

STRETTA SU BANCHE E ASSICURAZIONI - La Commissione, secondo quanto riferito da uno dei relatori, Filippo Bubbico del Pd, chiuderà la parte relativa a banche e assicurazioni: via libera anche ad una serie di articoli sul rafforzamento della class action e sulla imposizione di multe salatissime per i professionisti che ricorrono a clausole vessatorie nei loro contratti con i clienti.

Chi non rispetta le norme contro le clausole vessatorie nei contratti stipulati dai professionisti con i clienti, stabilisce il testo, pagherà da 2.000 a 50.000 euro di multa.  Il provvedimento prevede una sanzione tra i 2.000 e i 20.000 euro per chi non rispetta le decisioni dell’Antitrust, da 4.000 a 40.000 euro per chi fornisce informazioni o documentazioni non veritiere, da 5.000 a 50.000 euro per chi non pubblica e non diffonde i provvedimenti che certificano la vessatorietà.

L’Authority per la Concorrenza nel dichiarare la vessatorietà delle clausole contenute nei contratti non avrà più l’obbligo del previo accordo, ma solamente quello di ‘sentire’ le associazioni di categoria e le camere di commercio interessate.

Via libera anche all’emendamento per cui non sarà necessario aprire un conto corrente per poter accendere un mutuo in banca. Restano da sciogliere i nodi sulle professioni e farmacie. Su quest’ultimo punto il ministero della Salute ha preannunciato una riformulazione dell’articolo del 11 del dl che prevede “modifiche incisive”, senza precisare il contenuto dell’eventuale emendamento.

SEPARAZIONI ENI-SNAM - Quanto alla norma sulla separazione di Eni da Snam, il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincenti, ha precisato a margine della seduta della Commissione, che la separazione sarà “totale” e riguarderà quindi anche gli stoccaggi.  Il provvedimento è “a buon punto”, ha detto ieri pomeriggio il presidente del senato, Renato Schifani. “Credo - ha aggiunto - che il Senato rafforzerà il provvedimento con interventi che liberalizzeranno di più il mercato. Il Senato - ha concluso - lavora alacremente difendendosi da pressioni di lobby e corporazioni”.

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