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Milleproroghe, la Camera approva

Ma il governo battuto su odg di Pd e Lega

Per la fiducia 477 sì. L'esecutivo scivola su graduatorie dei docenti e il canone Rai. Nel primo caso Pd, Lega e Idv hanno votato a favore; contro Pdl, Fli e Udc. Sul secondo documento si sono espressi conformemente al governo solo i Democratici

Camera (Ansa)
Camera (Ansa)

Roma, 23 febbraio 2012 - L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Milleproroghe: il provvedimento ha ottenuto 336 voti a favore, 61 contrari e 13 astensioni. Stamattina Montecitorio aveva approvato la questione di fiducia posta dal governo sul Milleproroghe: i sì erano stati 477, i no 75, 7 gli astenuti. A favore avevano votato Pdl, Pd, Terzo Polo e Popolo e territorio; contro Idv e Lega. E’ la quinta fiducia alla Camera. Nel voto di fiducia del 18 novembre scorso i sì erano stati 556, il 16 dicembre sulla manovra 495, il 26 gennaio sul dl milleproroghe erano ulteriormente scesi a 469, così come erano calati a 420 il 9 febbraio sul dl 'svuota carceri'. Ora, rispetto al voto di febbraio, l’esecutivo Monti perde 57 voti.

Ma il governo è stato battuto due volte alla Camera su ordini del giorno al decreto presentati da Pd e Lega. Il primo testo, quello del Pd, su cui il governo aveva reso parere contrario, è passato con 257 sì, 213 no e sei astenuti. Pd, Lega e Idv hanno votato a favore; contro si sono espressi Pdl, Fli e Udc. Il testo approvato punta all’inserimento in fascia aggiuntiva alle graduatorie in esaurimento entro l’anno scolastico 2012-2013 dei docenti che si sono abilitati tra il 2008 e il 2011.

Il secondo testo, quello del Carroccio, era relativo al canone Rai. Il testo, su cui il governo aveva espresso parere contrario, è passato con 303 voti a favore, 165 voti contrari e 10 astenuti. Conformemente al governo ha votato solo il Pd. Il testo approvato impegna il governo a valutare l’opportunità di stilare un elenco degli apparecchi su cui si debba pagare il canone Rai, indicando anche la tipologia dei soggetti tenuti al pagamento del canone. Il riferimento è alle polemiche suscitate dalla decisione dell’azienda di viale Mazzini, di imporre il pagamento del canone anche ai possessori di palmare o altri strumenti "atti o adattabili alla ricezione del segnale radiotelevisivo". Sull'iniziativa la Rai aveva poi fatto retromarcia.

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