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La speranza è l'ultima a morire. E Gianni Speranza, sindaco della terza città calabrese, importante snodo tra Tirreno e Ionio che vive con la 'ndrangheta in casa, chiede di rivedere il piano annunciato
Roma, 14 luglio 2012 - Calma con la spending review. Soprattutto in ambito giudiziario e nei territori ad alta densità mafiosa. Dove chiudere un palazzo di giustizia non vuol dire necessariamente risparmiare, ma forse in prospettiva rimetterci economicamente e, intanto, perderci di sicuro un po' di faccia, allontandando un simbolo della presenza forte dello Stato dalla vista quotidiana dei cittadini (e dei delinquenti).
COORDINAMENTO PARLAMENTARI - Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, dopo all'annuncio del ministro di Giustizia Paola Severino, di rivalutare l'eventuale soppressione di alcuni tribunali in base ad evidenti motivi oggettivi, ha scritto al ministro stesso, oltre che ai presidenti ed ai membri delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato e ha chiesto ai parlamentari lametini "di incontrarsi lunedì prossimo prima dell'avvio della settimana dei lavori parlamentari per concordare le iniziative da portare avanti".
PERCHE' NO - "Nei prossimi giorni - si legge nel testo - sarete chiamati ad esprimere il vostro parere sul progetto di decreto legislativo di riordino degli uffici giudiziari predisposto dal Ministro Paola Severino. Già nelle scorse settimane, a questo proposito, avevo trasmesso le delibere adottate dal Consiglio Comunale della città e la risoluzione congiunta dei Consigli Comunali riuniti dell'intero comprensorio per mettere in luce tutte le ragioni che rendono sbagliata, irragionevole ed inefficiente la chiusura degli uffici giudiziari di Lamezia".
RAGIONI OGGETTIVE - Segue elenco delle ragioni che consigliano la decisione - "non campanilistica ma oggettiva" di mantenere in città gli attuali uffici giudiziari: "Lamezia con i suoi 160,24 Km² è la seconda città per estensione della Calabria e con i suoi 71.324 abitanti è la terza città della regione per popolazione. Questo dato, inoltre la colloca come la 12ª più grande città non capoluogo di Provincia del Paese ed in assoluto la 79ª sugli 8.094 comuni italiani".
PARADOSSO FINALE - "L'applicazione di criteri molto astratti, contenuti nella delega, in Calabria produrrebbe quindi - secondo il sindaco - la soppressione dei nostri uffici giudiziari ed il loro mantenimento in sei città più piccole per estensione, rispetto a Lamezia ed in cinque di loro inferiori per numero di abitanti".
DATI PESANTI - "Lamezia - informa il primo cittadino - è inoltre la quarta città, con i suoi 114 istituti scolastici, per presenza di scuole ed ha la più grande area industriale della Calabria, estesa per 1.050 ettari. La città, inoltre, è sede del principale aeroporto internazionale regionale e rappresenta, per il collegamento Ionio-Tirreno, uno snodo strategico dal punto di vista logistico sia in relazione alla rete ferroviaria che a quella stradale e autostradale. Purtroppo la città ed il suo comprensorio subiscono anche la presenza della criminalità organizzata che ha determinato negli ultimi dodici anni ben due scioglimenti del Consiglio comunale ( 1991 e 2002 )". A Lamezia la 'ndrangheta è di casa e la chiusura del Palazzo di Giustizia non dispiacerebbe affatto alle 'ndrine. Anzi.
PRESENZA FORTE - E poi il tribunale funziona. "Voglio ricordare che solo nell'ultimo anno (2011), esclusi i procedimenti di carattere penale, si sono registrati 3.209 procedimenti per il contenzioso civile, 1.645 per lavoro e previdenza, 973 volontaria giurisdizione, 131 per procedure concorsuali, 114 esecuzioni immobiliari e 1.356 esecuzioni mobiliari il cui valore complessivo è stato valutato in circa 1 miliardo e 400 milioni di euro", informa il sindaco, secondo il quale l'impossibilità di procedere ad agili ed efficienti accorpamenti di uffici con altre sedi produrrebbe "ulteriori inefficienze e ritardi drammatici nell'amministrazione della giustizia ai danni di tutti i cittadini ed un aumento, invece che una riduzione, dei costi a carico della collettività". Ora la palla torna al minsitro Severino. Non sarà facile giocarla.
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