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La bozza: taglio di dirigenti e dipendenti della P.A. Via alla riduzione delle Province. Blocco delle tariffe. Riduzione dei compensi pagati ai Caf. Taglio dei permessi sindacali. Stretta sulle auto blu. Palazzo Chigi: infondate le anticipazioni sulla bozza
Roma, 3 luglio 2012 - Quella che si appresta a fare il governo "non è un’altra manovra ma una operazione strutturale di spending review per eliminare gli sprechi. Non ci sarà riduzione di servizi ma la priorità è far emergere cosa salvaguardare e cosa ridimensionare". E’ quanto dice il premier Mario Monti agli enti locali, secondo quanto riferisce una fonte presente al tavolo. Per fare fronte alla questione degli esodati e ai danni del terremoto ed evitare un aumento dell’Iva - rileva il premier - serve "una cifra molto più alta di 4,2 miliardi".
LE MISURE - Dalle riunioni filtrano intanto le misure che dovrebbero essere contenuto nel provvedimento. Tra le più significative la stretta nella pubblica amministrazione, con il taglio del 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendenti. Stop ai concorsi pubblici fino al 2016. Via alla riduzione delle Province.
PALAZZO CHIGI: CONTENUTI BOZZA INFONDATI - “In merito alle notizie di stampa relative ai contenuti del decreto sulla spending review pubblicate nel corso della giornata il Governo chiarisce che ogni contenuto diffuso è da considerarsi privo di fondamento”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. “Il Governo precisa che il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati”, si legge ancora nella nota.
GRILLI ALLA CAMERA - "Il governo se ha agito attraverso lo strumento del decreto legge è perché ritiene che ci sia una vera emergenza nel ridisegnare la macchina dello Stato". Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione in commissione Finanze della Camera sulle tematiche relative alla razionalizzazione dell’Amministrazione finanziaria.
LA MISSIONE: EVITARE L'AUMENTO DELL'IVA - Il decreto sulla spending review per il 2012 "è uno strumento misurato per evitare l’aumento dell’Iva", spiega Grilli ai giornalisti che chiedono quanto peseranno i tagli quest’anno. Sull’aumento della portata del decreto, per venire incontro a nuove esigenze, come quelle legate al sisma dell’Emilia, Grilli si è limitato a rispondere: "Ne stiamo discutendo adesso".
LAVORI IN CORSO - La spending review "è un cantiere e continuerà", dice ancora Grilli. La spending review, ha aggiunto Grilli, "è chiaro che non si fa in un mese e poi si dimentica. Review - sottolinea il viceministro - vuol dire continuare a guardare all’interno della pubblica amministrazione per efficientarla, per ridurre i costi: e’ un processo che non si interrompe domani".
TARIFFE - No comment del viceministro dell’Economia sulle indiscrezioni di stampa riguardanti un blocco delle tariffe nell’ambito del provvedimento. "Non posso parlarne oggi, non faccio nessun commento", ha detto Grilli ai cronisti a margine di un’audizione alla Camera.
ITALIA SORVEGLIATA - Durante l'incontro con gli Enti locali, Grilli ha sottolineato che la decisione sulla spending review è urgente anche per l’attesa da parte di Bruxelles e in questo senso l’Italia è sempre sorvegliata speciale a livello europeo.
SQUINZI - "Mi auguro che dallo spending review ci sia veramente la possibilità di avere fondi disponibili per pagare i fornitori e anche per destinare quota parte di queste risorse agli investimenti che sono necessari". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all’assemblea annuale dell’Unione industriale a Pisa. "Dobbiamo - ha concluso - far ripartire l’edilizia, il mondo delle costruzioni perché, non dimentichiamolo, è il modo più virtuoso per far ripartire la crescita".
LA RABBIA DELLA CAMUSSO - "E’ evidente che se il governo pensa di procedere al taglio degli organici e alla riduzione dei servizi getta benzina su una situazione molto difficile": così il leader della Cgil, Susanna Camusso, poco prima dell’incontro con il governo sulla spending review. E avverte: attenzione al "conflitto sociale". Al termine dell'incontro rincara la dose: "Abbiamo trovato un governo reticente e criptico nel dire cosa intende mettere nel provvedimento che farà venerdì. Questo ci ha preoccupato". Il segretario Cgil dà un "giudizio negativo" sul metodo e sul merito.
BONANNI - "Sulla riduzione del personale non tutte le amministrazioni sono uguali. Negli enti pubblici c’è un dirigente ogni 50 dipendenti, nelle Regioni un dirigente ogni otto". E’ quanto ha affermato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo al tavolo a Palazzo Chigi sulla spending review. "Bisogna stare attenti a non fare di tutta un’erba un fascio - ha aggiunto - speriamo che per la riduzione degli impiegati si trovi una soluzione equilibrata in armonia con la vertenza degli esodati rispetto alla quale sono stati fatti passi avanti. Buon notizia la stretta sugli acquisti della PA per ridurre i costi, ma ora serve concertazione con le parti sociali altrimenti non ce la farete a ridurre le convenzioni, gli appalti e le esternalizzazioni".
ANGELETTI - Netto anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti, uscendo da Palazzo Chigi. Siete soddisfatti? "No", replica. "Non credo si possa evitare lo sciopero generale se ci saranno solo tagli lineari" come quelli annunciati sui pubblici dipendenti.
I SINDACATI - Poi in serata arriva la nota congiunta dei sindacati. Secondo Cgil-Cisle Uil la Spending Review "avrà come unica conseguenza l’accentuarsi delle ragioni di dissenso su scelte che intendiamo contrastare con forza, ritenendole inaccettabili". ’’Serve un confronto vero - dicono i sindacati - per una riorganizzazione della Pa che coinvolga i lavoratori pubblici. In assenza di questo decideremo le mobilitazioni più opportune’’.
"Nonostante le dichiarazioni preventive del premier Monti, quella che il Governo ha illustrato oggi è una vera e propria manovra economica. Una manovra, l’ennesima in due anni che, sia nel metodo che nel merito, non si discosta affatto dalle impostazioni di quelle precedenti’’, afferma la nota firmata da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Uil-Pa, Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola. "Le uniche cifre certe dichiarate oggi dal Governo sono quelle relative al taglio lineare delle dotazioni organiche di dirigenti e personale (20% e 10%); poco su una credibile lotta agli sprechi, sulle auto blu e su quella enorme quantita’ di spesa pubblica aggredibile immediatamente, come quella rappresentata dalle migliaia di societa’ pubbliche. L’esempio lampante e’ dato dai preannunciati interventi sulle consulenze: un obiettivo, quello del Governo, non solo fumoso ed indeterminato, ma anche minimale negli effetti concreti’’.
Oggi al tavolo a Palazzo Chigi, secondo i sindacati, ciò che è emerso ‘’chiaramente è solo il rischio concreto di abbassare, attraverso la messa in mobilità e l’eventuale licenziamento di lavoratrici e lavoratori pubblici, precari e a tempo indeterminato, i livelli di welfare, di protezione sociale e dei servizi ai cittadini: ulteriori problemi per le persone, sempre meno garantite nei loro diritti di cittadinanza, ulteriore disoccupazione e mobilità". Il Governo, dicono ancora, ‘’con la conferma di un metodo che pensavamo ormai tramontato, quello della semplice comunicazione dei provvedimenti e non della concertazione, viene meno agli impegni presi e non rispetta l’intesa sul lavoro pubblico sottoscritta un mese fa con le parti sociali".
GLI ENTI LOCALI - Giudizio negativo anche dagli Enti locali: "Siamo disponibili a lavorare sui costi standard ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali", ha detto il presidente dell’Anci Graziano Delrio al termine dell’incontro con il governo. "Il provvedimento - ha detto - è impostato bene ma mancano i dettagli delle cifre negli ultimi anni i Comuni hanno subito tagli per circa 8 mld tra tagli delle manovre e Patto di stabilità" .
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