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Il premier vede uno spiraglio, per l'Italia e per l'Europa. Per il Presidente del Consiglio, arrivare al voto senza l'accordo fra i partiti sulla legge elettorale sarebbe "lo scenario peggiore". Quando gli chiedono se si candiderà nel 2013, risponde: "Non ci sento..."
Roma, 31 luglio 2012 - La fine della crisi è vicina, parola di Mario Monti. Il premier apre la trasmissione 'Radio anch'io' e si sbilancia sulla congiuntura economica: "La fine del tunnel sta incominciando a illuminarsi e l'Europa si sta avvicinando alla fine".
Monti si concede una risata e una battuta, commenta con un “nemo propheta in patria” il desiderio di un ‘Monti spagnolo’ che gli viene prospettato dall’intervistatore.
LEGGE ELETTORALE - Poi il premier ritorna serio ed entra a pié pari sul tema della legge elettorale. Per Monti lo scenario peggiore sarebbe quello con elezioni "sì a scadenza naturale, ma senza la riforma della legge elettorale e in un clima di disordinata rissa tra i partiti”.
SENZA RIFORMA, RISCHIO SPREAD - In questo caso, "i mercati sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su cosa succederà dopo questo governo”. Il voto senza riforma “darebbe ai cittadini la sensazione che la politica, ha fatto sì tanti sforzi per sostenere un governo che ha fatto scelte impopolari, ma non ha fatto i compiti in casa propria". Il presidente del Consiglio ribadisce: "Bisogna seguire il monito di Napolitano".
Quando l'intervistatore gli chiede se intenda scendere in campo in vista delle prossime elezioni, il premier risponde: "Sto diminuendo coscientemente la mia sensibilità uditiva a questa domanda".
LA STRATEGIA EUROPEA - Monti afferma, con una punta di orgoglio, che l’Unione europea ha preso “decisioni importanti” al vertice di fine giugno e “adesso ne stiamo vedendo le conseguenze in termini di maggiore disponibilità dei governi a fare tutti la loro parte, compresi Germania e paesi del nord, e ciascuno a fare i compiti a casa”.
L'INCONTRO CON HOLLANDE - Il premier anticipa poi i temi del suo incontro odierno con il presidente francese Hollande. “Parleremo di come Francia e Italia possono accelerare questo processo” e come dare “un deciso impulso alla crescita europea”. Per Monti la Germania è “un punto di riferimento essenziale, io e Hollande abbiamo avuto contatti recenti con Merkel e portiamo avanti un modo di lavorare che non esclude nessuno. La chiave di volta” per uscire dal tunnel è “spingere tutti verso le decisioni prese a fine giugno senza ritorni indietro”. Per il premier, "è molto importante che tutti in Europa ci impegniamo a far sì che l’euro non sia fattore di disintegrazione".
Monti è arrivato a Parigi per l'incontro all'Eliseo con Hollande verso le 13.
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