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Bersani: "Sento toni da campagna elettorale"

Serracchiani: "Parole stile Giovanardi". Finocchiaro: "Un avviso?"

In casa Pd monta la preoccupazione per i toni usati dal Pdl. Il timore è che il principale alleato stia pensando di mollare il governo Monti. Boccia sfida Alfano: "Banche fuori controllo? Allora firma la nostra mozione"
 

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (ANSA)
Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (ANSA)

Roma, 10 marzo 2012 - Prima la sorpresa esternata via Twitter: "Sentendo i toni di Alfano chiedo se siamo già in campagna elettorale. Nel caso ci tenga informati, vorremmo partecipare". Poi l'ironia: "Ho sentito Alfano che con Monti dice di voler parlare di 'lavoro, lavoro, lavoro'. Ecco, quando c'è da parlare di corruzione e di frequenze tv, scoprono il lavoro... è fantastico" afferma il segretario del Pd Pierluigi Bersani, parlando a un'iniziativa del partito sul precariato. "Noi - aggiunge - pensiamo più seriamente e profondamente al lavoro. Invece per il Pdl questa è la settimana del lavoro, la prossima vediamo...".


PD IN ALLERTA - Agli uomini e alle donne del Bottegone non piace né il tono né il linguaggio usato dall'alleato di governo. Man mano che le agenzie di stampa battono i lanci con le sparate del segretario Pdl, in casa dei Democrat si alza la tensione. "Spero siano state mal riportate le affermazioni di Angelino Alfano. Fa parte del peggior repertorio berlusconiano evocare pericoli civili nel caso di vittoria degli avversari alle elezioni. E sinceramente non ci piaceva l'originale, figuriamoci le brutte copie" commenta Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Invito Alfano, in evidente crisi di leadership e di argomenti ad affermazioni di più consistente sostanza politica. Dire bugie e offendere gli avversari, e non solo, è uno sport già praticato dalla destra. Ma quello che è ancora più grave è che questa bassa propaganda sia fatta in questa fase in cui ci sarebbe bisogno di maggiore responsabilità. Per questo siamo preoccupati. Se nel Pdl qualcuno sta pensando di mollare il governo Monti e di cominciare la campagna elettorale ce lo dica chiaramente e si assuma le proprie responsabilità. Certo, se questo è il quid che mancava ad Alfano, stiamo freschi...". 
 

'PROVIAMO ORRORE' - "L'agibilità democratica di un Paese la si vede anche e soprattutto dai diritti civili, individuali e collettivi che vengono o meno rispettati. Una destra modeata e moderna che voglia essere riformatrice e non reazionaria non può accettare posizioni del genere sui matrimoni omosessuali. Proviamo orrore e raccapriccio per questa intolleranza", commenta Giacomo Antonio Portas (Moderati-Pd).

DEBORAH DIXIT - "Con tutto quello che sta succedendo intorno a lui, è un peccato che Alfano non trovi di meglio che usare gli slogan di Giovanardi", commenta l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani. Secondo Serracchiani, "Alfano dovrebbe aver capito che i tempi sono cambiati, e che non sarà per lo spauracchio dei temi etici che si divideranno o compatteranno partiti e coalizioni. Bisogna invece avere il senso delle priorità: questi sono tempi in cui i cittadini chiedono alla politica di tornare seria e concreta, e di risolvere i problemi pressanti del lavoro e del costo della vita". Per l'esponente democratica inoltre "mettere il Pd, che sostiene il governo Monti, tutto in un mazzo con i partiti della sinistra radicale, è un trucchetto non all'altezza delle doti politiche di Alfano. Non ci non casca nessuno".

LA SFIDA DI BOCCIA - Francesco Boccia, esponente di primo piano dell'ala riformista, prova a stare al gioco pidiellino. ''Se Alfano non vuole che le sue parole sulle banche siano interpretate solo come spunti di propaganda elettorale, ha uno strumento da utilizzare". E subito gli suggerisce din appoggiare la mozione del Pd sul tema. Secondo Boccia, "la politica può fare molto in questo settore, se riesce a dare regole e indirizzi chiari. "Insieme - si augura Boccia - dobbiamo fissare i principi affinché le risorse messe a disposizione dalla Bce vadano alle imprese e dobbiamo insistere perché risulti chiaro chi siano i beneficiari dei prestiti della banca centrale''.


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