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Art.18, Bersani: "Passo avanti importante, ora perfezionare"

Alfano: "E' peggiorato, ma c'è
maggior flessibilità in entrata"

Casini: "Il governo ha lavorato bene in una materia difficile come quella del lavoro". Bonanni (Cisl): "Chiarito in modo ragionevole". Angeletti (Uil): "Era necessario che venissero modificate le norme sui licenziamenti economici". L'Ugl ribadisce il 'no'

Primarie a Palermo. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani: "No a rese dei conti" (foto Ansa)
Primarie a Palermo. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani: "No a rese dei conti" (foto Ansa)

Roma, 4 aprile 2012 - Le novità sull'articolo 18 contenute nell'ultima versione della riforma del lavoro  - con al possibilità di reintegro in caso di licenziamenti economici con infondatezza - finiscono subito al centro dibattito politico. "Quell’articolo non è scritto con la mia penna, ma è un passo avanti importantissimo e risponde alle ansia che si stava diffondendo in milioni di lavoratori". Così Pier Luigi Bersani, che auspica "ora un percorso celere in Parlamento con perfezionamenti". Intervistato al Tg3, rispiondendo a una domanda su quale sarà la reazione della Cgil, dice: "Voglio credere che chiunque possa registrare un passo avanti, un cambiamento rispetto al testo precedente, credo che il mio partito e la nostra gente siano soddisfatti e mi auguro che lo siano tutti".

ALFANO (PDL) - Il Pdl avrebbe approvato la riforma come emersa precedentemente al vertice di ieri sera tra Monti e i segretari di maggioranza, “era un punto decoroso di equilibrio ed era per i mercati un punto d’avanzamento reale sulle libertà economiche. Il Pd ha detto di voler mettere le mani su un punto, noi allora abbiamo ottenuto di mettere nuovamente in discussione altrI punti, quello delle partite Iva, quello la flessibilità in entrata”. Così a Porta a Porta il segretario del Pdl Angelino Alfano.

“Abbiamo dunque avuto soddisfazione su tre o quattro questioni, non solo le partita Iva. Abbiamo migliorato l’apprendistato e i contratti a termine. Altrimenti sarebbe peggiorata la situazione dell’articolo 18 e si sarebbero lasciate alcune rigidità volute dalla Cgil” sulla flessibilità in entrata.

“L’accordo si regge sulla parola, è un impegno sulla parola tra noi e il premier, per quanto mi riguarda tra il Pdl, Fornero e il premier”, nelle scorse settimane “abbiamo lavorato per un’intesa generale che non c’è stata perché il Pd non ce l’ha fatta a non rimettere in mezzo i giudici su un pezzo dell’articolo 18”, ha detto Alfano.

CASINI (UDC) - "Il Governo ha lavorato bene in una materia difficile come quella del lavoro. Ha ascoltato le parti sociali, si è consultato con i partiti della maggioranza e poi ha deciso come è giusto che sia. Adesso ci apprestiamo al confronto parlamentare con costruttiva serenità. C'è stato un ottimo lavoro collettivo ma in particolare mi sento di esprimere apprezzamento verso il Ministro del Lavoro Elsa Fornero. Dalla previdenza al mercato del lavoro esprime certamente un altissimo tasso di produttività tra i Ministri del Governo". Lo dichiara in una nota il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

DI PIETRO  (IDV) - "Stanno recitando la commedia degli equivoci. Il governo getta fumo negli occhi dei lavoratori per coprire la vera natura del provvedimento: varare in Italia una legge per avallare i licenziamenti facili". Lo affermano in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi, che aggiunge: "Oggi l’articolo 18 stabilisce che un giudice, se non esiste un giustificato motivo per il licenziamento in aziende sopra i 15 dipendenti, reintegra il lavoratore al proprio posto. Stiamo parlando di 50 casi l’anno su circa 800mila interruzioni di lavoro. Secondo la nuova formulazione della norma - aggiungono Di Pietro e Zipponi - il giudice dovrebbe decidere se esiste o no il motivo economico. Se effettivamente questo motivo ci fosse, ma il licenziamento fosse ingiustificato, perché eccessivo o perché vi sono alternative, il lavoratore licenziato non sarebbe reintegrato, ma avrebbe solo un’indennità. Se invece il motivo economico fosse falso, il giudice potrebbe scegliere tra l’indennità e il reintegro. Insomma, viene demolito il punto di diritto fondamentale: il reintegro automatico laddove il giudice dichiari ingiustificato il licenziamento".

VENDOLA (SEL) - "Ha ragione il presidente Monti. Questa riforma è una 'svolta storica'. Una svolta che ricaccia il nostro Paese indietro di 50 anni, cancellando principi cardine della nostra carta costituzionale come la concertazione ed il ruolo dei corpi intermedi". Lo afferma Massimiliano Smeriglio, responsabile nazionale economia e lavoro di Sinistra Ecologia Libertà.

CAMUSSO (CGIL) - "No comment" della Cgil sul ritorno al reintegro per i licenziamenti economici 'insussistenti' o 'infondati'. Dopo la conferenza stampa del premier Mario Monti e del ministro del Welfare, Elsa Fornero, il sindacato guidato da Susanna Camusso conferma di voler "aspettare di leggere il testo" del Ddl prima di dare una valutazione. Più tardi il leader del sindacato Susanna Camusso precisa: "Quando ci sarà un testo scritto della riforma del lavoro, vi diremo se c’è un passo avanti. Non vorremmo ritrovarci sorprese, come in altre occasioni".

BONANNI (CISL) - "Mi pare che la questione che ci preoccupava di più è stata definita in modo ragionevole". E’ questo il primo commento a caldo del Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni in una intervista rilasciata al Tg3 sulla riforma presentata dal Governo. "La raccomandazione fatta da noi al Presidente del Consiglio e che lui raccolse di non far coincidere i licenziamenti economici con eventuali situazioni fraudolente delle aziende è stata chiarita: ci sarà il reintegro nel caso le aziende tenteranno di portare avanti situazioni fraudolente", sottolinea il leader della Cisl. "Ora è arrivato il momento di rasserenare il paese come ci chiede il Presidente della Repubblica, ma soprattutto di risolvere i problemi dell’Italia che sono la mancanza di crescita e l’eccessivo peso fiscale. Per questo noi ci mobiliteremo nei prossimi giorni", conclude. 

ANGELETTI (UIL) - "Per noi era necessario che venissero modificate le norme sui licenziamenti per ragioni economiche" che poteva prestarsi ad un cattivo utilizzo: "Nel senso che delle aziende potevano licenziare per motivi economici lavoratori per altre ragioni immotivate". Ad affermarlo è il leader della Uil Luigi Angeletti al Tg4.
Per Angeletti, "senza accordo nella maggioranza nessuna riforma né questa né un'altra" sarebbe stata approvata dal Parlamento. Per il segretario generale della Uil, comunque, "non ci sono riforme del mercato del lavoro che fanno aumentare l’occupazione. Possono favorire l’occupazione ma quello che creerà posti di lavoro è una buona politica economica, iniziando con una riduzione delle tassi per i lavoratori dipendenti".

CENTRELLA (UGL) - "Purtroppo le parole del ministro Fornero ci convincono ancora di più a dire di no a questa riforma". Lo ha detto Giovanni Centrella, segretario generale dell'Ugl, intervenendo a Sky Tg24 al termine della conferenza stampa del presidente del Consiglio e del ministro del Welfare. Per il sindacalista "persino le parti buone sono state intaccate da quelle cattive: sono state ridotte le mensilità dell'indennizzo per i licenziamenti economici, non è stato aggiunto il reintegro per gli stessi, infine sull'onere della prova a carico del lavoratore non abbiamo ascoltato risposte chiare. Ovviamente per un giudizio più approfondito dobbiamo leggere tutto l'articolato".


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