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Crisi, la Francia accelera
sullo scudo anti-spread
Monti striglia i Paesi del Nord

Merkel: "L'unione monetaria
non è abbastanza forte"

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è intervenuto al summit economico di Aix en Provence sottolineando che l'Eurozona non deve isolarsi e che l'Italia "non è un Paese debitore e non ha mai chiesto aiuti"

Francois Hollande e Angela Merkel (Ansa)
Francois Hollande e Angela Merkel (Ansa)

Roma, 8 luglio 2012 - "Dobbiamo parlare subito, già nell’Eurogruppo di domani, di unione bancaria e scudo anti-spread per aiutare chi, come l’Italia, ha un problema con la volatilità dei tassi", ha detto il ministro dell'Economia francese Pierre Moscovici al termine del bilaterale con il premier Mario Monti. Nell’ultimo vertice Ue, ha spiegato il ministro, "abbiamo trattato le emergenze, ma ora dobbiamo creare un nuovo sistema" e, aggiungono fonti francesi, la difficoltà dei prossimi giorni è proprio l’applicazione delle decisioni del vertice di Bruxelles.

MERKEL - L’unione monetaria dell’euro "non è abbastanza forte" e per questo bisognerà passare all'"unione politica", anche se sarà una "fatica di Ercole", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel intervenendo a Reims al fianco di Francois Hollande per i 50 anni della riconciliazione franco-tedesca. "L’Europa può uscire più forte dalla crisi se abbiamo chiaro in mente che la nostra chance è restare uniti", ha detto ancora la Merkel.

E MONTI ATTACCA I PAESI DEL NORD EUROPA - "L’aumento degli spread dopo il vertice Ue è dovuto anche a dichiarazioni, che considero inappropriate, di autorità di Paesi del Nord che hanno avuto l’effetto di ridurre la credibilità delle decisioni prese dal Consiglio Ue": lo ha detto Mario Monti. Finlandia e Olanda sono i Paesi che hanno seminato dubbi dopo il summit.

L'INTERVENTO DI MONTI AL SUMMIT ECONOMICO DI AIX EN PROVENCE - “Sono un po’ incerto sul fatto di perseguire un’integrazione economica e politica solo basata sull’Eurozona - ha detto il premier italianoSo che in Francia è la visione più diffusa, ma ho un po’ di remore su questo: sarebbe meglio non isolarci troppo dai membri che non fanno parte dell’Eurozona. Negli ultimi 5 anni - ha aggiunto Monti - il ruolo dell’Ue sulla scena globale è aumentato e diminuto”.

Secondo Monti, c’è “più domanda d’Europa nel mondo”, ma “credo che i nostri amici asiatici e americani, se possono avere qualcosa di cui lamentarsi, sia l’incapacita dell’Europa di rispondere alla domanda che c’è di lei”. “Per alcune ragioni - ha detto quindi Monti - siamo un po’ timidi: non riusciamo a fornire su scala globale materiale per gestire la globalizzazione, anche se siamo stati i primi a inventare in questa integrazione in termini positivi”.

“Questo - ha detto ancora il premier - è dovuto a profondo cambiamento della mappa interna dell’Ue. Noi siamo stati bravi a proiettare all’esterno un modello di integrazione e governo quando si è trattato di governare anche su grandi differenze, ma - ha aggiunto Monti - non siamo capaci di gestire asimmetrie all’interno dell’Ue quando si parla di credito e debito. Questo è il motivo per cui ci troviamo nella situazione paradossale di avere la migliore posizione di aggregato macroeconico ma di parlare troppo della gestione delle differenze: alla fine, proiettiamo all’esterno un’immagine che fa preoccupare, soprattutto gli amici americani e asiatici, che vogliono mettere l’Ue su banco degli imputati”.

In conclusione, secondo Monti “a differenza della fase precedente, dove c’era un’integrazione aeconomica reale, qui, quando si parla di divergenze, riportiamo in auge dei vecchi pregiudizi pericolosi e rischiamo di minare e invertire la tendenza di questa integrazione. Dovremo quindi lavorare molto - ha concluso il presidente del Consiglio - sulla mappa interna dell’Ue ed estrarre da ogni stato membro qualcosa per la governance interna. Se dovessimo apparire come una creditocrazia sarebbe difficile portare avanti una governance europea”.

OTTIMISTA SULLA CRISI - “Io sono moderatamente ottimista, anche se stiamo attraversando una grande crisi”, ha detto Mario Monti. Se guardiamo agli anni dal 1995 a oggi, ha sottolineato Monti, “vediamo che l’Europa ha costruito una grande integrazione, un mercato e regole comuni e persino una costituzione. Gli stati Uniti quanto ci hanno messo?”.

ITALIA VIRTUOSA - L’Italia non è un Paese debitore e non ha mai chiesto aiuti, ha sottolineato il presidente Monti. “E’ curioso che l’Italia - ha detto il premier - sia considerata dai paesi del Nord Europa come un Paese debitore anche se non ha mai chiesto aiuti e ha contribuito come gli altri al sostegno di Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna”.

SULLA GERMANIA - E’ importante che “la Germania non sia legata a un senso dell’immediato, ma che lavori sul lungo termine”,  ha detto il presidente del Consiglio.

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