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Monti: "Italia, sacrifici per tornare influenti"

Viaggio in Libano. Il premier parla ai nostri soldati

Il presidente del Consiglio incontra il capo del governo libanese Nagib Mikati.  Poi l'incontro col contingente di pace durante il quale riparla della riforma sul lavoro: "Sarà capita quando tutti si toglieranno le lenti del corporativismo"

Il premier Mario Monti oggi a Beirut (ANSA / EPA / WAEL HAMZEH)
Il premier Mario Monti oggi a Beirut (ANSA / EPA / WAEL HAMZEH)

Shamaa, 7 aprile 2012 - L'Italia sta vivendo una fase di "strategic review", ovvero "uno sforzo che comporta sacrifici, necessari per riportare il Paese verso la crescita e a un ruolo influente e rispettato nell'Europa comunitaria". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, salutando i militari italiani del contingente Unifil nella base di Shamaa in Libano. Il lavoro per i giovani è ''lo scopo principale'' della riforma del lavoro. ''così come lo è tutta la politica economica del governo - ha spiegato il premier -: una volta che tutti avranno dismesso le lenti del corporativismo lo riconosceranno e parteciperanno allo sforzo collettivo''. E la riforma dei partiti? ''Il governo riflette, prende le sue posizioni ma non le esprime, pur trattandosi di temi importanti, di fronte ai
militari dell'Unifil che meritano più attenzione"
ha svicolato Monti 'sfruttando' la presenza dei militari.

VERTICE BILATERALE - In precedenza il presidente del Consiglio aveva incontrato a Beirut il primo ministro libanese Nagib Mikati: "L'Italia e il suo governo sono al fianco del Libano e ne sostengono gli sforzi per la pace, la stabilità, l'unità e la sovranità del Libano". "In questo contesto - ha sottolineato il capo del Governo italiano - l'Italia resta impegnata con il proprio contingente militare nell'ambito della missione Unifil e senza riduzioni nel prossimo futuro".
 

CAOS SIRIANO - Non è potuta mancare una riflessione sulla ormai evidente lacerazione siriana. L'Italia - ha chiarito Monti - sostiene la missione di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni unite in Medio Oriente e condivide l'impostazione del piano dell'ex segretario generale dell'Onu "mirante ad affrontare in modo congiunto la cessazione delle violenze, il sostegno umanitario e il sostegno politico". "Pensiamo - ha aggiunto Monti, le cui parole sono state riprese dalle telecamere di Sky Tg24 - che il ruolo dell'inviato speciale non debba ridursi a quello di un mediatore tra parti in conflitto ma essere in linea con il mandato conferito dall'Onu".

AGENDA ECONOMICA - L'ultimo passaggio del premier - prima di trasferirsi a Shamaa per l'invontro con il contingente italiano dell'Uifil - ha toccato l'economia . E più precisamente il contenzioso per i lavori di manutenzione eseguiti alcuni anni fa da Enel sugli impianti di Electricitè du Liban. Monti ha auspicato che la controversia trovi un'opportuna mediazione.
 


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