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Sulla responsabilità civile diretta dei magistrati: "Serve una soluzione equilibrata". Sugli stranieri: "Riattivare convenzioni coi Paesi d'origine"
Roma, 23 febbraio 2012 - Il ministro della Giustizia Paola Severino, la super-ricca del governo italiano, parla di carceri e giustizia in un'intervista a Radio Anch'io, ma non sfugge a una battuta sulla sua dichiarazione dei redditi: “Se tutti paghiamo le tasse il sistema può decollare. Il vero peccato è di chi guadagna senza pagare le tasse non contribuendo alla crescita del paese e a tutto ciò che può essere di interesse pubblico”. In un colloquio con Repubblica aveva dichiarato: “Pudore sì, perché non ho mai voluto ostentare i risultati economici del mio successo professionale. Imbarazzo no, perché guadagnare non è un peccato se lo si fa lecitamente, producendo altra ricchezza e pagando le tasse”.
Il ministro assicura: "Conosco bene i sacrifici di chi lavora. Vengo da una famiglia borghese, dalla quale non ho però ereditato proprietà ma solo insegnamenti". Ha guadagnato tanto, insiste, ma ha anche pagato tanto di imposte: “Con i miei 4 milioni di euro si potrebbe costruire il padiglione di un ospedale o un edificio scolastico, oppure ampliare un carcere. E si può concretizzare il numero di cose che si potrebbero fare se tutti i cittadini compissero il proprio dovere fiscale”.
RESPONSABILITA' DEI GIUDICI - Sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, inserita alla Camera nella legge comunitaria, il ministro della Guistizia Paola Severino è alla ricerca di una soluzione “equilibrata” fondata sul ‘dialogo’ con il Parlamento.
Lo ha ribadito intervenendo a ‘Radio anch’io’ su Radio1 Rai insieme al vicepresidente del Csm Michele Vietti, il quale ha opposto un netto no all’ipotesi del passaggio alla responsabilità diretta delle toghe. “L’analisi del presidente Vietti è estremamente approfondita e puntuale - ha osservato il ministro - ma naturalmente i punti di osservazione sono diversi; dal punto di vista del Governo occorre tener conto di quanto è accaduto e accade in Parlamento. La Camera ha approvato un emendamento che configura una forma di responsabilità estremamente pregnante da parte del giudice, il tema è in attesa di esser esaminato del Senato”.
"In tutti i paesi europei la responsabilità del giudice è indiretta, la responsabilità è dello Stato e la rivalsa poi avviene nei confronti del giudice”. Tra le questioni da verificare c’è l’ipotesi, indicata nella norma approvata in prima lettura a Montecitorio di “estendere la responsabilità alla erronea interpretazione della legge”, ma su questa e altre questioni “il tentativo - ha spiegato la guardasigilli - potrebbe essere, nel dialogo col Parlamento, trovare una delimitazione all’oggetto della responsabilità del giudice. Se si riuscisse a trovare una soluzione equilibrata tra i vari punti estremi questo potrebbe dare luogo a una normativa equa sia per il cittadino che per il giudice”.
FUGA DI NOTIZIE - I magistrati non possono essere considerati ‘oggettivamente’ responsabili delle fughe di notizie sulle intercettazioni, ha detto Severino. “Per ogni tipo di illecito - ha detto - occorre avere la prova del fatto e dell’autore del fatto. Non si può parlare di una responsabilità che sarebbe oggettiva di chiunque possa avere un ruolo sulle intercettazioni come su altri temi che riguardano il segreto delle indagini”.
“Si può chiedere - ha aggiunto - di avere particolare cura del segreto delle indagini, un valore intrinseco nella cultura del magistrato penale”.
EMERGENZA CARCERI - "Riattivare convenzioni con i Paesi d’origine. Se il carcere è anche rieducazione e reinserimento sociale, credo che questo possa avvenire attraverso il ritorno e la riaccoglienza nel Paese di origine", ha detto il ministro. "Questa è una soluzione del problema che potrebbe soddisfare queste esigenze. Mi sto attivando iniziando un giro dei Paesi dai quali provengono i detenuti extracomunitari per verificare la praticabilità di questo sistema".
LO SVUOTA-CARCERI - In due mesi, il fenomeno delle porte girevoli, cioè gli ingressi in carcere per pochissimi giorni, sono diminuiti del 20% per effetto del dl svuota-carceri. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, che ha definito questi primi dati "estremamente confortanti".
MINORI - Sulle misure alternative per i minori “il sistema è abbastanza consolidato: c’è la messa alla prova”. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, parlando a Radio Anch’io su Radio Uno spiega che in questo caso “il problema è mantenere elevato il livello di vigilanza e la qualità del personale. C’è una grandissima attenzione del ministero perché da lì deve venire il reinserimento sociale”, garantisce.
IL DOPO 2013 - "E’ impossibile sapere cosa accadrà dopo il 2013 dal punto di vista politico. La gente è molto smarrita e noi siamo come gli altri, per me è una previsione molto difficile”, continua Severino. Il Guardasigilli, parlando di sé, dice che dopo l’esperienza al governo vorrebbe fare “un viaggetto” perché quando si fa il ministro “non si ha tempo per il riposo né per la vita privata”. Per il resto, conclude, “ho sempre detto di voler tornare a fare ciò che facevo prima”.