Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
Parlando a Milano Monti ha detto: "Ci siamo spostati dall'orlo del precipizio, ma il cratere del precipizio si è allargato". Poi a Bologna ha parlato anche del terremoto: "Una ferita profondissima ma che ha dimostrato il tessuto produttivo straordinario di questa terra". Alla Merkel: "Ce la facciamo non perché lo dice lei..."
Bologna, 16 giugno 2012 - Una bella doccia fredda se mai qualcuno - pochi per la verità - pensava che stessimo imboccando la via d'uscita della crisi. Il tunnel resta invece ancora lungo. "Ci siamo spostati dall'orlo del precipizio, solo che il cratere del precipizio si sta allargando e ci sta rincorrendo, siamo di nuovo in una crisi". Lo ha detto il premier Mario Monti, nel corso del suo intervento in mattinata a Milano all'inaugurazione del Vodafone Village (c'è stata una conetstazione di Casapound).
Il premier ha parlato anche di crescita. "La crescita e' un percorso lungo e faticoso, presto credo che vedremo i primi effetti", ha detto Monti all'indomani dell'approvazione del dl sviluppo. "I tempi - ha avvertito - non possono essere misurati sul mese o sul trimestre". Ed ha parlato della fase due. ''Il Governo e' entrato nella fase due e adesso coltiva la crescita''. E sul decreto sviluppo, ha detto: "Non c'è stato alcun cambio di passo, ma continuità".
Affrontando gli altri temi sul tappeto il premier, ha parlato delle dismissioni. ''Abbiamo avviato un'importante politica di dismissioni del patrimonio pubblico. Ci potreste chiedere perche non l'abbiamo fatto subito: sarebbe stato un messaggio sbagliato al mercato e alla comunita internazionale''.
Nel pomeriggio a Bologna, partecipando all'iniziativa "La Repubblica delle idee" (fuori dal teatro scontri tra polizia e manifestanti), Monti ha parlato del terremoto che ha sconvolto l'Emilia. "Questa regione ha avuto una ferita profondissima dal terremoto. E in quest'occasione ha dimostrato ancora una volta il suo tessuto produttivo e sociale straordinario. Ecco perché sono convinto che l'Italia ce la farà. E ce la farà non perchè lo dice la Merkel...".
E''una delle ragioni per cui mi batto perche' l'Italia contribuisca alla riaffermazione dell'Europa e' perche' noi ne abbiamo bisogno piu' degli altri non perche' siamo piu' deboli, ma perche' guardiamo poco al futuro''. Comunque Monti si dice "ottimista sul futuro dell'Italia nonostante le grandi difficoltà, ma diventerei pessimista" se viene meno la casa europea. "Alla Merkel l'ho detto più volte: se fossi tedesco il prodotto d'esportazione di cui sarei più orgoglioso sarebbe la cultura di stabilità". Sempre con riferimento al rapporto con la Merkel, Monti ha detto: "Vorrei correggere percezione che la Merkel non sia sensibile allo sviluppo economico. Io faccio quello che posso per spiegare a lei e agli governanti europei che se un Paese ha un alto debito pubblico ed è a favore di politiche per la crescita non necessariamente aspira a soldi dalla Germania".
Il premier ha detto di vedere "spiragli di uscita in tempi ragionevoli dalla crisi". E sul futuro del suo governo e dei partiti ha sottolineato: "Spero che il nostro bilancio si chiuda positivamente. Quando si tornerà alla normalità di una democrazia elettiva (ma siamo legittimati al 100%) spero che i partiti abbiano dato compimento al miglioramernto di identità e di rapporto con l'opinione puibblica".
Monti ha rivendicato anche l'aver "fatto da soli". "Mi veniva autorevolmente consigliato anche negli Usa di non rischiare troppo, di accettare l'aiuto del fondo monetario. Dicendo no ci siamo assunti rischi. Il nostro è un Paese sempre pronto ad auflagellarsi e avremmo retto male a un sovraccarico di decisione. Preferisco che l'Italia sia governata da italiani a da una estemporanea coalizione formata da Pd e Pdl. Ma italiani. Ce la stiamo facendo da soli e non sotto il tallone di una troika". Poiuna battuta: "Se un giorno rinascesse la Democrazia Cristiana sarei addestrato a farne il vice vice vice segretario".
Monti ha anche difeso la riforma del lavoro del ministro Fornero: "Credo che presto verra' rivalutata anche da coloro che pur avendola confezionata partecipando alle consultazioni ora la criticano'. E inevitabilmente il discorso è andato agli esodati: "E' un tema che ha creato sconcerto nell'opinione pubblica. Prendo l'impegno ad affrontare sollecitamente il problema. Mi impegno ad avere al piu' presto una ricognizione per quanto possibile realistica del fenomeno e a prendere provvedimenti conseguenti".
Monti poi ha ribadito: "Non è vero che Fornero mi ha offerto le dimissioni. Comunque le avrei respinte".
Il premier ha parlato anche delle tasse: "Non possiamo promettere ai cittadini una grossa riduzione delle tasse in tempi brevi".
L'altro tema di questi giorni è la controversa azione del governo in materia di lotta alla corruzione. "Ho fatto un test micro sull'importanza della corruzione incontrando l'emiro del Qatar. Gli ho chiesto: ma voi avete fatto investimenti in Italia nel tempo. Perché non avete fatto di più? Mi ha risposto: corruzione. E' un tema che abbiamo messo sia nel programma di governo e poi abbiamo lavorato". E ha assicurato: "Il disegno legge diventerà legge".
Sempre a Bologna Monti ha fatto accenno alle elezioni in Grecia, auspicando "un voto favorevole al mantenimento di un saldo rapporto tra Grecia e unione europeo. Immagino che la Ue, e parlo da privato cittadino e non da capo di governo che sarà chiamato a decidere, potrebbe eventualmente considerare qualche dilazione" del piano di rientro della Grecia.
Redazione online
Segui le notizie di Quotidiano.Net su Facebook