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Pensionati e famiglie povere: il conto a zero spese

Ok del Senato: il decreto fiscale è legge

Il conto corrente sarà a "zero spese" perché le banche e le Poste non applicheranno commissioni, mentre il Tesoro rinuncerà all’imposta di bollo di 34,2 euro

di Nuccio Natoli
 

Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia (Imagoeconomica)
Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia (Imagoeconomica)

Roma, 25 aprile 2012 - DA GIUGNO arriva il conto corrente senza spese. Non per tutti, però. E’ riservato ai pensionati «al minimo» e alle famiglie disagiate. Abi (associazione bancaria), Poste, ministero del tesoro, Bankitalia, hanno siglato una convenzione per non penalizzare le fasce più deboli della popolazione quando, a partire da luglio (lo prevede il decreto Salva Italia), tutti i pagamenti della pubblica amministrazione (quindi pure l’Inps) dovranno essere fatti su un conto corrente. Il conto corrente sarà a «zero spese» perché le banche e le Poste non applicheranno commissioni, mentre il Tesoro rinuncerà all’imposta di bollo di 34,2 euro. La notizia arriva nel giorno del sì del Senato al decreto fiscale che, così, diventa legge.

PER poter avere il conto «zero spese» sarà necessario un Isee (l’«indicatore della situazione economica equivalente» che dà diritto alle prestazioni sociali e ai servizi di pubblica utilità) che non superi i 7.500 euro annui. In pratica, tutti i pensionati al minimo senza altri redditi e le famiglie povere. A voler malignare si possono aggiungere gli evasori fiscali. A conti fatti gli aventi diritto potrebbero essere più di un milione di persone. Le banche e le poste si sono anche impegnate a lanciare un conto corrente «a spese moderate» (ma su questa tipologia resta l’imposto di bollo di 34,2 euro) per chi ha un assegno pensionistico sotto i 1.500 euro al mese. Il conto «zero spese» comprende 6 prelievi mensili allo sportello, 6 bonifici fatti e 36 ricevuti (in un anno), prelievi al bancomat in numero illimitato. Pure il conto «a spese moderate» permette l’uso illimitato del bancomat. La convenzione ha una doppia finalità. Da una parte non penalizzare economicamente i pensionati che da luglio non potranno più riscuotere l’assegno in contanti. Dall’altra, ridurre drasticamente l’uso del denaro contante (definito: inclusione finanziaria), sia per fare diminuire i costi organizzativi delle banche, sia per facilitare la lotta all’evasione fiscale. «Ora abbiamo tutti gli strumenti» dice il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli il quale ribadisce che il taglio delle tasse «non è nella nostra disponibilità in questa fase din consolidamento».

IL PRESIDENTE
dell’Abi, Giuseppe Mussari ha valutato in «850mila i pensionati che non hanno un conto corrente», aggiungendo che le banche si «faranno concorrenza per attrarre nuovi clienti». Da notare che entrambi i tipi di conti correnti agevolati non consentiranno di «andare in rosso», ossia a debito. Ciò permetterà che possano accenderlo anche persone che siano state protestate. L’annuncio del conto corrente «zero spese», o a «spese moderate», è stato accolto con scetticismo dalle associazioni dei consumatori secondo cui è «Un regalo alle banche».
Per i clienti delle banche una novità positiva potrebbe arrivare pure da un emendamento al decreto Salva Italia il quale prevede che non si paghino commissioni extra se si va in rosso per meno di 500 euro e per non più di sette giorni consecutivi in ciascun trimestre.

di Nuccio Natoli
 


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