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Il premier se ne va, l'Eurogruppo continua. Fonti italiane: "Nessun retroscena. La discussione sullo scudo anti-spread si è già svolta ed è andata bene". Per la presidenza dei 17 si profila un mandato 'a tempo' per Juncker
Bruxelles, 10 luglio 2012 - Mario Monti se ne va, ma l'Eurogruppo continua. Il premier italiano ha lasciato il vertice di Bruxelles intorno alle 22. "Non c'è nessun retroscena", si affrettano a dichiarare fonti italiane, anche perché la discussione più importante per il premier italiano, ovvero quella sullo scudo anti-spread, "si è gia svolta".
Le stesse fonti riferiscono che il confronto "è andato bene. Sono stati confermati i risultati del Vertice Ue, con in più alcuni dettagli che saranno contenuti in una dichiarazione che l’Eurogruppo diffonderà al termine della riunione".
A quanto filtra, anche il tema sugli aiuti alla Spagna è già stato affrontato dai 17; a discutere degli ultimi punti all’odg, la Grecia, Cipro e la successione di Juncker è comunque rimasto il viceministro Grilli.
SPAGNA, UN ANNO IN PIU' PER GLI OBIETTIVI DI DEFICIT - A Bruxelles si è raggiunta l'intesa sulla nomina dell’attuale governatore della Banca centrale lussemburghese, Yves Mersch a membro del direttorio della Bce. La nomina, raccomandata dall’Eurogruppo, permetterà di sbloccare il dossier sulla procedura per deficit eccessivo della Spagna, concedendo a Madrid un anno in più per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Era l’insistenza di Madrid per un candidato spagnolo, infatti, che non aveva finora permesso il via libera a Mersch.
JUNCKER, CONFERMA 'A TEMPO' - Secondo alcune indiscrezioni, si sarebbe trovato pure l'accordo interno all’Eurogruppo per confermare Jean Claude Juncker presidente, con l’idea di far durare il suo mandato meno dei 2 anni e mezzo previsti. Negli ultimi mesi la candidatura più accreditata è stata quella del tedesco Wolfgang Schaueble, ma non è mai stata vista con favore da Parigi.
I TEMI DELL'EUROGRUPPO - Intanto si discute sulle modalità della ricapitalizzazione delle banche. Una questione è sorta sulla necessità o meno di garanzie da parte dello stato che chiede un tale intervento al Fondo anti-crisi, sul quale e’ emersa una divergenza di interpretazione tra Consiglio Ue e Commissione europea. La linea della Commissione è che quando l’Esm potrà ricapitalizzare le banche, che sarà possibile solo quando ci sarà una supervisione bancaria centralizzata (avverrà non prima di 6-9 mesi nella migliore delle ipotesi), “non ci sarà bisogno di alcuna garanzia”.
Una fonte tecnica del Consiglio Ue aveva però indicato che l’Esm “non potrà assumere una partecipazione bancaria senza una garanzia dello Stato”. Italia, Francia e Spagna premono per accelerare i passi verso la cosiddetta ‘unione bancaria’ (affinchè un meccanismo operativo sia in pista entro fine anno), la Bce insiste sul fatto che le cose devono essere fatte bene e che non è un dramma se per qualche mese in più il finanziamento per le banche pesera’ sul debito pubblico della Spagna (gli impegni dell’Efsf pesano sul debito, quelli dell’Esm no). Fonti Ue indicano che la supervisione non potrà essere operativa che dalla seconda metà 2013.
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