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"Mi sono fidato troppo e non ho mai scritto o registrato niente”, è lo sfogo dell'ex tesoriere, che aggiunge: "E’ vero che ho firmato tutto quel che è uscito dalle casse della Margherita dal 2001 al 2011, ma chi mi ha detto di farlo?"
Roma, 4 maggio 2012 - Il giorno dopo la richiesta di arresto nei suoi confronti - condita da un buon numero di 'chicche' rese note dalla Procura sul modo di spendere i soldi della Margherita - l'ex tesoriere e senatore Luigi Lusi non tiene la bocca chiusa. E a un paio di quotidiani nazionali rivela che lui ora si sente un vulcano, e se parlasse...
“Mi sento come uno che è stato spremuto e gettato via dalla Margherita”, confida Lusi, spiegando che l’errore è stato proprio fidarsi dei colleghi del partito: “Mi sono fidato troppo e non ho mai scritto o registrato niente”.
Un provvedimento “abnorme e assurdo”, sottolinea il senatore che ammette di “aver commesso i miei errori e me ne sono assunto le responsabilità, ma come si può credere che io per 12 anni abbia deciso da solo dove dovevano andare i soldi? E’ meglio che non parli, perchè mi sento come un vulcano inesploso...”.
Del resto, ragiona Lusi, “la cosa migliore, sempre, è intestare tutto al tesoriere. E’ vero che ho firmato tutto quel che è uscito dalle casse della Margherita dal 2001 al 2011, ma chi mi ha detto di farlo? Penso che questo Paese non ha capito come funzionano i partiti”. La giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, conclude Lusi, “deciderà secondo giustizia, sono persone perbene. Quasi quasi - osserva - spero che dicano sì, così almeno si potrà andare fino in fondo a questa vicenda”.