Bologna
/ Ancona
/ Ascoli
/ Cesena
/ Civitanova Marche
/ Fano
/ Fermo
/ Ferrara
/ Forli
/ Imola
/ Macerata
/ Modena
/ Pesaro
/ Ravenna
/ Reggio Emilia
/ Rimini
/ Rovigo
L'ex premier Silvio Berlusconi riprende in mano le redini del partito e riunisce a porte chiuse un gruppo di economisti in Brianza. Perplessità degli ex An e dei 'frondisti' sull'ipotesi del ritorno al '94
Lesmo (Monza-Brianza), 16 luglio 2012 - Ritorno al ‘94? Il Pdl non torna indietro: conserverà il suo nome, cambierà nel simbolo e, forse, negli uomini, ma Forza Italia non resusciterà. Almeno non nella forma e con le modalità spiegate da Berlusconi al quotidiano Bild. Perché oggi è lo stesso Cavalire che quella intervista la rimette a punto: "Nell’intervista apparsa sul giornale Bild, l’idea del cambio di nome dal Popolo delle Libertà a Forza Italia è stata equivocata trattandosi, com’è logico ed evidente, non già di una decisione assunta, ma solo di una proposta da discutere nelle sedi proprie". Nulla di definitivo, dunque. Qualsiasi scelta sarà assunta collegialmente.
IL SEGRETARIO - Prima della precisazione dell’ex presidente del Consiglio, l’intervista aveva suscitato le reazioni di tutto lo stato maggiore di via dell’Umiltà, a partire dal segretario politico del Pdl, Angelino Alfano: "Il Popolo della Libertà è un progetto nato da una straordinaria intuizione che ha consentito di raccogliere i voti di milioni di italiani: a quel progetto siamo affezionati", aveva sottolineato Alfano rimandando la questione al vaglio degli organi previsti dallo Statuto. Insomma, niente remake del 'predellino'.
MALUMORI TRA GLI EX AN - "Certamente non credo che ci sia una decisione in tal senso, che per me sarebbe sbagliata", erano state le parole del coordinatore Ignazio La Russa: "Il progetto del Pdl - ha aggiunto - è stato voluto da Berlusconi e deve continuare. Discuteremo non con un’intervista ad un giornale straniero ma di persona e negli organi di partito". Ma lo stop a qualsiasi ipotesi di ritorno al passato è unanime tra gli ex An: Gasparri si dice "pronto a sostenere la candidatura di Berlusconi con lealtà", ma giudica "negativamente ogni ipotesi di scomposizioni del Pdl o ritorni a sigle del passato". Il senatore Andrea Augello si limita a giudicare "irricevibile sul piano del metodo e dello stile politico che questo tipo di messaggi giunga senza alcun dibattito preventivo". Fabio Rampelli ha citato Eraclito nel dire che "è impossibile bagnarsi due volte nelle acque dello stesso fiume".
GLI EX AZZURRI - Tra gli ex di Forza Italia c’è maggiore cautela nel valutare l’intervista a Bild. Per Giancarlo Galan quella di Berlusconi sarebbe stata una scelta "coraggiosa. Penso agli anni in cui nacque Forza Italia come a tempi pieni di speranze e di gioia", ribadisce l’ex ministro che si dice "felice ma preoccupato perché dobbiamo ricominciare sapendo di aver commesso errori gravissimi". Anche Roberto Formigoni ha ricordato che "il nome Forza Italia è importante nella nostra storia, è il nome che ci ha fatto vincere in diverse occasioni". E Mariastella Gelmini: "Il punto non è il nome, dobbiamo pensare al programma”".
CICCHITTO 'POMPIERE' - Da Fabrizio Cicchitto arriva un appello all'unità, per far fronte alle turbolenze interne: "Leggiamo esternazioni di chi si augura rotture rispetto all’attuale configurazione politica del Pdl. Francamente ci sembrano follie", dichiara. "E’ così impegnativa la battaglia politica che ci attende per le prossime elezioni politiche - prosegue - che tutto si può fare tranne auspicare rotture fra le forze che hanno dato vita al Pdl. Anzi, questo è il momento dell’unità, al di là del dibattito sulle sigle che francamente non ci appassiona".
ROTONDI: LASCI A ME IL PDL - "Sono anche io affezionato al ricordo di Forza Italia, quindi non ho niente in contrario al suo ritorno. Ma, avendo fondato e addirittura ideato il Pdl, ho il diritto di chiedere a Berlusconi se me lo lascia. Di me si è sempre potuto fidare, non vedo perché dovrebbe negarmi il diritto al rottame.
Tutti pensano che io scherzi, ma la mia non e’ una provocazione. Potrei svolgere un compito utile restando coerente alla mia idea di un partito berlusconiano fondato sull’incontro di centro e destra, cattolicesimo sociale e metodo liberale", dice l'ex ministro Gianfranco Rotondi.
ECONOMISTI RIUNITI A VILLA GERNETTO - Un summit lungo un’intera giornata, durato oltre otto ore, a Villa Gernetto, ha visto riuniti economisti europei e americani, con l’ex premier Silvio Berlusconi e l’ex ministro Antonio Martino, per parlare di Unione Europea e dei problemi legati all’euro. Una sorta di brainstorming iniziato intorno alle dieci di questa mattina, al quale ha partecipato anche l’ultimogenito del Cavaliere, Luigi, che ha lasciato la settecentesca residenza brianzola, sede della futura università del pensiero liberale, nel primo pomeriggio. Poco prima delle 18,30 anche il premier e gli economisti che hanno partecipato al workshop hanno lasciato Villa Gernetto, senza fare alcuna dichiarazione. Nulla è trapelato sulle possibili 'ricette' contro la crisi di cui si è parlato durante il summit, né sull’identità dei partecipanti.
Segui le notizie di Quotidiano.Net su Facebook