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L'assise si apre con 'Va pensiero' e tanti slogan. Calderoli: "Ho fatto uun passo indietro, Bobo ha una marcia in più". Fischi a Napolitano e Fornero
ASSAGO (MILANO), 1 luglio 2012 - Roberto Maroni è stato eletto per alzata di mano nuovo segretario federale della Lega nord al congresso al Forum di Assago. Era presente il 97 per cento dei delegati, ha sottolineato Luca Zaia.
L’ingresso del triumviro Roberto Maroni - candidato unico al congresso - al Forum di Assago per la seconda giornata del congresso federale della Lega Nord è stato salutato dai militanti al grido di ‘secessione, secessione’. L'assise si è aperta con l'inno del Carroccio, il 'Va' Pensiero', cantato dal tenore Fabio Valenti, e con il video dello storico intervento di Gianfranco Miglio al congresso del 1994, a Bologna.
E’ il governatore del Veneto a presiedere i lavori dell’appuntamento che nominerà ufficialmente lo stesso Maroni segretario federale. Sugli spalti hanno preso posti i sostenitori, che hanno raggiunto Assago in numero decisamente superiore rispetto a ieri, pur senza riempire il palazzetto.
I BOSSIANI - Alle spalle del palco dei relatori campeggia lo slogan di questa seconda giornata: ‘Prima il Nord’, una scritta verde su fondo bianco affiancata dalla figura di Alberto da Giussano. Tante le bandiere e gli striscioni. E oltre alla scritta 'grande Bobo', che campeggiava anche ieri sugli spalti, oggi sono usciti allo scoperto anche i bossiani, con striscioni come "Bossi: solo con te", "Un solo capo: Bossi" e "Busto è con Bossi".
L'ARRIVO DEL SENATUR - Umberto Bossi è arrivato al congresso in ritardo, cosa che ha costretto gli organizzatori a cambiare l'ordine degli interventi visto che alle 10.30 di lui ancora non c'era traccia.
Non tutti i militanti della Lega Nord riuniti al Forum di Assago hanno voluto accogliere con una standing ovation Umberto Bossi. Il presidente federale del Carroccio è stato accolto da applausi e suoni di trombetta dai militanti.
CHI HA RUBATO? - “La Lega non ha rubato nulla, i ladri sono altri, i farabutti romani”, ha sostenuto Umberto Bossi nel suo intervento al congresso federale, e, dalla platea dei militanti è partito qualche fischio. “Nessuno ha rubato, qualcuno ha aperto fortezza da dentro”, ha aggiunto il senatur.
“Tutto quello che è accaduto nella Lega, è stato studiato a tavolino”, ha aggiunto Bossi riferendosi alle inchieste della magistratura. “La Lega non ha rubato niente - ha insistito - io pensavo fosse troppo scemo il nostro amministratore per essere legato alla ‘ndrangheta. Se era cosi’, pero’, chi lo sapeva lo doveva dire... i servizi segreti lo sapevano”.
E ancora: “Abbiamo aspettato un centinaio di anni da schiavi, non si puo’ cambiare di colpo, ma bisogna andare avanti sapendo che i nostri figli non saranno piu’ schiavi di Roma, ma liberi in Padania. Questo riusciremo a farlo”.
“Mi dicono che sono stato un simbolo perché ho combattuto contro uno Stato forte - ha proseguito - però i simboli servono se vengono utilizzati bene”, ha aggiunto Bossi. “Io ci credo ancora alla Padania al superamento del centralismo. Se ci fossero ancora i milioni di ragazzi morti nella prima guerra mondiale, oggi sparerebbero verso roma e verso il centralismo romano”.
IN ALTO LE SCOPE - Bossi ha attaccato “quelli che alzavano le scope”, cioè i militanti leghisti, in grande maggioranza maroniani,(VIDEO) che in occasione di una manifestazione a Bergamo dopo l’avviso di garanzia al tesoriere Belsito chiedevano pulizia all’interno del movimento. “Quelli che alzavano le scope - ha detto Bossi - non hanno capito che la cosa era organizzata. Di più. Spesso quelli che alzavano le scope se si andasse a fondo, farebbero meglio a non alzarle troppo. Perché c’è n’è uno poi, è ridicolo, alzava la scopa, gridava e poi il suo autista, invece di farlo pagare dal suo comune, lo faceva pagare alla Lega. Meglio essere tranquilli”.
Secondo alcuni fedelissimi bossiani il riferimento di Bossi è all’autista del sindaco di Verona Flavio Tosi.
MARONI - ''Via da Roma sarà la strada'' che significa ''lasciare tutte le poltrone romane'': ecco come Roberto Maroni al congresso della Lega Nord che deciderà se la delegazione del Carroccio abbandonerà il Parlamento.
“L’impegno della Lega è qua. Via da Roma può essere la strada e se sara’ la strada, allora via da Roma”, ha detto Maroni. “Il problema sono le alleanze? Ma chi se ne frega di allearsi con chi sostiene il governo Monti - ha proseguito - via da Roma vuol dire via dalle poltrone, via dalla Rai, via dai doppi incarichi”.
“Noi non siamo contro l’Europa né contro l’euro però serve una nuova Europa. Noi siamo disponibili a costruire una nuova Europa senno’ e’ meglio uscire dai tanti vincoli e dall’euro e ci libereremo dalle zavorre che abbiamo”.
E sullo scandalo che ha travolto il Carroccio: “Basta con le beghe interne e piangerci addosso. Non ne posso piu’. E’ successa una cosa brutta, ma io non credo ai complotti. Continueremo a fare pulizia”.
“La Lega - è il programma - deve diventare il primo partito di tutte le regioni della Padania: questo è l’obiettivo, il territorio è la chiave del successo”, e la questione settentrionale deve tornare a essere “fondamentale”.
Sul partito, Maroni assicura: “Oggi non c’è una nuova Lega, oggi riparte la Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Dobbiamo tornare a parlare alla gente di cose concrete, di problemi concreti”, ha esortato l’ex ministro dell’Interno, che si e’ detto molto “emozionato e commosso” dall’accoglienza dei militanti. “Abbiamo passato momenti duri, difficili - ha continuato - non sara’ facile recuperare la fiducia di chi non ci ha votato piu’ perche’ convinto che la Lega sia uguale agli altri partiti”.
Poi Maroni saluta la platea con queste parole: "Sono un semplice militante della Lega momentaneamente incaricato di un compito che fa tremare i polsi, dopo tanto tempo di Umberto Bossi. Per me è mio fratello, lo porterò sempre nel cuore, ma oggi inizia una frase nuova”.
“Cominciamo a lavorare subito, non c’è tempo da perdere - ha detto - Sono uno di voi, voglio che mi consideriate tale. La porta sarà sempre aperta. Sono a disposizione dei militanti”, ha concluso, con un’esortazione: “Statemi vicino”. Maroni ha anche annunciato che il suo vicario sarà del Veneto.
CALDEROLI SI FA DA PARTE - "Io sono l’unico a cui Umberto Bossi e Roberto Maroni hanno chiesto di candidarsi a segretario federale. Ma ho detto di no per il bene della Lega perché sono amico di tutti e due e Maroni ha una marcia in più di me - ha detto Roberto Calderoli - Ho preferito lavorare mettendomi a scrivere l’intesa fra Bossi e Maroni: l’ho fatta con il cuore e ne sono orgoglioso, perché non esisterebbe una Lega senza Bossi e Maroni".
NUOVO STATUTO - I delegati hanno approvato per alzata di mano un nuovo Statuto proposto dal Consiglio federale che regola la gestione del movimento e che da oggi tra l’altro affida il ruolo di presidente a vita ad Umberto Bossi e rende la Lega una confederazione (non piu’ una federazione) in modo da garantire maggiore autonomia decisionale delle varie anime territoriali.
FISCHI A NAPOLITANO E FORNERO - Fischi a Giorgio Napolitano dai militanti leghisti. “Come si fa a criticare il Senato perché ha deciso con la maggioranza che ha vinto le elezioni del 2008?”, ha chiesto l’europarlamentare, Francesco Speroni, con riferimento alle perplessità espresse del capo dello Stato sulle riforme.
La frase di Speroni è stata accolta dai fischi dei militanti, che sono tornati a manifestare disapprovazione quando il capogruppo alla Camera, Gianpaolo Dozzo, ha nominato Elsa Fornero, ricordando che il Carroccio ha presentato una mozione di sfiducia contro il ministro in Parlamento. “Al capo dello Stato non piace la democrazia, a noi si’”, ha attaccato Speroni, tra gli applausi.
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